Novembre 2004

BILANCI DI GIUSTIZIA

 

LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA

 

N° 94 – NOVEMBRE 2004

 

 

 

Dodici gruppi locali ci hanno segnalato le loro iniziative

per la Giornata del Non Acquisto

Chiediamo a tutti di inviare in Segreteria un resoconto delle azioni attuate.

Questo ci servirà per il tavolo di lavoro che terremo l’11 dicembre a Milano

sull’organizzazione della Giornata del Non Acquisto nel 2005

 

 

 

 

BILAPRIDE 2004 – GIORNATA dell’ORGOGLIO BILANCISTA

26 novembre 2004

 

 

Il 26 novembre è stato il primo appuntamento con il Bilapride – Giornata dell’orgoglio Bilancista in cui viene chiesto ad ogni famiglia bilancista di contribuire alle spese della nostra Campagna per il 2005.

Si contribuisce con l’equivalente di una giornata di lavoro, e come cifra di riferimento, suggeriamo un contributo di 50 euro a nucleo familiare.

Vi presentiamo un bilancio di previsione per il 2005, per fare capire le necessità della Campagna.

Nei contributi del Bilapride abbiamo previsto che le famiglie che hanno versato un contributo nel 2004 lo rifaranno.

Ma per portare a pareggio il nostro bilancio è necessario che alle 140 famiglie che hanno versato per il 2004 se ne aggiungano almeno altre 80!!!

 

Bilancio previsionale

Campagna nazionale Bilanci di Giustizia 2005

Uscite

Spese personale Segreteria

8.400,00

Spese sede

1.512,00

Cancelleria, fotocopie

300,00

Spese telefoniche

376,95

Stampa e spedizione lettere mensili

1.366,05

Spese postali (escluse spedizione lettere mensili)

160,55

Spese c/c postale

126,00

Spese di tenuta conto Banca Etica

150,00

Imposta bollo c/c

25,56

Spese per incontri referenti e promotori

357,50

Spese materiali informativi

200,00

Spese viaggi

722,70

Totale uscite

13.697,30

   
   

Entrate

 
Residuo attivo anno precedente (presunto)

1.000,00

Contributi Bilaprade (considerando le fam.che hanno versato nel 2004)

7.000,00

Interessi c/c postale e MAG

67,34

Vendita libri e materiali

132,64

Ricavi da incontri

773,00

Residuo attivo incontro annuale

700,00

Totale entrate

9.672,98

Disavanzo d’esercizio

-4.024,32

 

 

E’ necessario che i contributi del Bilapride per il 2005 arrivino in Segreteria al più presto, se non avete già versato il contributo, affrettatevi e versatelo entro il 20 dicembre!!!

 

 

 

 

GRUPPO DI LAVORO ENERGIA

 

Il neonato Gruppo di Lavoro Energia-Finanza propone un incontro l’11 dicembre a tutti gli interessati

L’ordine del giorno della riunione è:

  • conoscenza personale (dopo esserci incontrati di persona è più facile lavorare assieme!)
  • riassunto delle cose dette ed accadute fino al momento
  • definire insieme il percorso da fare stabilire incarichi in base alle possibilità

La riunione si terrà a Milano nella sede della Cooperativa Di Mano in Mano via Durazzo, 5 (fra le stazioni di Lambrate ed Udine m1 rossa), dalle 10 alle 12.30. Per le informazioni logistiche gli interessati si rivolgano a Emanuele (paolemanu.san@lillinet.org)

 

 

INCONTRO REFERENTI DEL 6 NOVEMBRE A BOLOGNA

 

All’incontro Referenti hanno partecipato: Fausto di Brescia, Teresa e Eugenio di Como, Cristina e Alessandro di Cuneo, Licia di Treviso, Caterina di Padova, Luciano di Rimini, Anselmo di Verona, Patrizia di Ivrea, Giuseppe di Villasanta (Mi), Anna Paola di Legnano (Mi), Angelo di Milano, Mario e Graziella della Val d’Illasi, Lucina di Pordenone, Angela di Trieste, Marzio di Staranzano (Go), Marco di Pisa, Maddalena e Renata di Zugliano (Ud), Luca di Bologna, Dalma di Torino, Luigi di Trento, Pierstefano di Roma, Anna di Lecco, Giovanna e Rossano di Bergamo, Alessio di Cremona, Simone di Firenze, Flora di Quarrata (Pt) e Gianni

Abbiamo iniziato l’incontro tracciando un bilancio dell’incontro annuale rispondendo alla domanda:”Cosa mi sono portato a casa dalla Mendola?”

Sicuramente molti si sono portati a casa una buona dose di energia, di entusiasmo, di sensazione di un rinnovamento, anche per aver incontrato volti nuovi, la sensazione che qualcosa può cambiare.

Una immagine che è stata ricordata è quella di Luca che conduce la sua conversazione del venerdì sera attorniato dai bambini. E’ restata impressa anche l’organizzazione , efficente senza essere oppressiva; la Bilacanza e la voglia di divertirsi insieme. Per la gestione dell’incontro il contributo di Antonella è stato fondamentale, ma al tempo stesso è stato un momento in cui si è resa evidente quella leadership diffusa che è una delle nostre caratteristiche. Abbiamo raccolto tanti spunti da approfondire nei gruppi locali: dalla energia, introdotta dalla relazione di Pallante, alla politica. E’ stata notata anche la disponibilità dei politici a mettersi in gioco in un confronto personale.

La vitalità della nostra campagna è risaltata anche nei progetti nuovi che si mettono in moto, a partire da quello sugli adolescenti, tra cui la proposta del teatro forum, che ha trasformato alcuni ragazzi da “vittime” di genitori bilancisti a protagonisti.

Dalla Mendola ci siamo portati a casa anche l’esortazione di Alex Langer: più lenti, più dolci, più profondi.

 

Per la dibattuta decisione della posizione dei Bilanci nei confronti di Altreconomia, abbiamo applicato il metodo del consenso, aiutati dalla facilitazione di Luca Cremonini. Di seguito trovate l’esito della discussione, qui vogliamo riassumere alcuni spunti di discussione che sono emersi.

Da una parte c’è il timore che mettersi dentro qualcosa di più grande possa farci perdere la nostra fisionomia, dall’altra si vede l’adesione ad Altreconomia come un cammino di crescita nelle nostre responsabilità. L’adesione può farci rafforzare il senso politico della nostra Campagna. La voglia che è emersa è anche quella di contaminare Altreconomia con il nostro stile.

Oltre alla soluzione scelta abbiamo anche deciso di prenderci un anno di riflessione per ripensare alle modalità di adesione e all’opportunità di darci una personalità giuridica come Campagna. Questa riflessione ha comuque bisogno di tempo per costruire una soluzione che raccolga il consenso generale.

 

 

!!! NOVITA’!!! !!! NOVITA’!!! !!! NOVITA’!!!

 

Una delle novità della Mendola è stata la partecipazione attiva dei ragazzi in attività autogestite. Dopo l’incontro nazionale hanno continuato i contatti e si sono accordati per incontrarsi parallelamente ai Referenti. Ecco il loro resoconto:

 

All’incontro nazionale c’è stata una inaspettata affluenza di ragazzi…Ed era anche l’ora!! Sinceramente era già un po’ che mi chiedevo come mai da anni c’era una gran quantità di bambini, che, passata una certa età, non si vedevano più.

In verità già a Igea marina c’erano 6 o 7 adolescenti, ma quest’anno il numero è veramente aumentato e la cosa bella è che anche dopo, siamo riusciti a tenerci in contatto…i vantaggi della tecnologia.

Questa cosa ci piace, perché parliamo e ci scambiamo opinioni sulle cose più disparate, dai libri ai braccialetti, ai regali di Natale. Insomma è nato un bel rapporto, non so dire quanto sia costruttiva, ma senza dubbio ci divertiamo, e abbiamo qualcuno con cui parlare di cose intelligenti (spero che non sia troppo pesante il termine “intelligente”), cosa sempre più rara, perché se dicessi a qualunque mio compagno di classe quanto leggo, mi prenderebbe per pazza, cosa che già fa quando scopre che non ho la TV.

Tra l’ altro, anche di questo abbiamo parlato alla Mendola (nel tempo che Michele ci lasciava libero dai divertimenti!), di quanto il fatto che i nostri genitori facciano questi tipo di scelte, ci pesi.

Beh, tranquillizzatevi, la situazione che è venuta fuori è che in media le condividiamo.

Questo in poche parole quello che è venuto fuori, ma la cosa importante è che abbiamo cominciato a conoscerci. Abbiamo anche approfittato dell’ultimo incontro dei referenti per rivederci.

Mi piacerebbe, adesso, conoscere altri ragazzi, o risentire quelli che per un motivo o per un altro, abbiamo “perso per strada”. Perciò vi lascio la mia e-mail momil@inwind.it

Camilla – Firenze

 

 

 

Il prossimo incontro del Gruppo degli adolescenti si terrà a Ca’ Forlanetti contemporaneamente al seminario di Lennart Parknas con la partecipazione di Michele di Trento.

Tutti gli adolescenti interessati devono iscriversi entro il 29 gennaio.

Contribuiranno alle spese di soggiorno a Ca’ Forlanetti con la quota di 5 euro cadauno.

 

 

ALTRECONOMIA

 

Dopo discussione all’interno del gruppo referenti e promotori Bilanci di Giustizia, la Campagna ha stabilito di dare disponibilità ad entrare nella Società Consortile nascente con la quota stabilita di 1.000 euro e con la collaborazione attiva di una persona allo scopo di definire entro il 2005:

®    gli obiettivi editoriali

®    la nuova struttura imprenditoriale

nei modi che l’Assemblea dei Soci del Consorzio definirà.

La collaborazione avverrà attraverso la forma giuridica dell’associazione Bilanci di Giustizia-Verona.

Al termine dell’anno di sperimentazione l’Associazione Bilanci di Giustizia-Verona cederà la quota alla persona giuridica che Bilanci di Giustizia avrà nel frattempo definito.

Ci si riserva la facoltà di cedere tale quota ad un altro socio di Altreconomia e di recedere qualora non sia risultato proficuo collaborare in questa forma al progetto.

 

Alla prima Assemblea dei soci della Società Consortile che è l’editore di Altreconomia tenutosi il 27 novembre a Milano hanno partecipato come rappresentanti della Campagna Bilanci di Giustizia Luca Cremonini e Alberto Villella, ecco il resoconto della riunione.

 

E’ incominciata l’avventura dei bilanci come co-editori della rivista Altreconomia!

Attualmente i soci sono 17, di cui 6 vecchi (Ctm, Equomercato, Roba dell’altro mondo, Cric, CNMS,Cart’Armata) e 11 nuovi (tante botteghe o associazioni di botteghe, BdG, MagVenezia, Rete Radiè Resch, Lunaria e l’Ecoistituto del Veneto).

L’apertura a nuovi soci era stato decisa, su impulso del direttore Miram Giovanzana, per rafforzare la “personalità” dell’editore di Altreconomia. Si tratta quindi di un progetto culturale che impegna anche noi bilancisti.

L’incontro di sabato è stato soprattutto di conoscenza, con un libero giro di opinioni su alcune domande di stimolo proposte da Emilio Novati: Come vedi il futuro della rivista? Quali obiettivi ci poniamo? Che contributo può dare ogni socio? Il clima dell’incontro è stato sereno e produttivo.

Come bilanci non abbiamo proposto nessuna candidatura per il consiglio di amministrazione. L’assemblea dei soci si riunirà 3 volte all’anno (i prossimi appuntamenti saranno probabilmente a Febbraio e Giugno) e sarà l’organo che più di tutti determinerà la politica della rivista.

Ogni bilancista deve sentirsi partecipe di questo progetto e contribuirvi con le proprie idee.

 

Luca – Bolognai

 

UN REGALO DI NATALE BILANCISTA:

REGALATEVI E REGALATE L’ABBONAMENTO AD ALTRECONOMIA!!!!

 

COME CONVINCERE GLI ALTRI A CAMBIARE LO STILE DI VITA

 

seminario di formazione per bilancisti

con Lennart Parknas

 

I bilancisti talvolta risultano davvero antipatici, con il loro stile di vita sobrio e pauperista, odiosi nelle loro scelte e incompresi. Ci siamo spesso chiesti come rendere efficace la nostra attività di divulgazione dello stile di vita bilancista, non tanto perchè vogliamo che tutti diventino bilancisti, ma perchè sentiamo forte il desiderio di cambiare questo mondo e ci sembra di aver scoperto una strada interessante, che cerca la giustizia, una nuova relazione con le persone, le cose e con l’ambiente e che ci fa stare bene. Perchè non riusciamo a diffondere questo cambiamento?

Per riflettere sul desiderio di diffondere nuovi stili di vita con modalità più efficaci e soddisfacenti proponiamo ai bilancisti un seminario con Lennart Parknas, il metodo proposto prevede la partecipazione attiva di tutti nella riflessione, nella discussione, nel confronto di esperienze e l’utilizzo di momenti di lezione, condivisione in piccoli gruppi e meditazioni guidate.

Il seminario è aperto a bilancisti (uno per gruppo locale, referente o meno) fino al raggiungimento dei 30 posti (e poi lasciando libera la partecipazione).

Le iscrizioni vanno inoltrate alla Segreteria entro il 29 gennaio 2005.

Il luogo in cui lavoreremo è Ca’ Fornelletti (Valeggio sul Mincio, Vr) dalle 12.30 di sabato 5 marzo alle ore 16.30 di domenica 6 marzo.

Chiediamo un contributo di 25 euro a persona come iscrizione al corso e copertura delle spese di pernottamento, cena e colazione. Il pranzo del sabato sarà condiviso con le cose che porteremo da casa.

 

Chi è Lennart Parknäs?

Pedagogo e psicologo, già responsabile per la scuola di psicologia alla Commissione Nazionale dell’Educazione in Svezia. Da circa 25 anni lavora sulla base dello sviluppo olistico della persona e per la formazione di responsabili di gruppo. Nel 1989 con il prof. Ezio Ponzo a Roma partecipa al convegno “Il rischio della guerra nucleare: prospettive di pace. Studi Psicologici”. Inizia un lungo lavoro in Italia. Nel 1990 nella Casa per la Pace di San Gimignano collabora con il prof. Alberto L’Abate a due seminari “Dall’allarme all’azione”. Da allora collabora con il prof. Francesco Tullio e il Centro Studi Difesa Civile. Ogni anno conduce molti seminari con persone impegnate nel movimento nonviolento e pacifista in diversi luoghi dell´Italia.

Ha pubblicato “Attivi per la pace” con l’editore La Meridiana in cui presenta il suo metodo di approccio alla comunicazione.

 

 

ATTI DELLA MENDOLA:

conversazione con il sen. Tiziano TREU

 

Continuiamo con la condivisione dei materiali provenienti dai ricchi giorni dell’incontro annuale alla Mendola. Riportiamo la conversazione con il sen. Treu moderata da Miriam Giovanzana. Ci viene chiesto un impegno in molti luoghi, di stimolare sperimentazioni anche nella politica locale che possano diventare un lievito. Continuiamo a rifletterci per cercare le nostre risposte originali.

 

Miriam: Le è stata mandata tutta la documentazione relativa ai Bilanci: le chiederei cosa assolutamente non ha capito o che cosa non ha condiviso. Se mi dice che ha capito tutto io avrei delle perplessità.

Treu: Io ho capito che è difficilissimo seguire, perché è un percorso molto complesso, ed è ancora più difficile fare. Io non mi ero mai posto il problema in modo critico come voi, ma faccio alcune delle cose che stanno scritte sulle vostre schede, però farle sistematicamente, farle insieme è diverso. […]

Miriam: Chiedo al Senatore di ridirci la sua motivazione alla politica attiva, con due orizzonti temporali, quando ha iniziato, come ha iniziato e adesso. Io credo che dopo 40 anni che uno fa politica le motivazioni possono cambiare.

Treu: Dipende da cosa si intende per far politica. Io ho sempre insegnato e fatto attività nel sociale in particolare con i movimenti dei lavoratori per 30 anni. Sono andato in politica in senso stretto solo negli ultimi 8-9 anni. Io credo che si debba […] cercare insieme le soluzioni individuando i problemi e poi farle funzionare. Io credo che questo si possa fare in diversi posti […]. La politica si può fare dal basso e dall’alto. L’obiettivo per me è stato quello di migliorare il nostro modo di stare insieme. Oggi per me è la stessa cosa, non vedo perché dovrei cambiare.

Capisco che oggi è più complicato. Magari 20 anni fa pensavo fosse più semplice. Poi ti metti dentro nell’istituzione, e fai fatica a tenere il senso originario di quando lavoravi più in basso, perché il politico è “solo”, come ha detto qualcuno degli amministratori che erano nel vostro gruppo. Allora dateci una mano. A me ha colpito molto quando me l’hanno presentato, sono rimasto veramente shoccato da questo vostro metodo perché è secondo me fondamentale: porre le domande critiche, quelle che normalmente non si pongono, quindi porre delle domande controcorrente, diffonderle tra la gente soprattutto tra le famiglie, questo è un modo molto efficace, anche se durissimo, perché controcorrente, di fare politica dal basso.

Interventi

Augusto di Pavia: Io credo che la politica oggi debba rappresentare qualcosa non di diverso ma in più rispetto al passato.[…] C’è una perdita assoluta della dimensione pubblica e della dimensione politica nel senso etimologico del termine. Il ruolo della politica, il ruolo del politico, è quello di far avvicinare i giovani. […]

Treu: Reagisco prendendo spunto da qualche cosa che ho letto dai vostri documenti. Vedete questo è un periodo in cui, non solo in Italia, ci sono molte spinte antipolitiche, cioè l’idea in sostanza che ognuno si fa i fatti suoi. […] L’individualismo è esasperato, la visione è a breve termine e il consumismo è una delle sue manifestazioni., quindi noi dobbiamo lavorare controcorrente. Questo è forse più difficile di una volta. Mi è venuto in mente leggendo che il politico deve interagire con quelli che lavorano, con quelli che sono in famiglia, insomma con la vita quotidiana e quindi aiutare la partecipazione di tutti. Guardate che questo non è facile perché la partecipazione è una cosa faticosa, quindi bisogna che qui tutti ci diamo una mano a facilitarla. I politici sono tra quelli che dovrebbero facilitarla, purtroppo invece spesso viene ostacolata. […] Uno degli ostacoli maggiori può essere che si stimola la partecipazione, si discute, si identificano i problemi, e poi le decisioni le prendono da un’altra parte. Questo è terribile. Se si fa così, fregati una volta non si fregano più, ci vuole moltissima fatica a recuperarli. I politici sono non solo quelli di Roma, ma sono 9000 Comuni, tutti con i loro consigli Comunali, 110 Provincie, tutte con i loro consiglieri, Regioni, Comunità Montane, Istituzioni Pubbliche, insomma i politici, vari amministratori, sono migliaia. Cerchiamo di muoverli.

Patrizio di Firenze: Una domanda cattiva: siccome ha letto un po’ della nostra Campagna avrà anche letto che la nostra Campagna centra molto anche con la riduzione dei consumi personali, individuali e della nostra società. Sappiamo che c’è la crisi ambientale. Istituti importanti come il Wuppertal Institut indicano una riduzione dei consumi del 90% necessaria perché ci sia un mondo capace di futuro. Noi stessi nel nostro piccolo sperimentiamo che la nostra qualità della vita migliora diminuendo i nostri consumi. La politica come risponde a questa domanda di riduzione dei consumi per migliorare la qualità della vita di fronte ad una rincorsa continua all’incremento del PIL e degli scambi economici?

Treu: Anzitutto un insegnamento che io credo di aver tratto dalle vostre cose è che bisognerebbe che ciascuno cominciasse a praticare bene i fatti suoi. […] Io sono terrorizzato dalla televisione, in generale, e dalla televisione nei confronti dei consumi e ancora di più nei confronti dei consumi dei bambini. Guardate che io leggevo da qualche parte che l’offensiva pubblicitaria mondiale e italiana sul consumo per i bambini è una cosa terrificante. […] Lì bisogna agire. La crisi attuale potrebbe essere anche per i politici un’occasione per vedere che la restrizione dei consumi, che un po’ è necessaria, sia anche riflessiva, critica, non siano tagli indiscriminati. Io sono convinto che se fatta bene la riduzione dei consumi migliora la qualità della vita e anzi rende pure allegri. Una delle cose belle del vostro messaggio è che non è triste e tetro come io vedo moltissimi messaggi. […] Bisogna invece che passi il messaggio che si sta meglio.

Una proposta: proviamo a provocare anche il Parlamento, se voi venite in Parlamento e provate a perseguitare un po’ i politici romani, non sarebbe male, ma in questo momento di crisi prima della legge finanziaria è dura. Se invece cominciate dalle migliaia di amministratori locali, tutti sotto crisi perché sono tutti con tagli ai bilanci, e dove siete presenti andate a rompergli le scatole dicendo “proviamo a fare un esempio qui di riduzione critica, intelligente dei consumi pubblici, dei settori che volete voi”, io credo che sarebbe un’azione fondamentale per stimolare questi poveri politici.

Gianfranco di Torino: La mia domanda è un misto di speranza e di paura perché io credo che negli ultimi anni l’esperienza, la nostra, come quella di tutto il movimento, è stata di proporre un mondo diverso, un mondo possibile, e viviamo in attesa di una risposta da parte del mondo politico, che si riprenda questi temi, si riprenda queste speranze. La mia paura è: ci sarà questa risposta? Quindi volevo sapere il suo parere da questo punto di vista, possiamo sperare che tutto questo nostro sforzo, che ogni tanto a noi sembra inutile, possa vedere una risposta che si traduca in programmi, in scelte?

La sensazione è che forse le segreterie ancora vincono in questo senso.

Treu: E’ tutto controcorrente. Però, rispetto a 10 anni fa, questa sensibilità che esiste il problema, che le risorse non sono illimitate, che la crescita non è illimitata, che non basta fare di più non importa di che cosa, che la qualità è importante, questa sensibilità comincia a diffondersi anche per fattori esterni, anche violenti, che ci spingono. Io vedo diffondersi sensibilità su queste cose. Per questo dicevo che la cosa va fatta concretamente in tutti i posti dove si possono applicare questi messaggi.

Non pensate che il cambiamento e la risposta venga dal posto mitico che esiste da qualche parte. Non esiste il vertice… le segreterie certo sono il cattivo della tragedia, ma la politica è fortunatamente molto più diffusa. Diamoci da fare in questa direzione.

Domanda: La cosa che volevo chiedere riguarda il lavoro oggi. Io lavoro con un contratto a progetto (ex CoCoCo), […] ho cercato anche di capire le motivazioni economiche e politiche che hanno portato a questo genere di scelta e che ha dato effettivamente la possibilità di lavorare ad alcune persone. Ci sono dei buonissimi CoCoCo, ci sono ragazzi che lavorano, hanno uno stipendio alto quindi possono sopperire a quelle che sono le carenze dovute alla mancanza di malattia ecc. però c’è un ampissimo margine di discrezionalità in merito a questo e credo che questo sia un grandissimo problema. Volevo chiedere quali sono le prospettive e volevo esprimere questo disagio che è veramente forte e credo porti ad una mancanza di qualità totale per la vita dei giovani.

Treu: Io stesso mi sono sempre occupato di lavoro, ma solo in questi ultimi anni ho visto e mi sono reso conto di quanto importante è che il lavoro ci sia, ma anche che sia di qualità migliore. […].

Sui CoCoCo, ora contratti a progetto, già lei ha fatto la precisazione: ci sono elementi positivi e negativi perché il mondo della produzione è molto diverso da quello di 50 anni fa, richiede cambiamenti continui, richiede flessibilità. Anche qui si tratta di come la gestiamo, perché è chiaro che se c’è un collaboratore bravo, ben istruito, che fa un lavoro di vera autonomia, che viene pagato decentemente e che gli si dà una prospettiva per cui non fa tutta la vita i tre mesi sì e i tre mesi no, questo è un tipo di flessibilità in cui anche quella forma lì può essere buona. Se invece uno in realtà risponde al telefono come un cretino nei call-center, è una frode. Oppure se è lì e di tre mesi in tre mesi gli viene rinnovata la cosa, e non sa dove andrà a finire, e arriva a 35-40 anni, così è un inferno. […] Io dico che non possono essere molti i contratti. Se sono 2 milioni vuol dire che c’è qualcosa che non va, vuol dire che la metà dei due milioni sono falsi, è gente che invece di essere pagata normalmente ed avere un posto normale, è chiamata così per essere pagata meno e trattata peggio. Deve essere un periodo della vita in cui uno fa quel tipo di lavoro, poi ne passa a fare un altro, possibilmente migliore. Finché è in quella condizione lì deve essere aiutato, quando non lavora perché è malato o in maternità o ha un infortunio o semplicemente è un periodo in cui non trova lavoro. Quindi dargli degli aiuti in questi periodi, vuol dire ad esempio dare formazione. La politica può fare delle cose per migliorare. Al momento attuale siamo in una fase molto mal messa e capisco che la viviate male, cerchiamo di migliorare.

Barbara di Legnano: Fatico a pensare che possano alzarsi le voci di qualcuno che batte un colpo e dica che forse è possibile un altro mercato perché veramente siamo esasperati a pensare che dobbiamo per tutta la vita tenerci questo mercato.

Treu: E’ giustissimo, il dio mercato c’è e va combattuto. La prima cosa è culturale, di idea. Noi siamo stati vittime del mercato, perchè abbiamo sopravvalutato i poteri del mercato. Il mercato esiste, se lo violentate si vendica. Esempio: l’economia sovietica di pianificazione che voleva violentare il mercato ed è stata distrutta. Però se sopravvalutiamo il potere di mercato e non riusciamo a regolarlo, ovviamente succede quello che vediamo. Il problema è combattere l’idea che il mercato decide tutto. Ma come lo riusciamo a condizionare utilmente, senza sbagliare le dosi col rischio che ti arrivi il boomerang addosso? Guardate che il mercato viene sempre governato. Bush dice di essere il leader di una nazione liberista, l’economia degli USA è invece determinata, in modo che noi non ce lo sogniamo neanche, dall’economia pubblica militare. Il mercato è influenzato da massicci investimenti della politica che determinano cose terribili e anche da un lato cose bellissime come le ricadute tecnologiche. Quindi il mercato è sempre governabile, il problema è governarlo bene. Prima davo un esempio di come si governa il mercato del lavoro. Il mercato del lavoro va governato appunto correggendo gli eccessi di precarietà, i CoCoCo vanno resi normali, aiutati, oppure se prendiamo il mercato dell’energia va governato, adesso è uno dei temi più urgenti. Non è che il mercato dell’energia “esiste”. Se tu decidi che è tutto petrolio, arrivi a queste cose, se decidi invece che investi in energia alternativa è un’altra cosa, se decidi che fondamentale è risparmiare, non butti via l’energia.

Queste sono scelte che non è che il mercato te le respinge, il mercato si adatta. Quindi gli esempi sono tanti, ma ovviamente il mercato è molto duro anche perché è aiutato dalle lobby. Chi produce medicinali fa una lobby, in Parlamento li vedo spesso e vengono a romperti le scatole, a dirti: tu hai bisogno di 200.000 medicinali, così ti intossichi, sei fregato e intanto la spesa dei medicinali sale e la salute peggiora. Queste lobby sono molto dure, bisogna fare delle contro lobby.

Miriam: Mi sembra che alcune delle questioni che avete posto arrivino al cuore.

Le riassumo così: da una parte c’è una qualità della vita che si sta deteriorando, i dati lo dicono in maniera chiara, la nostra è una società che si sta impoverendo in maniera drammatica, la flessibilità del lavoro noi la sperimentiamo tutti in quella dimensione di impoverimento e di abbassamento della qualità della vita; dall’altra ci sono frammenti di sperimentazione di economia altra, di società altra, direi anche di politica altra. La domanda è: io credo che una parte della politica sia gestire l’esistente, e credo che non possa che essere così, ma credo che ci possa essere anche, e forse è questo di cui sentiamo la mancanza, un luogo in cui il disagio, la richiesta, il desiderio di giustizia che tutti noi abbiamo possa coagularsi in un sistema di idee. Dall’altra parte le sperimentazioni politiche che noi facciamo possono diventare un modello, un sistema, un “qualcosa” che valga non soltanto per chi sta in questa sala e ha fatto scelte sulla propria pelle, ma anche per il vicino di casa. Esistono questi luoghi? Chi li costruisce? I politici di mestiere o noi? I politici di mestiere ci garantiscono? Hanno un pezzo di cuore dedicato a questa parte qui? A quali condizioni?

Treu: I luoghi sono diversi, dall’alto e dal basso. Su alcuni luoghi alti bisogna influire, faccio l’esempio sui trasporti. E’ chiaro che è importante che ci siano 2000 famiglie che vanno in bicicletta anziché in auto, è fondamentale perché così ci si sveglia, però se la politica dei trasporti continua ad essere “più strade, meno treni, meno acqua, meno trasporti pubblici” è chiaro che è veramente una fatica improba. Quindi la politica macro deve essere spinta con tutti i mezzi a cambiare le condizioni generali. Avete voglia voi a dire “preferisco il trasporto pubblico” se i trasporti non ci sono, sono affollati, sono malmessi, Occorre influire con i canali istituzionali, con le elezioni, con l’alternanza, cacciando via i cattivi governanti (ogni riferimento è puramente casuale…). Questa è una società complicata, una volta credevano che ci fosse il luogo del potere, il vertice della piramide. Adesso c’è la rete ed è vero che ci sono molti luoghi e quindi bisogna che si moltiplichino le sperimentazioni. Le sperimentazioni se sono 100 hanno un effetto importante, se sono 100.000 hanno un effetto maggiore. Quindi io direi che tutti i luoghi periferici dell’amministrazione e della politica vanno investiti con questo tipo di sperimentazioni critiche. Già il fatto di porre il dubbio ad un piccolo Comune, ad un quartiere, che si può fare il rifiuto in un modo piuttosto che in un altro, risparmiare energia piuttosto che buttarla via, è un lievito che si diffonde. La sperimentazione diffusa è fondamentale nelle istituzioni, nelle associazioni. Per fortuna l’Italia è ancora un paese che ha una grande vivacità, persino il Veneto, la regione da cui io vengo, che non è proprio una regione progressista al massimo, però ha un milione di persone che fanno associazionismo e volontariato. E’ incredibile, vediamo allora di usare anche quei canali, è complicato ma è questo che va fatto.

 

BILANCI DI GIUSTIZIA – mensile.

Proprietario-editore: coop.Soc.GEA v.Trieste 82/c – 30175 Marghera (VE)

Dir.resp.: Andrea Semplici,   Redazione: c/o GEA

Stampato in proprio e pubblicato in Marghera 22  novembre ’04

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Sped. In A.P. art.2 comma 20 lett.c legge 662/96

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