Aprile 2010

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 149 APRILE 2010

 

in questo numero:

  • _verso l’Incontro Annuale 2010_
    _”Passaggi tra personale e politico”

    _Il programma delle giornate
    _Le note tecniche
  • _Ospitalità in stile bilancista _aggiornamento ai BilaHotel 2010
  • _Acqua Pubblica _dal 24 aprile il via alla raccolta firme
  • _Raccontare la Campagna _Graziella e Mario
  • _ Incontro Promotori _resoconto del 17 aprile 2010
  • _Invio lettera mensile
  • _ Il bilancio di Bilanci di Giustizia _il resoconto del 2009
  • _ Stiamo lavorando per voi!!! _
  • _Rubriche > 
    |Angelo di Verona- Profeti di un futuro non nostro, O.Romero
    |Aspettando il pezzo dei ragazzi Fuorirotta per la lettera mensile!

_L’Incontro Annuale 2010_ _
Il passaggio che unisce il personale al politico… Mmmm… Voglio capire meglio!

Cerco su wikipedia il significato etimologico della parola ‘persona’ e trovo:
“Persona è un concetto della filosofia, più precisamente dell’antropologia filosofica. Si definisce persona un essere razionale dotato di coscienza di sé e in possesso di una propria identità. L’esempio ovvio di persona – per alcuni l’unico – è la persona umana”.
Ma poi, continuando a leggere trovo anche che ‘persona’ deriva dal greco -prósōpon- cioè maschera dell’attore, termine entrato in Italia tramite l’etrusco -phersu-. Un’altra etimologia è da ricercare nel termine latino personare, (per-sonare: parlare attraverso). Ciò spiegherebbe perché il termine persona indicasse in origine la maschera utilizzata dagli attori teatrali, che serviva a dare all’attore le sembianze del personaggio che interpretava, ma anche a permettere alla sua voce di andare sufficientemente lontano per essere udita dagli spettatori.
Di certo questa seconda spiegazione mi affascina maggiormente: “parlare attraverso”…
Poi cerco il significato etimologico di ‘politico’:
“La prima definizione di “politica” (dal greco, -politikós-) risale ad Aristotele ed è legata al termine ‘polis’, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della ‘polis’ per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano”.
Anche questa definizione mi soddisfa e mi aiuta a comprendere meglio il significato della frase iniziale.
Spesso, quando racconto dei Bilanci e dei bilancisti a chi non ci conosce mi vengono poste queste domande: “Ma i bilancisti sono attivi in politica? Quali e quante delle vostre scelte riuscite a portare negli ambienti dove si fa politica?”.
Infatti sembra una declinazione naturale che chi fa certe scelte o porta avanti uno stile di vita ‘diverso’ debba agire politicamente… all’inizio mi chiedevo perché ma non ci ho messo molto a capire che è politica mettere in pratica azioni quotidiane che si basano sul rispetto dei beni comuni; è politica preferire un’azienda a un’altra per meriti sindacali o di giusto riconoscimento dei diritti dei lavoratori; è politica lavorare per la costruzione di una microeconomia; è politica porsi certe domande e cercare nel confronto con gli altri e nelle relazioni delle risposte.
Si diceva ‘parlare attraverso’ riferendosi al significato di persona:
ecco allora dove sta l’anello che congiunge il singolare alla società!
Sta tutto in quell’ATTRAVERSO,
che altro non è che TESTIMONIANZA,
puntuale e credibile al fatto che è possibile, non solo immaginare, ma costruire ogni giorno uno stile di vita ‘altro’ rispetto a quello che il mercato ci propone.
E’ infatti ponendoci ‘di-traverso’ a questa economia che si porta avanti la creazione di uno spazio per le persone, uno spazio che è di tutti i cittadini e al quale tutti partecipano. Penso alle esperienze dei GAS, alla partecipazione alle diverse azioni pubbliche a difesa delle risorse comuni (vedi l’acqua), ma anche ai nostri gruppi locali: non sono essi forse la riappropriazione di uno spazio comune dove ci si confronta e si portano avanti scelte politiche? Invito tutti a ragionarci sopra.
Infine, se questo significato lo vogliamo chiamare ‘passaggio o anello’, allora io credo che debba essere uno di quei gioielli da portare sempre, in bella vista, non da custodire gelosamente bensì da condividere -da dividere insieme agli altri in un crescendo di partecipazione e scambio- consapevoli che si costruisce insieme e che “ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”, come diceva Don Milani.
Luisa – Bologna

 

 

PASSAGGI TRA PERSONALE E POLITICO

Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio.
Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia – Don Milani

Programma

Giovedì 26 agosto
Pomeriggio Accoglienza dei partecipanti
ore 17.30 Presentazione tema dell’Incontro
ore 18.00 Sbilanciamoci, le azioni Dal Pil al benessere. Cambiare bussola
ore 21.00 Presentazione tra i partecipanti

Venerdì 27 agosto
ore 9.30 Plenaria:
Lancio dei lavori di Gruppo, con il passaggio dai messaggi della serata del giovedì  verso i lavori di gruppo
ore 9.45 Lavori di Gruppo sulle esperienze degli spostamenti ogni gruppo su ogni capitolo
ore 15 – 17 Laboratori bilancisti
ore 17- 19 Lavori di Gruppo sulle esperienze degli spostamenti

Sabato 28 agosto
ore 7.30 Momento d’inizio
ore 9.30 Roberto Mancini: dal personale al politico
ore 15 – 17 Lavori di Gruppo elaborazione degli spunti di Mancini alla luce del lavoro fatto nei giorni precedenti
ore 17- 19 Laboratori bilancisti
ore 21.00 canti e balli sulla spiaggia

Domenica 29 agosto
ore 7.30 Momento d’inizio
ore 9.30 Plenaria
-punto su “Cercare la rotta” di Gesualdi (a cura dei bilancisti che partecipano ai Gruppi)
-presentazione del lavoro dei gruppi
-prospettive della Campagna
ore 13.00 Pranzo

Note tecniche:
>> AAA Facilitatori di gruppi cercasi

Anche quest’anno all’Incontro Annuale lavoreremo a gruppi, per questo ci servono dei facilitatori, non vorremo però che fossero sempre le solite “vittime”.
Chiediamo quindi la disponibilità di nuove persone per fare i facilitatori: dateci la vostra disponibilità, provvederemo poi noi con un incontro ad hoc a darvi i “ferri del mestiere”.
Aspettiamo le vostre disponibilità entro il 20 maggio!

>> laboratorilaboratorilaboratori Ogni gruppo o singolo che voglia cimentarsi a gestirne uno
ci mandi la sua proposta entro il 20 maggio!

_ Ospitalità in stile bilancista_
Aggiornamento ai BilaHotel 2010

È finalmente arrivato il caldo e con questo la voglia di muoversi e di girare,
così puntualmente vi inviamo la Lista dei BilaHotel 2010,
che trovate allegata a questa lettera, cioè la mappa dell’ospitalità bilancista.
Un modo per girare che non vi offre solo la possibilità di trovare un letto da qualche parte, ma anche di incontrare a casa loro altri Bilancisti.
Non vi resta che preparare le valige e mandarci i resoconti dei vostri viaggi.

_ Acqua pubblica_
Dal 24 aprile è partita la raccolta firme

Il tentativo di privatizzare l’acqua parte da lontano,
come Bilanci di Giustizia già nel 2001-2002 abbiamo dedicato all’Acqua il nostro tema annuale.
Dopo 10 anni continuano ancora i tentativi per far evaporare il diritto all’acqua.
Vi è una profonda ingiustizia nella distribuzione e nell’accesso all’acqua e la privatizzazione non la allevierà certo: “un’azienda quotata in borsa, e che quindi dovrà rispondere ai propri azionisti degli utili che riesce o non riesce ad ottenere, sarà in grado di tutelare gli interessi delle fasce deboli della popolazione?” (Dossier A…come Acqua).

È partita il 24 aprile la raccolta firme per i referendum abrogativi per la legge che privatizza l’acqua.
Invitiamo tutti i bilancisti e tutti i Gruppi Locali a seguire questa raccolta firme,
e a mettersi in contatto con i referenti territoriali del Comitato Promotore dei Referendum.

Solitamente i quesiti referendari sono quasi sempre praticamente illeggibili,
ci sembra utile segnalarvi che il sito acquabenecomune.org spiega chiaramente quali norme si abrogano e il perché.

_Raccontare la Campagna_
Graziella e Mario

Sta prendendo forma il nuovo libro sui Bilanci di Giustizia.
Vi diamo una ricca anticipazione con questo racconto di Graziella e Mario.

Siamo una coppia che vive in un paese agricolo/industriale della provincia di Verona, nel ricco Nordest italiano. Qui abbiamo le nostre radici, che vogliamo o no; ci siamo anche noi nutriti, fin da piccoli dei valori potenti, a volte tossici, di cui è impregnata la nostra “cultura”: il lavoro, la fatica, la famiglia, il futuro, il fare economia, il dare ai figli un futuro migliore.
Lavoriamo entrambi nel sociale: una come educatrice part-time in un asilo nido, l’altro come educatore in un servizio per le tossicodipendenze.
I nostri figli, una di 26 anni e l’altro di 21, non vivono più con noi già da qualche anno, ci hanno lasciato per esplorare altri luoghi, o forse solo per fare dei bei voli: una vive in un’altra città e lavora per un’associazione che si occupa di violenza sulle donne migranti e l’altro ha scelto la vita comunitaria e spirituale, vive in Francia con il Maestro buddhista Zen Thich Nhat Han.
Fin dai primordi della nostra vita insieme ci è andato stretto il modello sociale nel quale ci trovavamo a vivere: il mito del denaro, del successo, dell’immagine; un individualismo vestito di una religiosità formale, bigotta e cieca, spesso intollerante della diversità.
Per cercare di sfuggire a questo “modello unico” abbiamo cercato di darci da fare per promuovere e partecipare ai vari fermenti di controcultura che sono nati negli ultimi decenni, soprattutto per quel che riguarda il movimento ambientalista.
Abbiamo un po’ da sempre avuto l’intuizione che l’azione politico/sociale per essere incisiva passa dalle scelte piccole, quotidiane; per cui abbiamo cercato di impostare la nostra vita, sia professionale che familiare, perseguendo uno stile sobrio, in controtendenza con ciò che avevamo intorno.
Abbiamo scelto di essere vegetariani, di non avere il televisore, abbiamo cercato di avere una particolare attenzione all’impatto ambientale che potevano avere i nostri consumi; il riciclo, l’autoproduzione, il riuso, la riparazione hanno sempre fatto parte del nostro stile di vita; questi comportamenti li riconosciamo come valori provenienti dalle nostre radici culturali, almeno fino a che non abbiamo incontrato la Campagna Bilanci di Giustizia.
Con questo incontro abbiamo avuto la percezione chiara che lo stile di vita che avevamo scelto non soltanto era eticamente sano, ma aveva anche solide basi scientifiche: stavamo facendo qualcosa che era corretto, e con la campagna abbiamo scoperto che era anche bello e divertente. Beh non sempre:
qualche volta ci siamo sentiti abbastanza isolati e un po’ strani agli occhi di parenti, vicini e spesso anche di amici, e non è stato facile per noi tener fede a ciò che sentivamo; soprattutto quando i nostri figli hanno iniziato ad andare a scuola, ad avere una vita sociale, a paragonarsi agli altri, e siamo stati costretti a confrontarci ancor più da vicino con la cultura di base che ci circondava, toccando con mano gli effetti negativi che questa aveva su di loro.
Nell’educazione dei figli abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la potenza del modello dominante.
Opporsi a questa corrente è stato un compito molto spesso deprimente e deludente, qualche volta entusiasmante, sempre faticoso. Abbiamo sperimentato l’impossibilità di andare contro corrente da soli, e quindi abbiamo accettato la campagna Bilanci di Giustizia come una zattera. Attraverso la partecipazione attiva alla campagna siamo riusciti a metterci in contatto con famiglie del nostro territorio che si ponevano le nostre stesse domande. Questo ci ha confermati nelle nostre scelte e aiutati a proporci con maggior coraggio, per quello che eravamo e credevamo.
Ciò ha permesso che, pian piano, ci nascesse intorno un mondo di relazioni più sincere, basate sulla condivisione del nostro sentire più profondo.
E’ nato così il Gruppo di Consumo Critico G.A.S Val d’Illasi, circa 12 anni fa.
Il suo scopo iniziale era di creare uno spazio di confronto per riuscire ad essere sempre più consapevoli ed incisivi nel cambiamento dei nostri consumi e nello stesso tempo però, cercare di scalfire la cultura che ci circondava, facendo un lavoro di formazione e informazione aperto al territorio. Come gruppo abbiamo ritenuto importante tenerci collegati e promuovere le diverse iniziative che nascevano in campo provinciale e nazionale: abbiamo partecipato alla Rete Lilliput, alla Campagna Acqua bene Comune, al Distretto di economia solidale, all’InterGas…
Come famiglia compiliamo ormai il “bilancio mensile” da parecchi anni; dobbiamo dire che questo è stato un’occasione di crescita molto grossa, soprattutto per quel che ha riguardato il coinvolgere i nostri figli nelle scelte spicciole quotidiane di cambiamento. Tenevamo delle piccole riunioni settimanali, dove, mangiando qualcosa di buono preparato per l’occasione, discutevamo insieme degli obbietti mensili di cambiamento che ci potevamo proporre, cercando di coniugare i loro bisogni con lo stile di vita che avevamo intrapreso. Ciò ha permesso che loro si sentissero parte attiva: ponendo le loro perplessità, chiedendo le contropartite e via così… in un processo educativo in cui erano protagonisti e non succubi di quello che noi adulti decidevamo per loro.
Con ciò, non che sia stato tutto facile e non ci siano state tempeste nel nostro percorso di genitori;
l’adolescenza ha avuto i suoi conflitti e le sue crisi, ma ancor prima c’è stata una certa fatica nel gestire la differenza sociale. E’ diventato storico nel percorso della nostra famiglia, quella volta che Martino, ancora molto piccolo, affaticato dal confronto con i coetanei, ci ha chiesto: “Ma perché io non ho una famiglia normale?”.
Ora che loro ci hanno superato in essenzialità di vita e in capacità di azione creativa nella realtà sociale, ci sentiamo veramente molto grati della determinazione che ci ha accompagnato fin qui;
sentiamo che ci ha fornito la chiave per aprire spazi che all’inizio facevamo fatica ad intuire e che ci siamo allenati a riconoscere quanta ricchezza di volti ed esperienze può esserci, se solo impariamo a metterci in discussione e ad affrontare la realtà con occhi sempre nuovi, uscendo dagli schemi preconfezionati che la nostra civiltà dei consumi ci propone. Ciò ci fornisce molto coraggio ed entusiasmo per affrontare questa nuova stagione della nostra vita.

_Incontro Promotori _
Resoconto del 17 aprile 2010

All’incontro hanno partecipato: Patrizio di Firenze, Luisa di Bologna, Mirco di Oleggio , Barbara di Legnano, Gianni e Caterina.
Bilangiovani: resoconto dell’esperienza fi orentina dei ragazzi.
Abbiamo lavorato sull’organizzazione del programma dell’Incontro Annuale, la definizione dei lavori di gruppo e l’animazione dei bambini.

_ Invio lettera mensile_

Visti i rincari delle tariff e postali, preghiamo chi ha la possibilità di ricevere la lettera via e-mail, di comunicarci il suo contatto. Grazie!

_Il Bilancio di Bilanci di Giustizia_
Il resoconto del 2009

Entrate Uscite
2009 2008 2009 2008
Residuo attivo 2008 20887.26 5358.42 Stampa e spedizione lettere mensili 567.00 629.10
Autofinanziamento bilancisti 8333.93 5475.05 Spese per incontri referenti 310.00 372.00
Vendita libri e materiale 108.00 103.00 Spese telefoniche, sito 950.00 921.84
Contributi per la Campagna da incontri 1030.00 1610.00 Cancelleria abbonamento e libri 238.40 85.4
Incontro Annuale 26266.30 7741.00 Spese Incontro Annuale 24748.16 7300.00
Interessi c/c postale e Mag 142.28 92.8 Personale segreteria 15686.77 11922.96
Rimborso spese da Ufficio Pastorale 274.36 Imposta bollo c/c 42.75 34.20
Contributo Premio Famiglia e Regione Lazio 34316.90 Stampa materliale 1328.00
Spese rapporto 2009 430.00 1070.00
Spese viaggi 464.95 2177.85
Spese c/c postale 68.39 85.99
Spese postali 4.20 10.00
Spese Incontro Regionale Bergamo 5242.00
Spese sede 427.77
Consulenza Mag 2500.00
Computer e Software 1030.00
Totale Entrate 57042.13 54697.17 Totale Uscite 44878.62 33809.91
Fondo per gestione 2010 12163.51 20881.26
Totale a Pareggio 57042.13 54697.17

_Stiamo lavorando per voi_

Nel mese di aprile abbiamo:
.Preparata la Lettera Mensile di marzo
..Preparato e attuato l’Incontro Referenti del 27 marzo
…Risposto alle mail
…..Presentazione Bilanci a Castello di Godego

Rubriche

|Profeti di un futuro non nostro, Oscar Romero

| Il contributo di Angelo

Angelo di Verona ci manda questa poesia di Mons. Romero, un impegno che è anche nostro.

Ogni tanto ci aiuta il fare un passo indietro e vedere da lontano.
Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi, è anche oltre le nostre visioni.
Nella nostra vita riusciamo a compiere solo una piccola parte
di quella meravigliosa impresa che è l’opera di Dio.
Niente di ciò che noi facciamo è completo.
Che è come dire che il Regno sta più in là di noi stessi.
Nessuna aff ermazione dice tutto quello che si può dire.
Nessuna preghiera esprime completamente la fede.[…]
Nessuna meta né obbiettivo raggiunge la completezza.
Di questo si tratta: noi piantiamo semi che un giorno nasceranno.
Noi innaffi amo semi già piantati, sapendo che altri li custodiranno.
Mettiamo le basi di qualcosa che si svilupperà.
Mettiamo il lievito che moltiplicherà le nostre capacità.
Non possiamo fare tutto, però dà un senso di liberazione l’iniziarlo. […]
Può rimanere incompleto, però è un inizio, il passo di un cammino. […]
Può darsi che mai vedremo il suo compimento,
ma questa è la diff erenza tra il capomastro e il manovale.
Siamo manovali, non capomastri, servitori, non messia.
Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene.
Mons. Oscar Romero