Ottobre 2004

BILANCI DI GIUSTIZIA

 

LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA

 

N° 93 – OTTOBRE 2004

 

 

GIORNATA DEL NON ACQUISTO

 

La Giornata del Non Acquisto è iniziata in nord America più di 10 anni fa e anche se qui da noi è arrivata alla ribalta solo da tre anni c’è già la difficoltà di mantenere l’attenzione mediatica verso una data che rifugge lo scoop giornalistico rischiando anche di essere confusa con i vari scioperi della spesa promossi dalle associazioni dei consumatori. Ma, a noi è chiaro, la Giornata del Non Acquisto è una cosa diversa, però non è facile invitare le persone a riflettere (e farlo ogni anno) sul tema del consumo perché questa proposta è in controtendenza rispetto ai modelli propagandati, all’occhio sempre teso al PIL, allo scrutare continuo alla Borsa….

Che la Giornata del Non Acquisto sia veramente una proposta rivoluzionaria lo si capisce bene dalla difficoltà con cui viene accolta da chi, comunque, parta da una visione “altra” dell’economia, come le Botteghe del Commercio Equo. Anche loro spesso si sono ridotte a fare i conti con continue richieste di aumento degli utili e sappiamo la difficoltà che abbiamo a farle aderire in modo significativo anche soltanto per poche ore.

Ripensare ai nostri acquisti allora ci fa anche ripensare alle proposte politiche. I centri del consumo stanno diventando dei luoghi in cui i singoli e le famiglie passano sempre più tempo e anzi veniamo anche invitati da rappresentanti istituzionali a passarci l’estate dentro perché lì c’è aria fresca. Ma quanto brutto sta diventando questo mondo se il posto che più ci piace sono i centri commerciali? Come sono diventate le nostre città? Dove sono sparite le campagne? Gli acquisti ci allettano, ci stordiscono azzerano la nostra ricerca di risposte creative.

Ogni anno di più aumenta l’impoverimento generale, per questo i consumi non ripartono e per rilanciarli si sta sviluppando anche in Italia il business del credito al consumo (prestiti personali) con banche tradizionali e un sacco di società finanziarie che ci mettono le mani. Ma ci si indebita per comprare il superfluo (SUV, vacanze…) o per arrivare alla fine del mese? Da noi siamo appena agli inizi, ma negli USA è già una tragedia, lì le famiglie sono pesantemente indebitate e per le leggi americane posso anche dichiarare bancarotta, il problema resta sommerso fino a quando qualcuno strangolato dai debiti non sceglie il suicidio.

L’effetto è si quello di mantenere alti i consumi però con una economia malata, non reale, che se appena si accenna ad un rialzo dei tassi di interesse rischia di scoppiarci in faccia.

Nella nostra società abbiamo cominciato a vivere al di sopra delle nostre possibilità nei riguardi della natura ora lo stiamo facendo nei confronti nella finanza, ma quanto potremo andare avanti?

La Giornata del Non Acquisto ci dà l’occasione per riflettere sulla nostra vita, per sognare e scegliere tra una politica commerciale o una politica delle relazioni. Le relazioni tra le persone non si comprano, il mercato non può regolarle. Escono dalla legge della domanda e dell’offerta, se non le valorizziamo noi si perdono.

Per questo serve una festa, per liberarci dal grigiore del consumismo.

 

Giornata del Non Acquisto 26 novembre 2004.

Coordiniamo tutte le tutte le nostre iniziative e presentiamole assieme.

Comunicate in Segreteria le vostre iniziative.

 

Altreconomia e Terre di Mezzo lanciano il terzo concorso BND CONTEST per l’altra pubblicità, informazioni si possono richiedere a bndcontest@terre.it

 

 

BILAPRIDE 2005

GIORNATA dell’ORGOGLIO BILANCISTA

26 novembre 2004

 

Eccoci al primo appuntamento con il “Bilapride – Giornata dell’orgoglio Bilancista” in cui raccoglieremo i contributi per sostenere le spese della Campagna per il 2005.

Dal 1 gennaio al 10 ottobre 2004 ci sono stati inviati 6860 euro, in cui sono anche presenti alcune anticipazioni del Bilapride 2005. Questi contributi ci sono stati versati da 141 famiglie.

La nostra Campagna è sempre stata autofinanziata e i soldi ci servono sia a sostenere le spese ordinarie sia a retribuire chi lavorerà in Segreteria.

La cifra raccolta ci consente di coprire le spese fino alla fine dell’anno. Quello che più ci interroga è il numero delle famiglie che hanno contribuito. Ogni mese vengono spedite circa un migliaio di lettere e le persone coinvolte nei gruppi locali sono sicuramente di più, ci sembra allora importante che ciascuno si senta coinvolto nel contribuire.

Ricordiamo che la cifra suggerita è di 50 euro a famiglia all’anno.

 

 

CALENDARIO 2005

 

 

Gennaio

29

RIUNIONE

REFERENTI

 

Bologna

Febbraio

 

Marzo

5 e 6

Seminario Parknas

REFERENTI

PROMOTORI

Aprile

30

INCONTRO

REFERENTI

 

Bologna

Maggio

28

RIUNIONE

PROMOTORI

Bologna

Giugno

 

Luglio

 

Agosto

Settembre

???

INCONTRO ANNUALE

 

 

Ottobre

8

RIUNIONE

REFERENTI

 

Bologna

Novembre

5

RIUNIONE

PROMOTORI

?

Dicembre

 

 

 

 

 

 

SBILANCIAMOCI!

 

All’incontro nazionale del Passo della Mendola la nostra Campagna ha iniziato ad affrontare il tema della politica, e addirittura il senatore Treu ha dimostrato un interesse per un confronto con noi sui temi del suo?? programma.

Da alcuni anni c’è un coordinamento di associazioni che si occupa di (ri)fare concretamente i conti della Legge Finanziaria avendo come priorità politiche la sostenibilità., la pace e la solidarietà.

Oltre a cambiare i nostri bilanci secondo giustizia possiamo rafforzare la richiesta di cambiare il Bilancio dello Stato. Quest’anno dovremmo forse porre particolare attenzione alle proposte della ControFinanziaria elaborata da Sbilanciamoci!, che sarà distribuita come allegato a Altreconomia e a Mosaico di Pace e nelle Botteghe del Commercio Equo.

Sul sito di Sbilanciamoci! si può firmare la petizione per sostenerla e dal 13 al 20 novembre sarà lanciata una settimana di mobilitazione speciale.

Su www.sbilanciamoci.org sono disponibili a richiesta i materiali della campagna.

 

 

 

 

LA POLITICA E LA PASSATA DI POMODORO

Riflessione di Luca Gaggioli

 

Riportiamo alcuni passi della ricchissima riflessione che Luca Giaggioli ha tenuto alla Mendola.

Vi invitiamo a vedere il testo completo sul sito.

 

 

Dedicata al ricordo di Tiziano Terzani (che vorremmo ancora tra noi)

e alle vittime della politica di dominio a Beslan (quante ancora ne dovremo vedere?)

 

Introduzione

 

Due anni fa abbiamo introdotto la riflessione sulla politica “bilancista” con un laboratorio centrato sul paradigma dell’esodo biblico. La storia è nota: il popolo ebraico che vive in Egitto, luogo di oppressione, intraprende un percorso di liberazione che, dopo un cammino di 40 anni nel deserto durante il quale impara a diventare comunità, approda alla terra promessa. Oggi riprendiamo e approfondiamo il paradigma dell’esodo, con la differenza di dedicare la parte più ampia della riflessione al dopo terra promessa. […]

 

Sentinella, quanto resta della notte?

 

[…] Il racconto dell’esodo è uno dei paradigmi fondanti della nostra cultura. Dall’Egitto verso un mondo migliore, costruibile solo attraverso un cammino – il deserto – nel quale ci si educa alla sobrietà e alla responsabilità per diventare capaci di realizzare una società migliore di ciò che abbiamo lasciato e che fino alla fine, e anche dopo, per pigrizia, continuiamo talvolta a rimpiangere. […]

 

 

 

La terra promessa 1: il re

 

Siamo arrivati nella terra promessa; anzi per ora la terra promessa è soltanto un luogo fisico, una notazione geografica. A questo punto il nostro racconto può prendere due strade, molto diverse.

La prima strada possibile la possiamo rintracciare all’interno della storia ebraica successiva allo stabilirsi nella terra promessa. Dopo qualche generazione gli ebrei chiesero a Dio: vogliamo un re, per essere come gli altri popoli. Il profeta Samuele cercò di dissuaderli ma alla fine cedette.

[…] Il messaggio è chiaro e forte: l’abuso di potere è commesso non da un re malvagio, ma dal re in quanto re. […]

 

La terra promessa 2: l’agorà

 

Esiste quindi un’altra possibilità: anziché chiedere un re, costruire l’agorà. Invece del re, la leadership diffusa.

Al centro della terra promessa c’è l’agorà, la piazza dove tutti si incontrano e cercano le soluzioni, insieme, ai problemi.

Non tutti frequentano allo stesso modo: alcuni ce li puoi trovare ad ogni ora del giorno, alcuni stanno ai margini e osservano, intervenendo raramente; alcuni vengono, dicono la loro e se ne vanno senza ascoltare risposte – ma è anche vero che non avevano fatto domande. Alcuni li senti sempre criticare quelli che stanno in piazza: dicono che lo fanno per desiderio di potere e per i loro interessi; altri dicono di avere grandi ideali – ed è per non turbare questi grandi ideali che non vogliono mescolarsi agli altri e scendere al livello di confrontare gli ideali con la realtà e le possibilità di oggi; alcuni si raggruppano sulla base di ideali e scelte condivise, alcuni si dimenticano presto di questi ideali e gli rimane soltanto la difesa della propria parte; alcuni ritengono che non debbano esistere partiti fissi ma raggruppamenti ogni volta diversi in base agli oggetti di discussione; alcuni dicono che i partiti in fondo sono tutti uguali; alcuni dicono che queste discussioni sono una grande perdita di tempo ma continuano a stare in piazza; altri dicono che la politica è importante ma stanno a casa; alcuni dicono che queste discussioni richiedono troppo tempo e loro non ce l’hanno…

Sì, anche l’agorà è complessa, ci sono voci che si accavallano. Ma c’è un criterio che permette di fare chiarezza e smascherare gli abusi e le falsità: lo stile di vita e i comportamenti quotidiani delle persone che frequentano l’agorà. Purtroppo questi, anche oggi, contano pochissimo, anche quando sono palesemente contrari a criteri di uguaglianza; i politici giocano spesso nel trasmettere l’immagine dell’uomo affermato, che ostenta ricchezza e che se è stato così bravo a curare i suoi interessi lo sarà anche per gli interessi pubblici.

[…]

La politica dell’agorà è la politica di chi ha saputo ascoltare gli appelli dei profeti e cambiare direzione ai propri atteggiamenti. La critica sociale non è stata soppressa bensì incanalata positivamente in maniera tale da diventare lo sprone verso una ricerca incessante della giustizia, non nelle formulazioni teoriche ma nei rapporti concreti tra le persone. […]

 

Politica e passata di pomodoro

 

Siamo di fronte a un bivio tra due opzioni: il re o l’agorà; il governo di alcuni, che anche quando sono fra i migliori raramente hanno prodotto il bene comune; e il governo che ci insegna a governarci da soli, in cui ad essere determinanti sono gli stili di vita delle persone.

E’ chiaro che la nostra opzione di fondo è questa, perché dei mali prodotti dalla prima è piena la storia e dei rischi che con essa corriamo nel presente è piena la cronaca.

Ma, davvero è possibile che tutti frequentino la piazza? E’ possibile la politica? E il nostro impegno come bilancisti non basta? Mi tornano in mente le frasi fatte tanto in voga: “In fondo, tutto è politica”, “con le scelte quotidiane io faccio politica”, “c’è una politica attiva e una in senso lato?”.

In fondo, è vero che ogni scelta, quasi ogni scelta, ha una dimensione pubblica e quindi politica. Ma ce ne sono che ne hanno di più, più rilevanti, più influenti.

Proviamo con un esempio:

1° passo: un giovane sensibile vede che nel suo palazzo c’è un anziano solo e decide di andare un giorno alla settimana a portargli un pasto caldo, fermandosi qualche minuto a parlare con lui.

2° passo: il giovane conosce un’associazione di volontariato che si occupa di assistenza domiciliare agli anziani e decide di collaborare offrendo qualche ora del suo tempo ogni settimana. Sono più di 20 gli anziani raggiunti da questo servizio.

3° passo: il giovane presenta all’Amministrazione Comunale la proposta di istituire un servizio di assistenza domiciliare per tutti gli anziani del territorio comunale; la sua idea trova qualche resistenza ma il giovane si candida alle successive elezioni amministrative e viene eletto in Consiglio Comunale. Il suo stile di vita, la sua disponibilità, la sua passione lo portano ad avere un genuino consenso tra i cittadini e il Sindaco lo sceglie come assessore al sociale. Il giovane, coinvolgendo associazioni di volontariato e ogni persona disponibile riesce a istituire un servizio di assistenza domiciliare per tutti gli anziani del territorio (e sono più di 300).

4° passo (?):l’esempio di questo giovane e di questa Amministrazione Comunale diventa un modello positivo e produce un effetto a catena che porta il Parlamento ad approvare una legge che incentiva e finanzia progetti come questo.

Conclusione: l’azione politica si esplica a tanti livelli ma il più alto è la promozione di istanze etiche e la capacità di farle incarnare in principi normativi, legislazione, atti e comportamenti pubblici. Chi ha più tempo per i legami deve essere capace di passare da un’attenzione per il problema e una risposta individuale ad esso a una rete volontaristica di risposta al problema per arrivare infine ad una risposta politica che si caratterizza per il fatto di rispondere a più casi, perché porta a interrogarsi sul modello di società ed è capace di produrre cambiamenti non solo contingenti ed occasionali ma strutturali.

Analoga è la storia di Cincinnato, l’ex-senatore romano che mentre stava facendo la passata di pomodoro, riceve la visita di un gruppo di senatori i quali gli chiedono di andare a governare la città che si trova in un momento di forte difficoltà. Cincinnato è consapevole che non si può interrompere una passata di pomodoro, che le fasi da seguire sono rigorose se si vuole ottenere un buon risultato, eppure lascia tutto e va a svolgere la funzione che in quel momento la sua città gli chiede. Gli bastano 15 giorni, poi torna a casa… la passata di pomodori è andata; non gli resta che dedicarsi alla marmellata di more.

Cincinnato fa politica anche quando ara il suo campo; ma la fa di più quando accetta di andare a governare.

I bilancisti sono come Cincinnato: rifiutano la politica di mestiere. Ma devono diventare sempre più consapevoli che hanno molto da portare nell’agorà: il loro metodo di lavoro, caratterizzato da una visione ampia, globale, capace di coniugarsi costantemente con la quotidianità e la concretezza, arrivando addirittura a quantificare i risultati delle loro scelte; l’organizzazione dal basso e la leadership diffusa; l’abitudine a ragionare in termini di bilancio familiare (entrate e uscite), che permette di porsi in maniera realista e strategica di fronte alle scelte; il lavoro in gruppi familiari, che abitua fin dall’inizio ad una gestione meno individualista dei problemi, attenta alle differenze e segnata dal rispetto dei tempi e degli spazi di ciascuno; la ricerca di una liberazione interiore non fine a se stessa ma orientata alla capacità di suscitare liberazione, per spendersi fuori ed essere testimoni credibili. Il metodo di lavoro che i bilancisti hanno acquisito è difficile e non è semplificabile; ma le famiglie dei Bilanci hanno dimostrato che il cambiamento è possibile e quanto hanno fatto nell’ambito dell’economia possono – devono – portarlo fuori, nell’agorà della politica.[…]

 

Il dottor Rieux (da “La peste” di A. Camus)

 

a.         Insomma – disse Tarrou con semplicità, – quello che m’interessa è sapere come si diventa un     santo.

b          Ma lei non crede in Dio.

c          Appunto: se si può essere un santo senza Dio, è il solo problema concreto che io oggi conosca.

 

C’è una santità laica, una ricerca di perfezione, di vita vissuta pienamente, orientata dalle dimensioni della gratuità, del dono, della risposta agli appelli della storia; crediamo che il politico, oggi, possa rappresentare la via privilegiata per questa santità, così come nel mondo cristiano per molti secoli era vista la via del monachesimo. Per questo motivo quando abbiamo pensato alle virtù fondamentali del politico non abbiamo trovato di meglio che riconoscergli le tre regole classiche degli ordini monastici: povertà, castità e obbedienza.

Povertà: c’è poco da dire; la politica va praticata nel totale disinteresse e mai può essere vista come un’occasione per guadagni personali; solo la povertà – o meglio, come diciamo noi – la sobrietà permette quella libertà dalle regole del possesso che rende possibile il servizio verso la comunità.

Castità: l’attività politica è un servizio temporaneo, non può essere una professione e deve essere svolta da persone che non hanno legami con altri poteri della società, siano economici, mediatici, culturali; altrimenti l’attività politica sarà per forza di cose inquinata da ingerenze di altre sfere.

Obbedienza: il politico è colui che si pone in una condizione di minorità, di ascolto di tutte le voci e ognuna è per lui un appello da raccogliere, un’istanza etica a cui obbedire; inoltre il politico è legato all’obbedienza totale e incondizionata nei confronti dei valori che ha proclamato e sulla base dei quali i cittadini hanno riposto in lui fiducia; è un’obbedienza profonda, un dire sì alla voce della storia che lo chiama attraverso i volti di coloro che chiedono giustizia. Fare politica significa essersi liberamente vincolati agli altri. […]

 

Epilogo

 

E’ questo il tempo? Possiamo aspettare? Che cosa, che la crisi diventi ancora più vasta e profonda?

Non siete ancora convinti? […]

 

Passo della Mendola, 3 settembre 2004

 

 

PEACELINK

www.peacelink.it

 

Riportiamo l’appello fatto da Peacelink e diffuso recentemente che ci sentiamo di appoggiare.

 

Dal 1991 PeaceLink è la rete telematica che diffonde notizie, informazioni e appelli del

 movimento per la pace. Non abbiamo sponsor né pubblicità sul sito Internet.

Per questo occorre il tuo sostegno con un versamento sul

c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 – 74100 Taranto.

Riceverai in omaggio il libro “Telematica per la pace” aggiornato al 2004.

Indica nel versamento l’indirizzo presso il quale vuoi ricevere il libro.

Mantieni PeaceLink in movimento!

 

 

BILANCIO DELL’INCONTRO ALLA MENDOLA

 

 

ENTRATE

USCITE

Pagamento pasti e notti

26373,00

Iscrizioni

3.985,00

offerte

240,00

totale hotel (notti e pasti) *

26.193,60

iscrizioni hotel **

930,00

Ospiti***

588,00

Vitto, alloggio e viaggio teatranti***

534,50

verdura bio

500,00

CTM per colazioni e bar

166,86

Sovvenzione “animatori” Bilacanza***

705,00

Regali

67,20

Libretti Langer

270,00

Animazione bambini

960,00

Cancelleria, telefono rimborso spese segreteria e Luigi

468,70

Materiale laboratori

198,00

Pallante

200,00

TOTALE

30.598,00

30.200,86

RESIDUO ATTIVO

397,14

 

* il totale hotel era 27.255,00, ci è stato fatto uno sconto di 1.061,40 euro

**era obbligatoria una iscrizione di 2,5 euro a persona

*** già compresi nel totale hotel

 

NOTIZIE DAL SUD

 

Cosa possono essere i Bilanci per il Sud Italia? Vorremmo pensarci con tutti voi, per questo condividiamo queste notizie che ci sono arrivate.

 

La nostra referente di Messina ci comunica che la Rete di Lilliput è viva e vegeta. Nel mese di ottobre, alla presenza di Alex Zanotelli, si è presentata alla città e ha costituito e dato l’avvio a tre gruppi tematici:

a)      Economia alternativa

b)      Ambiente e diritti

c)      Non violenza, pace e conflitti

Grazie allo spunto e all’esperienza dei Bilanci di Giustizia hanno deciso di lavorare sul tema dell’acqua partendo dal monitoraggio dei consumi di questo bene. Giovanna ci racconta :

“La campagna è stata strutturata per gradi partendo dal proprio consumo si vuole arrivare ad incidere sull’ente acqua della città per poi lavorare a livello nazionale ed internazionale.

Io sono molto contenta per questo fermento costruttivo e per questa collaborazione.

Come secondo problema si è scelto di lavorare sul consumo solidale incominciando a lavorare per non far morire le nostre due realtà di botteghe del mondo di cui una fa molto fatica a sopravvivere e di passare tutte le informazione sulle realtà cittadine piccole che si possono aiutare a vivere con i nostri consumi responsabili.

Abbiamo deciso di passare informazioni alle altre reti su problemi che sembrano solo locali ma che hanno incidenza anche nazionale vedi la problematica del Ponte, quella dei Tir, quella delle baraccopoli.

Vi terrò a conoscenza degli sviluppi dell’attività e se necessario vi chiederò degli aiuti più specifici.”

 

Angelo, da Pietrapezia-Enna, nell’ultima delle sue lettere ci racconta:

”Il 2 ottobre, nel chiostro del Comune di Barrafranca, abbiamo parlato di  riciclaggio. Eravamo in quattro seduti nei posti dei relatori, io, il presidente dell’associazione CEUR (cittadini europei) una ragazza dell’associazione e il responsabile dell’A.T.O. […] Ho testimoniato su forme possibili di benessere, iniziando a parlare di Bilanci […] Ho spiegato l’origine, la storia, le modalità o meglio il senso dei Bilanci. Devo dire che ho riscontrato interesse. Poi ho accennato alla mia esperienza, ai passaggi che mi hanno portato a lavorare sulla selezione dei bisogni e consumi quotidiani…poi ho citato testi e campagne di boicottaggi che mi hanno “iniziato” a prendere coscienza di una identità e dignità mediterranea, ma anche a praticare la resistenza nonviolenta individuale e collegata…alla fine ho cantato e cuntato stornelli e storie mediterranee contenute nel mio ultimo cd…”

E per finire aggiunge: “per quanto riguarda l’autoproduzione e l’autopromozione, ho superato l’anno solare di autofinanziamento esclusivamente non salariato. Il mio reddito si è basato su attività a autoproduzioni autogestite…non so perché ma comincio a pensare che in certi centri del sud, rurali-paesani, ancora c’è qualcosa di salvabile, lo respiro il benessere, mentre in città…”

 

Adriano di Chieti ha partecipato per noi ad un convegno tenuto a Procida dal titolo “Elogio della sobrietà”. Ci manda le sue impressioni:

Il primo ed il secondo giorno sono stati dedicati alla teologia della sobrietà ossia ai messaggi che prima nel Vecchio e poi nel Nuovo Testamento sono pervenuti a noi cristiani.

Il terzo giorno invece è stato dedicato alla dimensione sociale e politica della sobrietà intesa come giustizia rispetto a tutte le persone della terra. La mattinata è stata aperta da Rodrigo Rivas che ha, in modo coinvolgente e accattivante, elencato tutte le storture del nostro sistema economico; Rivas è giornalista ed economista, profugo cileno, ex direttore di Radio Popolare di Milano. Subito dopo sono intervenuto io, spiegando brevemente la Campagna BdG e illustrando il documento sui consumi dell’ultimo rapporto annuale, ho risposto anche a diverse domande in un dibattito finale che ho dovuto troncare per problemi di orario. L’impressione che ho avuto è stata molto positiva, l’unico problema era che la maggior parte dell’uditorio (circa ottanta persone) veniva da fuori, la partecipazione degli isolani, tranne gli organizzatori è stata molto scarsa. A proposito degli organizzatori, ho conosciuto l’associazione Maia e soprattutto una famiglia che, senza alcuna difficoltà definisco “bilancista” tutta d’un pezzo. Con loro spero di rimanere in contatto e di coinvolgerci di più a vicenda. E’ stato molto bello essere ospitati (con mio figlio Massimo, 9 anni) da loro ed avere dormito nella piccolissima bottega del commercio Equo. Un abbraccio e a risentirci”

 

 

BILANCI DI GIUSTIZIA – mensile.

Proprietario-editore: coop.Soc.GEA v.Trieste 82/c – 30175 Marghera (VE)

Dir.resp.: Andrea Semplici,   Redazione: c/o GEA

Stampato in proprio e pubblicato in Marghera 30 ottobre ’04

Autorizzazione del tribunale di Venezia n°1417 del 5-4-02

Sped. In A.P. art.2 comma 20 lett.c legge 662/96

filiale di Venezia