Il consumo energetico

Il consumo energetico per l’illuminazione rappresenta il 12% dell’intero consumo energetico delle famiglie italiane e, al contrario di ciò che forse siamo abituati a pensare, questo incide sulle bollette casalinghe in maniera preponderante.
Anche gli elettrodomestici sono ormai diventati parte integrante della casa e delle attività domestiche tanto da far spesso parte dell’arredamento. Essi rappresentano però un consumo energetico non secondario ed è importante che questo aspetto venga valutato sia in fase di acquisto che nell’uso degli stessi.
Ecco alcuni semplici consigli per risparmiare energia.

L’illuminazione assorbe più energia del frigorifero, della lavastoviglie e del televisore, superata soltanto da lavatrice e scaldabagno elettrico.
L’illuminazione, d’altra parte, rappresenta un elemento essenziale della vita casalinga ed incide sull’atmosfera della casa e sulla salute delle persone che la abitano.

Non a caso il primo aspetto importante a cui fare attenzione è la possibilità di sfruttare l’illuminazione naturale, essendo il sole la fonte primaria dell’energia per tutti gli esseri viventi. Il corpo ha un’esigenza fisiologica di luce solare, lo sanno meglio di noi i popoli dei paesi nordici…dove non a caso sono più diffuse le malattie depressive. Nella disposizione dell’arredamento della stanza è bene fare attenzione a posizionare accanto alle finestre scrivanie e tavoli su cui si lavora. La televisione può essere collocata in punti meno luminosi.

Un altro aspetto fondamentale che facilita l’illuminazione, sia questa naturale o artificiale, è il colore delle pareti della casa. Tinte chiare facilitano la riflessione della luce, mentre quelle scure la ostacolano.

Ecco dunque alcuni consigli pratici per l’organizzazione dell’illuminazione e il risparmio energetico.

– Nella maggior parte dei casi un lampadario centrale per l’illuminazione delle stanze non è una soluzione vantaggiosa, soprattutto se è provvisto di molte luci. 6 lampadine da 25 watt consumano il 50% di energia in più di una lampada ad incandescenza da 100 watt che fornisce lo stesso flusso luminoso. Ogni stanza dovrebbe avere una luce diffusa generale, magari con faretti diffusori. Nei punti dove vengono svolte delle attività si possono predisporre fonti di luce più diretta (sulle scrivanie, sopra i piani di lavoro in cucina, in bagno vicino agli specchi, sul tavolo da pranzo, ecc.)

– Dal punto di vista del risparmio energetico le lampade migliori sono le fluorescenti compatte, note come lampade a risparmio energetico. Durano oltre 7500 ore, circa 10 volte di più di una lampada tradizionale. Se in una casa viene sostituita una lampadina a incandescenza con una fluorescente compatta si fa risparmiare al sistema energetico nazionale l’equivalente di 270 Kg di carbone per tutta la durata della lampadina. Sarebbe importante installare queste lampade dove le lampadine vengono lasciate accese almeno per due ore al giorno. La loro luce è calda come quella delle lampade a cui siamo abituati.

– E’ importante tenere pulite le lampadine: la polvere che vi si deposita sopra può ridurre del 10% il livello di illuminazione, inducendo a pensare di avere bisogno di un maggior numero di lampadine più potenti.

Spegnere le luci quando si esce dalla stanza. Non è vero che accendere la luce consuma più energia del lasciarla accesa. Nei luoghi dove il rischio di dimenticarsi la luce accesa (garage e cantine) è elevato, meglio installare un timer che le spenga automaticamente. Se una stanza non ha sempre bisogno della stessa illuminazione, si possono introdurre gli interruttori con i regolatori di luminosità.

Anche gli elettrodomestici sono ormai diventati parte integrante della casa e delle attività domestiche tanto da far spesso parte dell’arredamento. Essi rappresentano però un consumo energetico non secondario ed è importante che questo aspetto venga valutato sia in fase di acquisto che nell’uso degli stessi.

Ecco una serie di attenzioni importanti:
Al momento di comperare un nuovo elettrodomestico è bene controllare sull’etichetta quanto consuma. I nuovi elettrodomestici (per merito di una certa innovazione tecnologica spesso spinta dalle motivazioni ambientaliste degli stessi consumatori) usano il 60% in meno di energia elettrica rispetto a quelli vecchi.

Come sistema di cottura l’utilizzo di una cucina a gas permette di risparmiare fino al 20% rispetto a quelle elettriche. L’utilizzo del forno a microonde consente un risparmio energetico fino a 4 volte rispetto a quello di un forno elettrico.

La lavatrice consuma un quarto di tutta l’energia elettrica impiegata per i lavori domestici. Prima dell’acquisto è importante verificare che i comandi siano facili da manovrare, il filtro facile da pulire, sia presente un programma economizzatore o a mezzo carico, e il termostato sia regolabile. Per quanto riguarda il suo uso, meglio metterla in moto la sera, quando le centrali vengono impegnate di meno e possono erogare senza sovraccarichi di potenza.

Gran parte dell’energia usata dalla lavastoviglie (circa l’80%) viene consumata per il riscaldamento dell’acqua. Tuttavia questo apparecchio consente di risparmiare acqua rispetto al lavaggio manuale. E’ meglio lavare solo a pieno carico, usare cicli brevi, scegliere il dispositivo di asciugatura ad aria fredda (o semplicemente saltare l’asciugatura spegnendo la macchina a lasciando che i piatti si asciughino da soli). Programmare il termostato a 50 gradi e non accostare la lavastoviglie al frigorifero, perché il suo calore fa funzionare a più alto regime il motore di quest’ultimo.

Il frigorifero è un elettrodomestico energivoro ed è presente nel 97% delle abitazioni. Rappresenta una grande conquista moderna dagli indubbi vantaggi, che tuttavia potrebbe essere migliorata ed economizzata. E’ ad esempio molto importante razionalizzare le dimensioni a seconda nel numero di persone che ne usufruiscono, poiché il frigorifero consuma allo stesso modo sia che sia pieno, sia che sia vuoto. Si risparmia energia: aprendo lo sportello il meno possibile, posizionandolo lontano da pareti soleggiate e altre fonti di calore, non introducendo cibi caldi, regolando la temperatura tra i 4° e i 10°, controllando le guarnizioni che fanno tenuta alla porta, sostituendole se non aderiscono bene. Ancora, la serpentina sul retro (il condensatore) va tenuta pulita (con uno straccio umido, ogni 4 mesi avendo cura di staccare prima la corrente!), il formarsi della brina e del ghiaccio va prevenuto coprendo i cibi, specialmente se liquidi. In ogni caso lo spessore della brina non dovrebbe superare i 5 mm.