Bologna – Resoconto Del Gruppo Di Bologna….

LOGO BILANCIResoconto Del Gruppo Di Bologna….

Il Gruppo Locale di Bologna dei Bilanci di Giustizia dopo l’esperienza positiva del 10 aprile 2011 ha continuato a proporre iniziative nel solco della riflessione sulla felicità e la sua concreta pratica nell’attuale contesto  .

Infatti, + Felicità e + Futuro: fare meglio con meno. Per uscire assieme dal mito del mercato e della crescita, è stato l’impegnativo titolo su cui abbiamo concentrato la riflessione il giorno 11 dicembre 2011. Ci ha aiutato il Prof. Marco DERIU, Sociologo della Università di Parma. Deriu ha condotto una riflessione sul tema che è durata un paio di ore rispondendo alle molte domande di presenti attenti ed interessati. In sintesi: una bella giornata, clima di grande attenzione e confidenza, bene accolti nei locali dei padri gesuiti, bella gente presente nonostante le sirene ammaliatrici dell’avvio delle domeniche bolognesi dello shopping compulsivo prenatalizio ….

L’iniziativa è stata pensata anche come tappa del più ampio procedere “Verso Venezia 2012” per la 3^ conferenza internazionale sulla decrescita, sostenibilità ecologica ed equità sociale che si terrà nel mese di settembre 2012.

Di seguito sintesi “estrema” dei ricchi ed esaustivi contenuti presentati.

“Il gorgo della crescita” i meccanismi che ci tengono incatenati al mercato e alla crescita. Perchè la crescita è un mito ovvero perchè solo la decrescita può in definitiva darci prospettive durature. Una decrescita “necessaria” per evitare all’umanità le gravissime crisi sociali, ambientali, economiche che stiamo attraversando, ma che sentiamo anche che è auspicabile e che dovrebbe diventare desiderabile:

 In natura tutto è limitato e non esiste la crescita illimitata che l’economia classica propone;
 Si parla di crescita anche per tutte quelle attività – che sono oramai maggioranza – che non sono collegate a reali necessità (un es. la costruzione di appartamenti che di fatto restano vuoti ….);
 Solo i bisogni che possono essere mercificati e/o monetizzabili hanno valore (ad es. il lavoro di cura, che è dato per scontato, non ha nessun valore…), bisogni che vengono poi rilanciati da un consumo fine a se stesso che genera nuovi bisogni così in un avvitamento senza fine;
 Tutto l’agire umano viene colonizzato dall’individualismo, dall’utile e dal profitto. La crescita della ricchezza monetaria soppianta ogni altra cosa e genera più precarietà e povertà di quanta dice di risolverne;
 L’era della crescita non può essere generalizzata su un pianeta finito e stà arrivando al capolinea dopo avere causato un impoverimento sociale fatto di deficit democratico e di precarietà delle reti sociali/solidaristiche e dopo avere spinto innumerevoli persone da uno stato di povertà spesso dignitosa ad uno stato di abbruttita miseria estrema.

“La prospettiva della decrescita” accedere a una società del doposviluppo per rendere possibile un diverso avvenire, più sobrio e più felice.

Che fare ?
Alcune piste ….

1. Intervenire per valorizzare Diritti, Welfare, Servizi in una ottica generazionale che recuperi un rinnovato patto fra le generazioni;
2. Cura/Riproduzione delle persone passando dai figli a relazioni significative più in generale;
3. Recuperare la dimensione del dono e dello scambio anche di servizi e beni. Condividere anche per uscire dal mito della produttività basata solo sull’aumento di merci che non servono;
4. Beni Comuni come basi per la ricostruzione del tessuto delle comunità;
5. Rilocalizzare le produzioni e lo scambio (es. esperienze dei GAS; km0; ….)
6. ……

Il tutto per accedere ad una società/comunità civile e ad una economia più dolce che non abbia le  ricorrenti cadute traumatiche come quella che al momento stiamo saggiando. In pratica “la decrescita è un’azione, assieme e contemporaneamente, di decolonizzazione dell’immaginario, di smaterializzazione dell’economia, di demercificazone della società, di destrutturazione degli apparati istituzionali funzionali alla crescita… attraverso cui incunearsi e far spazio ad altri valori di riferimento: relazioni umane fiduciarie, auto-organizzazione, partecipazione, cooperazione, condivisione, reciprocità, cura, affettività, creatività… In fin dei conti è sempre la aspirazione allo stare meglio, la ricerca del buen vivir, della juà de vivre, della felicità che spinge ogni essere umano ad agire e a tentare di cambiare”  .

Complessivamente ci pare che si possa affermare che il percorso del ragionare proposto si possa riassumere in: PER  UNA  ECONOMIA  A  CRESCITA  ZERO idea “semplice” che pare l’uovo di colombo per tentare di risolvere positivamente per le popolazioni l’attuale crisi economica, anzichè pompare masse di denaro sui mercati finanziari, alle banche, procedendo a misure di austerità, etc…..

Abbiamo poi proseguito con la presentazione del libro Prove di Felicità Quotidiane che presenta in modo aggiornato l’esperienza e la proposta dei Bilanci di Giustizia a 18 anni dal suo inizio. In questo libro i protagonisti della campagna Bilanci di Giustizia, che coinvolge centinaia di famiglie in tutta Italia, illustrano partendo da “prove sul campo” come i grandi cambiamenti iniziano sempre con piccoli passi. Perché le strade per arrivare alla felicità sono tante, ma sicuramente non c’è felicità se non è possibile raggiungerla per tutti in un mondo più sano e meno egoista.

La giornata si è conclusa con l’offerta del “solito” buffet bilancista all’insegna della auto-produzione.