Ottobre 2007

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 122 – OTTOBRE 2007

GIORNATA DEL NON ACQUISTO
SABATO 24 NOVEMBRE 2007

La Giornata del Non Acquisto – Buy Nothing Day è la festa del non consumo!
Un giorno in cui scegliere di non comprare, come reazione simbolica all’acquisto che ci viene indotto (imposto?) dalla società consumistica.
Il nostro modello economico impone dei profitti, delle vendite, delle cose… altrimenti si profila il rischio del rallentamento della crescita economica e il meccanismo entra in sofferenza.
E la pubblicità è il mezzo per alimentare il meccanismo, ed è per questo che si sta facendo sempre più invadente, alla televisione, sulla carta stampata, ovunque ci sia uno spazio per attirare l’attenzione.
Lo scandalo è voler dimostrare (con la pratica) che invece si può stare bene anche con meno, che una giusta sobrietà è soddisfacente.
Per questo la nostra Campagna ha assunto la Giornata del Non Acquisto come appuntamento da proporre.
L’idea di questa Giornata non nasce da noi, è una giornata internazionale, quest’anno è la 15esima volta che viene proposto il Buy Nothing Day, che ormai si è diffuso in più di 65 paesi nel mondo.
Questo è importante sottolinearlo sempre, perché ci fa capire come sia un momento per sentirci collegati con altre persone, che anche senza avere dei rapporti diretti si ritrovano a cercare dei nuovi cammini per la società in cui vivono.
La proposta che la Campagna Bilanci di Giustizia fa per la Giornata del Non Acquisto è di vivere in primo luogo questa giornata come una giornata di “liberazione” personale, da condividere con la famiglia, il Gruppo Locale e gli amici.
Poi è anche il momento adatto per provare a organizzare, assieme al Gruppo, un momento pubblico per coinvolgere altre persone e far conoscere la Campagna.
Quest’anno proponiamo di far conoscere la Campagna di Altreconomia per regolamentare la pubblicità dell’acqua in bottiglia, uno dei più grandi bisogni indotti dalla pubblicità. Tutte le informazioni sulla campagna le trovate su: http://www.altreconomia.it/acqua/ .
Per chi ha una vena creativa ricordiamo che Terre di Mezzo ripropone il Buy Nothing Day Contest 2007, il concorso dell’”antipubblicità”. Il 24 novembre saranno rese note le informazioni per partecipare su: http://www.terre.it/eventi/articoli/149.html .

Buona Giornata del Non Acquisto a tutti!!!
Fateci sapere cosa fate invece di andare in giro a fare compere!!!

INCONTRO REFERENTI e PROMOTORI
20 OTTOBRE 2007

All’incontro erano presenti: Alessandro di Cuneo, Angelo e Patrizio di Firenze, Stefano di Mestre, Angelo di Milano, Giovanna di Bergamo, Giuseppe di Monza-Brianza, Giorgio, Giuseppina e Luca di Bologna, AnnaPaola di Legnano, Patrizia di San Martino di Lupari, Maddalena di Udine, Carla di Pordenone, Mirco di Oleggio, Luciano di Rimini, Giancarlo di Verona, Gianmarco della Val d’Illasi, Irene e Michele di Pisa, Giovanni e Santina di San Benedetto del Tronto, Teresa e Eugenio di Como, Pierstefano di Roma, Mauro e Grazia di Aosta, Caterina e Gianni.

Incontro Annuale

Tutta la mattinata dell’Incontro Referenti è stata dedicata all’Incontro Annuale, siamo partiti tratteggiandone un veloce bilancio.
Da molti è stato evidenziato come sia sempre un momento entusiasmante, in cui far circolare le idee, in cui confrontarsi con gli altri e che dà a tutti una grossa ricarica.
Abbiamo cercato di evidenziarne degli aspetti specifici, in positivo e in negativo:

 

 

LUCI OMBRE
L’organizzazione del Gruppo di Roma
Il bilancio positivo per il gruppo di Roma, più di quanto loro stessi pensavano
L’immagine del sud, Vincenzo Linarello ci ha portato un po’ di sud.
Il laboratorio di Nanni Salio sulle modalità di lotta non violenta: interessante l’approccio quasi scientifico.
La sintesi per il momento finale, uno spunto da non lasciar cadere.
I ritmi più umani che facilitavano i rapporti.
Gli interventi interessanti
Il gruppo dialogico
Enrica: ci ha portato la sua esperienza con profondità e immediatezza
La testimonianza di Enrica, anche per la similitudine nel lavoro di casalinga.
L’entusiasmo che mi porto a casa per fare partire un nuovo Gruppo.
La serata di giovedì poco organizzata
La restituzione dei gruppi dialogali: farne il riassunto è molto impegnativo e non riesce a restituire tutta la ricchezza emersa nei gruppi
La mancanza di Rosy Bindi
La difficoltà di comunicazione, con contesti diversi come il sud ci manca un linguaggio, hanno difficoltà diverse da noi sul mondo del lavoro, si deve trovare il modo di comunicare
Gli interventi non sono stati elaborati nel gruppo
Il gruppo dialogico: mancando il dibattito manca l’approfondimento.
Pochi laboratori pratici.
La difficoltà di gestione per i bimbi 0-3 anni.
Il discorso sulla Campagna e sul Rapporto, viene messo alla fine, sarebbe meglio metterlo più centrale
È troppo strutturata la gestione dei bambini
Facciamo l’Incontro Annuale in giro per l’Italia, ma come ci presentiamo verso il luogo, le comunità locali? Dobbiamo trovare delle formule

 

Dopo questo momento di bilancio abbiamo iniziato il lavoro di rielaborazione dei suggerimenti emersi dai gruppi di lavoro. Ogni persona aveva compilato due foglietti: cosa vorrei approfondire e che proposte faccio per la Campagna.
Abbiamo provato a raccogliere tutti gli scritti secondo tre tematiche: come decrescere il lavoro retribuito, il lavoro come espressione dei propri talenti, il lavoro come contributo alla collettività. A queste, esaminando le proposte, ne abbiamo aggiunta un’altra: proposte politiche.
Ecco i suggerimenti emersi.

 

lavoro come decrescita del lavoro retribuito lavoro come espressione dei propri talenti lavoro come contributo alla collettività proposte politiche
– come poter sostenere (dal punto di vista
economico) la decrescita, autoproduzione
– significato simbolico / sociale del denaro
– spostare / ridurre il lavoro
– sganciare il lavoro dal denaro
– bilancio “temporale” del tempo di lavoro
– esperienze replicabili, non di privilegio
– cooperazione (non solo sociale)
– testimonianza di giustizia, essere bilancisti dentro il lavoro, coerenti
– ricerca personale di equilibrio
– strategie di miglioramento del lavoro non bilancista
– valutare la sostenibilità del lavoro: Valutazione di Impatto Lavorativo
– educare al lavoro manuale / concreto anche i bambini, anche a scuola, collaborazione
– sacralità del lavoro quotidiano / di cura
– curare le relazioni
– distretti di economia solidale
– reti di sostegno economico , precariato , chi vuole cambiare, anche con soggetti esterni
– diffusione delle esperienze virtuose
– lavoro volontario (anche dei nonni)
– valore sociale della descrescita
– azione sindacale illuminata, confronto con il sindacato 1) nel piccolo come bilancista; 2) nel grande come Campagna
– dagli scioperi alle strategie di boicottaggio
– dibattito tra chi fa parte dell’economia “ufficiale” e un’altra visione
– attività di conciliazione lavoro di cura / non retribuito
– come Campagna: favorire lo scambio tra lavoratori di settori produttivi tradizionali (lavorare tra le nostre minoranze)
– comunicare, spiegare la descrescita (dal PIL alla Decrescita Interna Pulita)
– comunicare la felicità / qualità della vita
– Costruire contesti alternativi è possibile?
– Reti di solidarietà tra piccoli artigiani
– Condivisione e conoscenza delle esperienze e competenze dei bilancisti che hanno cambiato modo di lavorare
– mettere in rete le esperienze / competenze

 

Le tracce che ne abbiamo tratto e che proponiamo ai i gruppi per questo anno sono:

  • analizzare come viene ripartito il tempo tra lavoro retribuito e le altre occupazioni
  • individuare obiettivi di cambiamento sul lavoro, come singoli e come gruppo
  • provare a favorire delle reti di supporto per chi vuole impegnarsi sul tema del lavoro e riconvertire la propria vita lavorativa
  • avere un confronto con il sindacato
  • formalizzare certe tecniche che consentono di obiettare su alcuni aspetti del lavoro (non rendersi disponibili a certe mansioni….)

Altreconomia

Il giornale Altreconomia sta completando il passaggio a cooperativa, con questo la nostra rappresentanza all’interno della rivista passerà dall’Associazione Bilanci di Giustizia Verona a sei bilancisti che rappresenteranno la Campagna, le persone che si sono proposte e che sono state incaricate di questo servizio sono: Mirco – Oleggio, Angelo – Milano, Giuseppe – Monza-Brianza, Luca – Bologna, Fausto – Brescia, Pierstefano – Roma.

LAVORO: CHE PASSIONE!
dal consumo critico al lavoro critico
RESOCONTO DEI LAVORI DI GRUPPO

All’inizio della plenaria di chiusura dell’Incontro Annuale sono state presentate le sintesi dei lavori di gruppo, è un documento utile da rileggere e da cui partire per gli approfondimenti sul tema annuale.

L’etica è per i Bilanci di Giustizia un aspetto di fondamentale importanza.
Valori come solidarietà, rispetto per l’uomo e per l’ambiente ci hanno sempre guidato nella gestione dei nostri consumi familiari; riteniamo che altrettanto debbano essere valori di riferimento per affrontare il mondo del lavoro. Siamo sempre più preoccupati del pensiero dominante che sta trasformando l’uomo in oggetto a servizio dell’economia. L’uomo “economicus” come viene definito. Oggetto perché valido finché è di utilità, non più di valore quando non serve più al profitto.
È un sistema che sta svalutando, svuotando l’uomo del suo essere.
Riteniamo invece il lavoro come un’occasione e un luogo per la crescita personale e lo sviluppo dei propri ideali e valori.
Purtroppo non sempre, o quasi mai, questo si dimostra vero, in quanto anche un lavoratore eticamente orientato non viene adeguatamente apprezzato nel contesto lavorativo che perlopiù si limita a misurare una persona solo per le performance quantitativa e non qualitativa.
Questo non ci fa comunque demordere, in quanto lavoratori ci sentiamo protagonisti e portatori di cambiamenti grandi o piccoli, ma comunque significativi. Crediamo però che anche le aziende debbano essere eticamente orientate, garantendo attenzione e rispetto all’ambiente e alla propria responsabilità sociale d’impresa. Questo atteggiamento si tradurrebbe in vantaggi sia per l’azienda che per i lavoratori.
Un contesto lavorativo collaborativo e non competitivo è interesse anche del datore di lavoro che avrebbe dipendenti soddisfatti dal clima aziendale.

Abbiamo raccolto un altra serie di riflessioni nostre molto ricche sul tema lavoro domestico e lavoro di cura e così abbiamo cercato di mettere insieme la profondità di queste riflessioni
“PRENDITI CURA DI ME……MI PRENDO CURA DI TE” , non è solo uno slogan o il sunto di una riflessione profonda che alcuni di noi nell’incontro regionale hanno fatto in Piemonte. Ma noi tutti crediamo che la famiglia rappresenti il luogo del “prendersi cura” e favorisca un processo di crescita insostituibile che coinvolge tutti i suoi membri.
Quando è possibile noi scegliamo il lavoro domestico e di cura. Ma non sempre queste scelte sono sostenibili per una famiglia o per dei singoli!
In altri paesi europei la famiglia gode di ben altri sostegni istituzionali….
Crediamo che le soluzioni vadano cercate e sperimentate dal basso: rete di relazioni tra famiglie, dimensione comunitaria che mette in comune risorse e sforzi….
Ma crediamo anche necessari il riconoscimento e il sostegno economico – da parte dello Stato – al lavoro di cura familiare, essenziale per perseguire il benessere sociale.
Noi speriamo che ciò diventi possibile…..

Noi Bilancisti, sin dall’inizio della nostra esperienza, abbiamo compreso come l’abbondanza dei beni materiali contrapposta alla carenza di tempo sia una delle grandi crisi dei nostri giorni.
La società, com’è organizzata oggi, ci spinge a lavorare di più per guadagnare di più, come se fosse il fine ultimo.
Noi rifiutiamo questo principio.
Il nostro impegno è rivolto ad usare meno e meglio le risorse che ci sono messe a disposizione in modo che ve ne possa essere per i deboli della terra e per le generazioni future.
Nello stesso modo riteniamo che il tempo sia prezioso, essenziale per altri usi, altri scopi: occuparci della nostra famiglia, della nostra crescita personale e spirituale, delle attività di servizio e volontariato.
Ecco che per noi il lavoro assume una valenza diversa ed in molti casi sentiamo forte la necessità di ridurre il tempo dedicato a produrre reddito.
Per questo vorremmo che:

  • fosse favorita la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, in particolare per le donne lavoratrici
  • che fosse più accessibile il ritiro temporaneo dal lavoro
  • vorremmo dare, in sostanza, spazio al minor lavoro retribuito, in un contesto di garanzie e flessibilità.

Ancora una cosa vogliamo dire:
ci pare importante che nel fare le leggi e nel prendere le decisioni ci fosse un momento di riflessione per valutare l’impatto sulla famiglia. Così come c’è la valutazione di impatto ambientale per le grandi opere perché non fare la “valutazione di impatto familiare” ?

I Bilanci di Giustizia da sempre coltivano i valori della convivialità, che è bene essenziale per il vero benessere di ogni persona, una solida rete di relazione con gli altri, che ci accresce in umanità.
Vorremmo portare questa logica anche nel lavoro, che da mero luogo di produzione, può diventare strumento di relazione, di scambio, di aiuto reciproco con gli altri. Ma vorremmo anche il lavoro come luogo di condivisione e solidarietà ove chi è disoccupato possa trovare aiuto anche in chi lavoro e percepisce di più di quello che gli è necessario.
Lavorare meno per lavorare tutti non è per noi uno slogan ma uno strumento concreto per costruire giustizia sociale.
Se la solidarietà dovrebbe essere vissuta in ogni lavoro, a nostro avviso, meritano un’attenzione particolare quelle realtà che producono solidarietà come le cooperative sociali, alcuni enti di servizio e simili. Riteniamo doveroso delle politiche di sostegno legislativo, economico e di opportunità a queste realtà.
Infine tra gli elementi fondanti dell’economia di Bilanci di Giustizia c’è anche la scelta degli acquisti locali per favorire una rete di relazioni sul nostro territorio e ridurre l’inquinamento dei trasporti.
questa scelta di ri.. nel lavoro
crediamo nell’importanza del lavoro locale che oltre a far risparmiare al singolo tempo e denaro riduce gli impatti ambientali e rafforza le relazioni e la qualità della vita per tutti.

Come sostenitori della Campagna Bilanci di Giustizia ci accomunano i valori della sobrietà e della riduzione dei consumi come mezzi per costruire una società più equa che non sfrutti il lavoro e la vita dei popoli più poveri.
Una maggiore sobrietà raggiunta attraverso la riduzione dei consumi superflui, consente la scelta di dedicare meno tempo al lavoro per lasciare spazio al tempo di cura per la propria famiglia e ad una maggiore serenità nei tempi di vita.
Se, inoltre, il denaro che il lavoro consente di guadagnare è funzionale solo ai bisogni familiari, e non all’accumulo, è possibile guadagnare meno lavorando meno ore.
Pensiamo che il criterio di giusta retribuzione sia una paga dignitosa che consente il soddisfacimento dei bisogni familiari, sia per i lavoratori del nostro paese, così come per chi lavora nei paesi più poveri. Per questo preferiamo consumare beni prodotti eticamente (ad es. commercio equo e solidale) che garantiscono una giusta paga a chi li produce. Ma perché se il lavoro è un bene che scarseggia è così difficile per un lavoratore dipendente lavorare meno ed essere pagato in proporzione?

Per meglio sottolineare le suggestioni che vogliamo proporvi ci aiutiamo con una breve storiella di Raimond Panikkar.
Uno spagnolo si era trasferito a città del Messico per viverci, e doveva arredare la sua casa. Nello Zocalo, il cuore di quella città fin dai tempi degli Aztechi, incontrò un artigiano che stava dipingendo una sedia con i colori vivissimi tipici dell’artigianato di quel paese. Chiese quindi all’artigiano il costo di quella sedia e gli venne risposto che era di 10 pesos. Lo spagnolo disse che avrebbe voluto sei sedie uguali a quella, offrendo la somma di 50 pesos. Allo sguardo perplesso e stupito dell’artigiano chiese quanto egli avrebbe chiesto per sei sedie uguali a quella a cui stava lavorando. l’artigiano rispose 75 pesos. Lo spagnolo provò a contrattare. Giunse anche a offrire 60 pesos per le sedie ma senza ottenere il minimo risultato.
L’artigiano messicano non scendeva al di sotto della sua richiesta. Lo spagnolo rinunciò alla contrattazione e se ne andò. Ma tormentato dall’insuccesso e volendo comprendere meglio, tornò dall’artigiano e chiese di spiegargli perché invece di 60 pesos per sei sedie ne chiedeva addirittura 75.
L’artigiano rispose: “Lei mi ha detto di volere sei sedie tutte uguali, è vero?” “Proprio così” rispose lo spagnolo e l’artigiano ribatté:”E chi mi paga per la noia di farle tutte uguali?”

Come risposta alla noia di fare tutte le cose uguali, noi bilancisti cerchiamo di coltivare il seme della creatività, della fantasia, sia nella dimensione familiare (autoproduciamo – ripariamo – costruiamo – ricicliamo), che lavorativa e dei servizi.
Ci piace scommettere con voi sull’importanza di formare – educare le nuove generazioni. Ci vuole un impegno comune che aiuti i ragazzi a crescere nella conoscenza di sé, delle proprie radici culturali, delle proprie potenzialità, e nell’autonomia di pensiero. Saranno così capaci di scegliere, piuttosto che subire, il modo di essere uomini – lavoratori – al servizio del bene comune.
Sì ad una scuola che non sia soltanto al servizio del mercato.

LA GIUSTIZIA PER NOI BILANCISTI
Il termine “GIUSTIZIA” deve garantire a tutti un lavoro, le risorse per vivere dignitosamente, garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro, la riduzione del precariato e introdurre adeguati ammortizzatori sociali, la salvaguardia dei diritti del lavoratore nella massima trasparenza. Il lavoratore deve essere visto come un attore creativo del lavoro non come un mero strumento e tanto meno come un rifiuto da buttare quando non serve più.
Il raggiungimento della giustizia può garantire delle condizioni minime per il raggiungimento di una pace duratura.
Noi di Bilanci seguiamo uno stile di vita che vuol dimostrare la possibilità di vivere meglio.
La decrescita intesa come a-crescita, cioè negazione della crescita illimitata è condizione necessaria per una vita migliore. Il bilancista non è “preda” del mercato e attua delle scelte di “acquisto intelligente” di prodotti più utili e più sani.
Egli svolge una “lotta non violenta” tramite la Giornata del Non Acquisto per protestare verso un mercato irresponsabile che nessun altro cerca di governare o di indirizzare.
La famiglia, per noi bilancisti, è il soggetto del nostro vivere, e il lavorare è l’oggetto per ricavare le risorse necessarie.
L’attenta gestione degli sprechi ci regala una vita sobria e felice che richiede meno risorse economiche e ci permette di sottrarre tempo al lavoro da trasferire agli affetti familiari.
Tutto questo non lo leggiamo come “UTOPIA” ma lo consideriamo un bilancio di SAGGEZZA.

PIEMONTE e VALLE D’AOSTA:
COME ESSERE BILANCISTI?

Ho passato tre giorni in Piemonte, incontrando il gruppo di Torino, di Aosta e, con Alessandro di Cuneo, un gruppo che potrebbe anche nascere ad Alba.
Ho parlato dei Bilanci con Roberto Burlando del Dipartimento di Economia dell’Università di Torino, con Nanni Salio al Centro della Nonviolenza, e con i responsabili del Gruppo Abele.
Mi sono portato a casa la sensazione che con i Bilanci stiamo anticipando i temi che saranno decisivi per il domani: la ricerca del benessere nella sobrietà, nella essenzialità.
In molti oggi lo dicono, ma la grande originalità dei Bilanci è aver messo a fuoco un metodo efficace di sperimentazione e una rete di contatti che permette scambio e ricchezza di informazioni.
Mi sembra importante, anche dopo l’ultimo incontro dei Referenti, richiamare il metodo che ci proponiamo:

Partiamo dalla consapevolezza che il sistema di mercato è così forte che è riuscito a costruire dei “bisogni indotti”anche nei nostri comportamenti, bisogni che una volta soddisfatti non ci fanno avvicinare al “benessere”.
Perciò dedichiamo, assieme a coloro con i quali condividiamo il tetto, un po’ di tempo (un’ora al mese?) per decidere un “comportamento” da cambiare = obiettivo mensile.
Lo scriviamo sulla scheda mensile e anche sul Calendario, perché fra un mese dovremo verificare, in famiglia, i risultati che abbiamo ottenuto. Se vogliamo dare ai risultati un valore misurabile proviamo anche a raccogliere gli scontrini fiscali che si riferiscono al comportamento che stiamo modificando.
Al primo incontro del Gruppo Locale si racconterà il comportamento che si sta cambiando e i risultati ottenuti.
La scheda mensile, così compilata, va spedita alla Segreteria.

Questo è sufficiente per sentirsi attivamente inseriti nella Campagna Bilanci di Giustizia.
Chi poi riesce a compilare il Bilancio mensile, mette in atto lo strumento più efficace per rivedere i propri consumi secondo Giustizia, e, se lo invia alla Segreteria, contribuisce a costruire il Rapporto Annuale che è il documento pubblico che dimostra l’efficacia del Consumo Critico.

Insomma datevi un obiettivo di cambiamento in famiglia e fatecelo sapere, vogliamo far emergere le buone pratiche che tanti di voi stanno già facendo.
don Gianni Fazzini

 

 

Per pagare il lavoro di Segreteria,
uest’anno mancano due mensilità: novembre e dicembre.
L’ Autofinanziamento é la forma che abbiamo deciso insieme per assicurare questo servizio alla Campagna
Abbiamo bisogno di ricevere
almeno 3600 euro in più dell’anno scorso.
Ad ogni Bilancista, esperto in conti, calcolare quanto versare “per famiglia”
Il tempo del versamento è la Giornata del Non-Acquisto

STIAMO LAVORANDO PER VOI!!!

Nel mese di Settembre abbiamo:
– adempimenti finali dell’Incontro Annuale
– incontrato gli economi dei Monasteri Camaldolesi a Roma
– intervento sui Bilanci al Forum “Sbilanciamoci”
– scritta ed inviata la lettera di settembre
– aggiornato il sito web