Gennaio 2006

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 104 – GENNAIO 2006

ECOSOFIA

Il Gruppo di Bergamo, in collaborazione con i Gruppi della Lombardia si è assunto l’incarico di pensare ai possibili temi del prossimo Incontro Annuale, una delle proposte è un avvicinamento al pensiero della Ecosofia. Di questo discuteremo al prossimo incontro Referenti del 4 febbraio.
Intanto vogliamo condividere il resoconto dell’Incontro tra il Gruppo di Bergamo, don Gianni e il prof. Manara, che è impegnato nella ricerca su questo tema.
L’incontro è partito dalla richiesta di dare motivazioni solide alla nostra ricerca di giustizia. Il rispetto delle diversità dei punti di riferimento non ci esonera dal compito di far crescere la nostra consapevolezza, dal chiederci come possiamo riconoscere qual’è il cerchio che ci unisce e come alimentare in noi “la sete di giustizia”.
Come bilancisti lo strumento base di questa ricerca sta nel “coraggio di raccontarsi”.
Nei gruppi locali troviamo lo spazio adatto per comunicare come stiamo rivedendo il nostro rapporto con le cose, e, attraverso questo, comunichiamo anche “quello che siamo”, e troviamo l’ascolto e la partecipazione che ci permettono di verificarci e di irrobustirci per riuscire ad affrontare anche le scelte difficili.
È questa l’energia di cui necessitiamo? L’energia di una corrente di scambi che ci attraversa e ci da’ forza perché trasmette vita?
La concretezza del cammino fatto, anche attraverso i temi unitari che hanno fatto ripensare all’Acqua, alla Finanza e all’Energia, ci mette sempre di più il desiderio e il bisogno di attuare uno scambio di esperienze per dirci “il senso che diamo al nostro continuare a spostare i consumi”.
Avvertiamo che se ci sentiamo arrivati, se abbiamo la sensazione di non aver più niente da spostare vuol dire che si è spenta in noi “la sete di giustizia”.
Dal rapporto con le cose spesso siamo portati anche ad analizzare il nostro rapporto con le persone. A questo ci porta il monitorare come viviamo l’ospitalità o come viviamo il rapporto con il denaro.
Detto questo, il prof. Manara ci ha presentato il messaggio di Raimond Panikkar che si sintetizza nella Ecosofia.
Essa non è un sistema ideologico ma è “saggezza della terra” che coinvolge il piano della esistenza e della esperienza, essa punta a una “coscienza cosmica” cioè alla capacità di intendere e trasformare le nostre relazioni con la terra, con la materia, con gli altri esseri viventi e con i nostri simili. Essa richiede una conversione profonda del nostro modo di pensare e di essere, una trasformazione che ci chiede di superare i punti di vista relativi e di cercare un approccio olistico. È un riscoprire l’armonia più che l’unità, per sentirci parte del tutto e non fusi nel tutto.
È la nuova innocenza di cui parla Panikkar. È un percorso di rimotivazione profonda che si avvale di una “esplorazione esperienziale” nel senso di comunicazione profonda di ciò che ognuno sta vivendo.
Abbiamo fatto presente al prof. Manara il nostro interesse per aprirci a questo arricchimento nel rispetto però del cammino fatto finora dalle famiglie dei Bilanci.

UNA RILETTURA DEL PERCORSO DI
BILANCI di GIUSTIZIA

Il 14 gennaio a Fano si è tenuta la scuola di pace, e Luca Giaggioli ha fatto un intervento dal titolo “Sobrietà e nuovi stili di vita: Bilanci di Giustizia”.
È una riflessione teologico-biblica che rilegge in questa luce l’itinerario fatto da Bilanci di Giustizia, è un intervento molto ricco di spunti, ne trascriviamo un breve passaggio e vi suggeriamo di ascoltarlo completamente sul sito: http://www.santafamiglia.info/archivio/audio.htm#pace
“Prenderò un episodio, il cap. 16 del libro dell’Esodo: si parte dall’Egitto per arrivare nella Terra Promessa. Ci mettono 40 anni, in 40 anni dovevano trasformarsi da un popolo che conosceva un certo modo di organizzarsi, gerarchico, con divisioni sociali e diventare capaci di creare un tipo di società diversa. Dice la Bibbia che non ce ne arrivan di là tanti, e chi arriva di là? Ci arrivano quelli che son nati durante il cammino nel deserto, perché vuol dire che si son dovuti educare giorno per giorno a un modo diverso di avere un rapporto con le cose e con gli altri. Nel cap. 16 si dice che cominciavano a lamentarsi perché avevano fame. Ah si stava bene in Egitto, quelle belle pentole di cipolle, ecco qui non ci sono neanche le cipolle!
Allora Dio gli mandò la manna, ma con due regole:
I regola – ognuno ne raccolga quanto gliene basta per un giorno
II regola – nessuno ne faccia avanzare fino al giorno seguente.
Come mai queste regole? Io c’ho pensato tanto, non so neanche se la mia è una interpretazione in questo caso esegeticamente perfetta.
Voi dovete arrivare al giorno dopo “vuoti” perché solo così voi siete capaci di riconoscere la manna del giorno dopo come un dono. Perché se il giorno dopo voi mangiate la manna che avete messo da parte, voi mangiate la manna che siete stati bravi ad accumulare, e invece bisogna educarsi al valore del dono.
Allora giorno per giorno si sperimenta il miracolo insito dentro le cose, che “le cose sono un dono”, che non si può accumulare.
Qualcuno ci provò, qualcuno la mise da parte. Dice la Bibbia che marcì e gli vennero i vermi. Così, subito, per fare le cose chiare.
Attenzione che le cose sono un bene nella Bibbia, non sono negative, sono una benedizione, sono un sacramento della presenza divina. Però, nella Bibbia la ricchezza non è la ricchezza di beni, è la ricchezza nei beni, la pienezza di qualità di cui sono portatori.
Allora se voi vi siete educati a questo per 40 anni c’è qualche possibilità che arrivati nella nuova terra siate capaci di creare una società più giusta. La terra promessa non è un luogo fisico, è la terra che costruiranno coloro che la abiteranno con cuore di deserto, coloro che vivono quella che è la poesia del deserto.

RAPPORTO ANNUALE
dai dati individuali a quelli familiari

All’Incontro Annuale di Lignano, dopo la presentazione del Rapporto Annuale, c’è stata una famiglia che ha sollevato delle perplessità sulla realtà delle cifre riportate, se si applicano a una famiglia di 4 persone, e questo vale anche per i dati ISTAT.
Ma come ci hanno spiegato a Lignano i nostri statistici, Lucia e Guido, per passare dalle cifre individuali presentate sul Rapporto al confronto con i bilanci famigliari servono delle opportune tabelle di conversione.
Vi riportiamo la risposta di Guido e Lucia per capire meglio come vanno trattate le statistiche della Campagna e le tabelle di conversione.
Chiaramente non si possono moltiplicare i dati (che sono individuali) del Rapporto Annuale per il numero dei componenti della famiglia, i dati che vengono presentati sono ottenuti utilizzando una scala di composizione familiare che tiene conto di come questa incide nelle spese, e poi nel confronto con l’ISTAT la famiglia di due componenti chiaramente ci vorrebbe ….
Il fatto è che non è semplice, l’ideale sarebbe distinguere per tipologia famigliare le spese. Però lì si trovano poche famiglie. Abbiamo numeri bassi di famiglie con 1 o 2 figli, se il numero fosse maggiore sarebbe possibile fare delle statistiche distinte per le varie composizioni famigliari.
Semplicemente una famiglia di 4 non deve moltiplicare per 4 le spese presenti sul Rapporto! Dovete moltiplicare i vari dati per il fattore presente nella tabella.
In realtà non è neanche così semplice, perché non sono dei dati molto precisi. Una famiglia di 4 componenti ha delle economie di scala (un solo frigo, etc…) e quindi spende molto meno.
Si otterrebbero dei numeri più precisi facendo le statistiche separatamente per le famiglie di 3, 4, etc…persone. Vale comunque lo stesso discorso per i dati presentati dell’ISTAT.
Le tavole che diamo nel Rapporto, però sono utili per l’esterno della Campagna, per vedere quanto le famiglie spendono di meno rispetto alla famiglia media, spendiamo un 20% di meno, e questo ha un suo peso politico.
Per il livello interno dovremmo lavorare di più per fornire alla famiglia degli strumenti utili per loro, perché possano confrontarsi con le statistiche delle famiglie più simili a loro.
Ma per questo, per diventare più statisticamente significativi, vogliamo avventurarci nella Campagna 400×2!!!
La scala di equivalenza è il numero per cui moltiplicare i dati dei consumi medi mensili individuali (come presentati nel Rapporto Annuale) per trovare il consumo medio mensile familiare di una famiglia di un dato numero di componenti

numero di componenti
della famiglia

scala
equivalenza

numero di componenti
della famiglia

scala
equivalenza

1

1,2

5

3,8

2

2

6

4,32

3

2,66

7

4,8

4

3,26

8

5,24

>=9

5,6

Ecco i calcoli dei vari capitoli di spesa in relazione al numero di componenti del nucleo familiare.

Consumi medi mensili

Consumi medi mensili familiari per numero di componenti della famiglia (euro anno 2004

individuali degli aderenti

CAPITOLI DI SPESA

all’Operazione – anno 2004

1 compon.

2 compon.

3 compon.

4 compon.

5 compon.

ALIMENTARI

149

179

299

397

487

567

ABBIGLIAMENTO

28

33

56

74

91

106

SALUTE

42

50

83

111

136

159

DIVERTIMENTI E CULTURA

54

65

108

144

177

206

CASA

172

206

344

457

561

653

TRASPORTI

97

117

195

259

318

370

BENI DUREVOLI

114

137

228

303

372

433

VARIE

94

113

189

251

308

359

IGIENE

14

16

27

37

45

52

TOTALE

765

917

1.529

2.034

2.492

2.905

<colgroup><col width=”142″ /><col width=”132″ /><col width=”66″ /></colgroup><colgroup><col width=”56″ /></colgroup><colgroup><col width=”56″ /><col width=”55″ /></colgroup>

Consumi medi mensili

Consumi medi mensili familiari per numero di componenti della famiglia (euro anno 2004

individuali degli aderenti

CAPITOLI DI SPESA

all’Operazione – anno 2004

6 compon.

7 compon.

8 compon.

9 e +

ALIMENTARI

149

645

716

782

836

ABBIGLIAMENTO

28

120

133

146

156

SALUTE

42

180

200

219

234

DIVERTIMENTI E CULTURA

54

234

260

284

303

CASA

172

743

825

901

963

TRASPORTI

97

421

468

511

546

BENI DUREVOLI

114

493

547

597

639

VARIE

94

408

453

495

529

IGIENE

14

59

66

72

77

TOTALE

765

3.303

3.670

4.006

4281

SCHEDA NUOVA PER INSERIMENTO AUTOMATICO

È finalmente disponibile sul sito la nuova scheda mensile necessaria per l’inserimento automatico dei dati dei bilanci!!!!
La scheda è stata messa a punto con il fondamentale contributo di Celine di Verona, di Guido di Roma e di Laura di Mestre.
La scheda non presenta nessuna difficoltà di utilizzo, è una normale scheda excel, di cui si utilizza il foglio “fronte” e “retro”.
Come accortezza per un corretto uso vi chiediamo:

  • di compilare sempre la parte realtiva all’intestazione (nome famiglia,….) indicando i mesi con il loro numero (gennaio=1).
  • di scrivere tutto in MAIUSCOLO
  • nella tabella ospitalità di inserire un solo numero (es: 8 = 4 pasti x 2 persone)
  • Per l’autoproduzione di indicare il numero di volete che è stata fatta.

Cominciamo a usare questa scheda che ci consentirà l’inserimento automatico dei Bilanci, stiamo anche lavorando, ad una scheda in cui poter inserire direttamente le singole spese scontrino per scontrino, speriamo di metterla a punto in breve tempo.

ASSEMBLEA SOCI AE del 14 gennaio 06

Luca di Bologna ha partecipato per Bilanci di Giustizia all’Assemblea soci di Altreconomia di gennaio, vi riportiamo il suo resoconto, integrandolo con alcuni stralci del documento preparatorio.
Prima di affrontare i temi all’OdG, l’assemblea si apre con un momento formativo/informativo di Miriam sui seguenti argomenti:

  • Che giornale vogliamo
  • Chi è il lettore/chi usa il giornale
  • Come nasce un numero

Ecco la sintesi del contributo di Miriam:

  • No attualità, ma interpretazione della realtà (grandi temi dell’economia, del consumo, del lavoro, ecc.)
  • Necessità di sinteticità
  • Motivazione della scelta del formato e della veste grafica (argomenti già esposti da Miriam all’incontro referenti del 03.12.05)
  • Scelta della carta (vedi articolo su AE di gennaio 06)
  • Necessità di fare arrivare alla redazione e al giornale tutti i contributi (idee, competenze, ecc.): valorizzare le potenzialità dei soci, necessità di maggior dialogo tra i soci, nonché tra soci e redazione (vedi idea del comitato editoriale nei prossimi punti)
  • Il pubblico: vogliamo che si vasto. Non solo militanti o consumatori critici, ma in generale consumatori e lavoratori “inquieti”
  • Descrizione di come nasce un numero (dopo aver scritto tutti i pezzi, aver raccolto i contributi dei collaboratori, aver scelto le immagini, la copertina, le eventuali pubblicità, aver corretto le bozze, fatto il sommario, ecc, il giornale va in tipografia. Durante questa fase di “cucina” del giornale, la redazione si riunisce per sviscerare, attraverso una severa autocritica, tutti gli errori – di forma- commessi nella rivista stilata)

Si procede quindi a trattare i punti all’ordine del giorno:

1. Ruolo dei soci nello sviluppo del progetto politico del consorzio e proposta di costituzione di un Comitato Editoriale.

  • Ecco la presentazione nel documento preparatorio:

L’attuazione del piano di sviluppo che il CdA propone per i prossimi due anni di attività del Consorzio non sarà possibile senza una maggiore partecipazione di tutti i soci alla realizzazione del progetto politico definito nei documenti fondativi del Consorzio stesso.
Si tratta di passare dalla condivisione di quegli obiettivi alla partecipazione attiva alle iniziative necessarie per la realizzazione del progetto. Questo significa che i soci dovrebbero sempre più sentire Altreconomia come uno strumento essenziale della propria azione, valutando il possibile coinvolgimento in ogni iniziativa che essi intraprendono.
In questo anno abbiamo fatto alcuni passi avanti in questa direzione, ma ancora l’obiettivo non può dirsi raggiunto, come dimostra il mancato aumento degli abbonamenti per cui i soci in assemblea si erano impegnati un anno fa. Il collegamento con i soci e le loro molteplici iniziative è ancora labile, sia a causa della debolezza operativa del Consorzio stesso, che fatica ad attivare gli strumenti necessari per accrescere il coinvolgimento di tutti, sia per la ancora scarsa percezione da parte dei soci delle potenzialità che Altreconomia offre.
Per cercare di superare queste difficoltà proponiamo la costituzione di un Comitato Editoriale, formato da rappresentanti dei soci, che periodicamente si confronti con la redazione e con il CdA per discutere e definire temi e iniziative da sviluppare.
È questo quindi il primo punto su cui invitiamo tutti a confrontarsi, discutendo l’organizzazione e il ruolo del Comitato e presentando delle candidature che siano rappresentative, capaci di portare proposte e direttamente collegate con gli organismi dirigenti delle organizzazioni socie, in modo da garantire il loro reale coinvolgimento.
Questo impegno politico dei soci è la premessa indispensabile per assumere anche gli impegni economici che derivano dal Piano di sviluppo che il CdA propone.

 

  • La discussione si concentra sul ruolo e le modalità del comitato editoriale
    • Emilio – L’esigenza non è tanto quella di contributi tecnici (l’articolo, l’esperto, ecc.), ma piuttosto quello di dare alla redazione un feedback sulle sensibilità dei soci del consorzio, che rappresentano la cultura di riferimento della rivista
    • Miriam- possono essere sufficienti 1 o 2 incontri l’anno del comitato, con la redazione, per scegliere alcuni grandi temi (es. quest’anno vogliamo lavorare sull’energia o su altro?). Inoltre sarebbe utile che il Comitato Editoriale comprendesse anche qualche esterno, non necessariamente solo soci
    • Vari – per un Comitato Editoriale occorrono almeno 2 o 3 incontri l’anno con la redazione, uno è senz’altro troppo poco
    • Francesco (MagVe)- favorevole al comitato editoriale, utile ad aumentare il senso di appartenenza tra i soci.
    • Renato (MagVe) – La partecipazione si crea aumentando i momenti di confronto, non attraverso il comitato editoriale. A che serve il comitato? Io non ho esigenze di maggior controllo sulla redazione
    • Francesco (Mondo Solidale)- Il comitato potrebbe avere anche la finalità di capire meglio chi è il lettore
    • Luca (BdG) – Potrebbe essere utile un momento di confronto plenario più allargato, tipo “congresso di AE”, con gli stessi obiettivi delineati da Miriam per il comitato
  • Chi sarebbe eventualmente disponibile ad entrare nel Comitato Editoriale?
    • Come BdG l’idea del comitato editoriale è emersa da quando ci è stata fatta la proposta di entrare nel consorzio di AE. Ovviamente c’è un problema di risorse umane, non sono in grado di esprimere immediatamente una disponibilità da parte dei BdG
    • Non emergono seduta stante delle disponibilità da parte dei soci
    • Emilio invita tutti i soci a pensarci e ad esprimere al più presto le proprie disponibilità

 

2. Discussione del piano di sviluppo del Consorzio per il biennio 2006-2007
Emilio introduce e sintetizza così il punto o Potenziare ruolo dei soci
o Aumentare diffusione della rivista
o Consolidare la sostenibilità economica del consorzio
I costi riportati sono in massima parte costituiti dalle spese di personale.
Un punto di innovazione è la proposta del “direttore operativo” della rivista: mentre al direttore editoriale fanno capo i redattori, i grafici e i collabori esterni dei libri e della rivista, il direttore operativo coordina invece lo staff che si occupa degli aspetti amministrativi, degli abbonamenti e degli eventi, nonché della promozione e della pubblicità.

Il punto è stato sviluppato aprendo il dibattito ai soci:
– Necessità di un salto di qualità per AE anche attraverso la professionalizzazione dei redattori e dello staff amministrativo
– Necessità di raggiungere nuovi lettori, “altri” rispetto ai “soliti noti”.
– Ogni socio deve sentirsi coinvolto nell’impegno ad ampliare il numero dei lettori della rivista
– Per poter rispettare i programmi è indispensabile la figura del direttore operativo

C’è stata la disponibilità da parte di diversi soci ad effettuare un prestito alla rivista, per realizzare il piano di sviluppo ipotizzato (ovviamente i BdG non sono certo in grado di fare ciò, non gestendo attività di tipo economico).

Interessante è stata l’apertura da parte dei “vecchi” soci di AE (posizione espressa da Stefano ed Emilio) ad un ipotesi di CONSORZIO COOPERATIVO, superando l’attuale forma giuridica di AE (Società consortile).

3. Approvazione del budget 2006
Il Piano delle azioni del prossimo biennio, prevede un salto di qualità della rivista: aumento della tiratura di rivista e libri, miglioramento dell’apparato amministrativo e redazionale.
Questo significa in sintesi: costi di investimento a breve termine e consolidamento delle entrate a medio termine.
Il piano di previsione prevede quindi un deficit di 25.000 euro a fine 2006, recuperato nel giro dell’anno successivo, che si chiuderebbe a fine 2007 con un saldo positivo di oltre 40.000 euro.
I Bilanci, assieme a tutti i soci, hanno approvato questo piano di sviluppo. Da parte mia, visto il clima di piena fiducia e di collaborazione che avevano manifestato tutti i Referenti all’ultimo incontro, in cui era presente Miriam, ho ritenuto di interpretare con la mia adesione il sentire comune dei Bilanci.

AVETE MAI PENSATO A…

Perché non mettere i prezzi in tempo di lavoro?

Marco – Formigine (Mo)

 

 

PER IL BILAPRIDE 2005
FINORA ABBIAMO RICEVUTO
3635 EURO


Da tempo conosco e condivido gli obiettivi e le modalità della campagna “Bilanci di Giustizia”, che sono in gran parte riassunte nella pagina iniziale del vostro sito. Ritengo che la strada della sobrietà e di uno stile di vita finalizzato alla ricerca della giustizia e dell’equità sociale ed ambientale siano le uniche percorribili e capaci di dare un futuro al nostro pianeta e alle persone.
Anche l’iniziativa annuale della “Giornata del non Acquisto” – anche se purtroppo non gode del risalto mediatico dei periodici “scioperi della spesa” per protestare contro il carovita – ritengo sia utile ed importante.
La proposta che vorrei portare alla vostra attenzione è quella di sperimentare, eventualmente in coincidenza della Giornata del Non Acquisto, la conversione dei prezzi dei beni di consumo da Euro a “tempo lavorato”.
Mi spiego meglio: una volta deciso il compenso orario medio netto di un lavoratore (esempio 6 euro/ora) si tratterebbe di mettere in risalto (magari anche fisicamente, sugli scaffali di un supermercato.) quanto tempo una persona ha dovuto lavorare per acquistare ad esempio una scatola di biscotti, una torta in pasticceria, un abito nuovo che segue l’ultima moda, un pieno di benzina, ecc..
A mio avviso questo potrebbe essere funzionale agli obiettivi della Campagna e a mettere in risalto che spesso, conducendo uno stile di vita più sobrio, si può trovare spazio per ridurre il tempo del lavoro. Tempo da investire in maggiore tempo da dedicare alla propria famiglia, al volontariato, agli hobby, ecc. cioè alle cose che sono talmente importanti da non avere prezzo.
Un saluto