Marzo 2013

In questo numero:
–    Incontro Referenti del 6 aprile
–    Incontro Annuale La struttura
–    Il contatore delle schede
–    Fuorirotta (programma completo)
–    Il laboratorio che vorrei…
–     Venezia 2012 conferenza bilancio di Sostenibilità
–    Il nuovo sito
–     Stiamo lavorando per /con voi

 

Incontro Referenti del 6 Aprile

Sabato 6 Aprile ci incontreremo a Bologna con i Referenti dei gruppi locali.

Abbiamo chiesto a  don Luigi Verdi della Fraternità Romena, una riflessione sul cambiamento. Se sei interessato a partecipare all’incontro del 6 aprile contatta la segreteria. segreteria@bilancidigiustizia.it

                                      E’ un’occasione per conoscere una persona “singolare”
                             E per far decollare assieme il futuro de “I Bilanci”dell’incontro annuale
                              Il tema E – venti di Giustizia: Anche oggi Promotori di Cambiamento

Con le parole chiave:
– cambiamento personale
– memoria/appartenenza
– cambiamento sociale/politico
lanciamo un brain-storming mediatico su queste Parole
Fateci pervenire a Bologna attraverso il vostro Referente il 6 Aprile ciò che
queste Parole Chiave suscitano in voi

L’incontro si terrà a Bologna presso: Le suore salesiane via Jacopo della Quercia, 4 (guarda la mappa)

Dalla stazione di Bologna seguite le indicazioni per uscire in via Carracci, andate a destra fino al semaforo, attraversate la strada (via Matteotti) e proseguite a sinistra. La prima strada che incontrate è via jacopo della quercia, le suore salesiane sono al numero 4. Sono circa 10 minuti di strada

 

 Don Luigi Verdi ..

Don Luigi Verdi è il responsabile della Fraternità di Romena. Nato a San Giovanni Valdarno (Ar) nel 1958, don Luigi ha cominciato subito il suo cammino di sacerdote in Casentino, a Pratovecchio. Nel 1991, dopo una profonda crisi personale e spirituale, ha chiesto al vescovo di Fiesole di poter realizzare a Romena un’esperienza di fraternità. E’ cominciato così il cammino di Romena. In pochi anni la pieve, che era sporadicamente visitata da qualche gruppo di turisti e utilizzata dai pochi parrocchiani, è divenuta un luogo d’incontro per migliaia di viandanti in cammino verso una qualità di vita più autentica e verso un tessuto diverso di relazioni.

Tratto da “La realtà sa di pane”, raccolta di sagge e intense riflessioni di don Luigi Verdi: parla di crisi, trasformazione e rinascita.

“Ho sulla pelle i segni di ogni mia crisi e so bene quanto sia lunga e quanto, come una paura incantata, mi avvolga. Arduo capire che in quella paura a volte si realizza l’incanto e che è nella profondità della notte che si accende la luce. Se vogliamo vedere al di là della notte non possiamo provare a misurarla, possiamo solo penetrarla con la speranza e rimanere disponibili all’idea che nessuna notte sia solo notte, ma che sia anche altro. Quando sei in crisi tutto sembra contraddire questa visione e ti rimane solo l’estremo coraggio di portare la tua mente, il tuo corpo, la tua anima a sperare contro ogni speranza. Ho sempre ritenuto ogni crisi non una rovina, ma un’occasione. Ma lo è solo se restiamo fedeli e aperti, se rimaniamo, nonostante la durezza della prova, terra che sogna, sapendo che sorgerà prima o poi in noi la luce di una risposta alla nostra ombra.Solo una terra ben lavorata può diventare terra propizia, ci dicono i contadini. Per questo paradossalmente un tempo di difficoltà e sconvolgimenti può rivelarsi come il tempo più adatto a una nuova nascita: ogni parto è preceduto dalle doglie, ogni nuova illuminazione o crescita sconta la propria stagione all’inferno, ogni passaggio di iniziazione è scandito dal ritmo di notti oscure. E mi piace pensare che ogni crisi abbia l’effetto dei sassi di Pollicino che, nel folto del bosco, riescono sempre a indicare la strada. Ogni crisi ci permette allora di elevarci al di sopra della superficie del mondo, per scorgere le cime inviolate che la nebbia nasconde a coloro che vivono nella pianura. “Davanti a me hai aperto un varco” (Salmo 31,9).Viene un giorno in cui, dentro la tua penombra o nel tuo labirinto, si apre un varco inaspettato che ti indica il senso dentro il non senso. Nel profondo della notte, nel buio della crisi, c’è sempre una luce verso cui andiamo, o che viene verso di noi.”

Partiamo dalle mani e dagli occhi. «La crisi è sempre vista come un problema e invece è un’opportunità»: don Luigi, 45 anni, inizia così il racconto della svolta che lo ha condotto a Romena.
Famiglia semplice, «mio padre era spazzino, mamma casalinga», primo di cinque fratelli, vocazione a vent’anni, improvvisa. «Non ero esattamente un tipo casa e chiesa. Ero il più giovane distributore de L’Unità, ad Arezzo. Poi conobbi un sacerdote molto legato a figure “toste”, profetiche… padre Vannucci, don Milani… Mi piacque e una notte di Natale decisi che volevo fare il prete».
Al settimo anno di parrocchia, a Pratovecchio, diocesi di Fiesole, arriva la crisi. Luigi va dal suo vescovo e chiede di essere lasciato libero per un anno. «Fu grande, capì che avevo bisogno di rientrare in me, ma seguendo la mia strada». I primi tre mesi sabbatici li trascorre lavorando di notte in un bar di Monterchi, «tra camionisti e puttane». Poi altri tre mesi tra i campesinos della Bolivia, zaino in spalla. E infine nel deserto, alla scuola di Charles de Foucauld.
«Quando tornai dissi al vescovo che continuavo a fare il prete, lì, senza scappare, ma per qualcosa che sentivo mia, l’idea è mettere a frutto quell’anno passato alla scuola della strada, dove aveva imparato tre cose: dovevo togliere la maschera, farmi vedere come ero; vincere la timidezza, guardare la gente negli occhi; non nascondere più la mia debolezza, ma costruirci su».
Mostra le mani e la caviglia: ci sono volute sette operazioni per porre rimedio ai danni di un medicinale sbagliato assunto dalla mamma durante la gravidanza: «Quando sono nato, le dita delle mani e quel le dei piedi erano appiccicate. Le ho nascoste per anni. Poi ho capito quella parola di Gesù: la pietra scartata è diventata testata d’angolo… lì dovevo costruire».
L’antica pieve romanica, poco fuori Pratovecchio, con la benedizione del vescovo diventa un laboratorio di accoglienza. Sul canovaccio della sua crisi, «che è quella del figliol prodigo», Gigi – come lo chiamano gli amici – costruisce il primo corso: un’esperienza di conoscenza di sé e di semplificazione per arrivare all’osso, individuare i “nodi” su cui lavorare. «Ognuno ha due-tre problemi di base, il resto sono alibi per nascondere quelli veri», dice il prete. All’inizio rispondono gli amici più stretti, poi c’è il passa parola. Dopo dodici anni, il libro-presenze conta quasi seimila nomi per questo primo corso dal taglio umanistico-psicologico.
Sono le parole di Rumi, il grande mistico sufi, ad accogliere l’ospite di turno: «Vieni, chiunque tu sia. Sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni anche se hai infranto i tuoi voti mille volte. Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni». In questi anni, le tre navate d’arenaria ruvida e severa della pieve hanno ospitato un’umanità varia. Industriali e prostitute, ragazzi marginali, coppie in difficoltà, preti e religiosi in crisi, famiglie colpite dal lutto di un figlio. La vocazione è scritta nella pietra, scolpita nel primo capitello a destra: «Alberico plebanus fecit hanc opram, tempore famis MCLII»: la pieve è nata per la gente in tempo di carestia. «Su quel capitello io leggo la mia storia, ma anche il senso più vero della parola crisi: opportunità di cambiamento».
È l’oro nelle ferite. È quel metallo prezioso che Gigi, alla scuola di Giosuè l’orafo svizzero diventato pastore, eremita tra i boschi del Casentino, amico della Fraternità, lavora nelle cicatrici del legno, nei solchi della pietra, nelle incrinature del ferro. Costruendo icone e sculture da materiali poveri. Nel suo laboratorio Gigi crea oggetti che dicono Dio in maniera originale, la sua. È la proposta che chiude il II corso, in cui «si cerca Dio senza parlare di Lui».
Ogni partecipante è invitato a creare la sua icona per dire dell’incontro con l’Altro. Durante i due giorni il silenzio, i gesti, le emozioni, sono le vie per aiutare «l’innamoramento». La strada del pane, che ripercorre i segni dell’ultima cena; quella del tè, che prende dalla tradizione giapponese la riscoperta della sacralità di ogni piccolo gesto, dello straordinario nell’ordinario. E quindi la via di Francesco, la veglia notturna di preghiera. «È un cammino laico, perché qui c’è gente di tutti i tipi, persone che non si sono mai avvicinate a una chiesa», chiarisce don Verdi. Perciò quando deve collocare la sua esperienza nel panorama ecclesiale, Gigi la definisce «un avamposto che cerca di sfondare le porte della divisione tra mondo e Chiesa, per gente cosiddetta “lontana”».
Se il secondo corso si ispira alla luce che filtra nel buio, dalle bifore e dalle monofore (che secondo la legge del numero perfetto, il sette, si ripetono nell’antica pieve), il terzo corso trova spunto tra gli alberi e si chiude con l’olio, l’unzione per il servizio. Anche qui «si tratta di un’esperienza da fare, più che di cose da dire». Una passeggiata nel bosco, di notte, guidati da un cieco è una delle “prove” che aspetta i partecipanti. «Wolfgang Fasser, fisioterapista svizzero, maestro di musicoterapia, non vedente, li aiuta ad ascoltare i rumori del bosco, il vento, gli uccelli… imparano a fidarsi di un cieco».
Quest’ultimo corso è una strada per iniziare un cammino di servizio, anche in Fraternità. Da assistente ai corsi, ad animatore nella Compagnia delle arti, un gruppo che realizza gratuitamente animazione teatrale e musicale nei luoghi della sofferenza, dagli ospedali agli ospizi. Da collaboratore per la messa della domenica pomeriggio, quando si ritrovano in centinaia nella vecchia pieve; a guida per i corsi di varia natura – biblici, sulla corporeità, sulla famiglia- che si organizzano una volta all’anno e proseguono con incontri mensili. O ancora per le feste celebrate a ogni cambio di stagione, per il gusto di incontrarsi, salutarsi, ascoltare insieme un testimone o della buona musica; o per le veglie che la Fraternità tiene in giro per l’Italia, per ritrovare coloro che hanno partecipato ai corsi.
Così negli anni, intorno al primo nucleo di una dozzina di persone che compongono lo zoccolo duro della Fraternità, si è formata una comunità più ampia di collaboratori. Chi può si ritrova a Romena per pregare la mattina e la sera, ma tutto con grande libertà. La pieve è per tutti un punto di incontro, per nessuno di sosta. Lo stesso don Luigi ha scelto di vivere nella foresteria del monastero delle Camaldolesi di Pratovecchio, «l’Eucaristia che celebro ogni mattina è la mia forza». L’idea di qualcosa di più strutturato, in forma stabile, che non pochi desidererebbero, quasi spaventa il sacerdote. «Siamo in cammino. Tante cose che ieri mi sembravano impossibili poi si sono realizzate», dice Luigi.
Oggi gli stessi spazi non permetterebbero altro tipo di sistemazione: la grande casa in mattoni che affianca la pieve a malapena riesce ad accogliere la trentina di ospiti per i corsi del fine settimana. Il sogno del prete sarebbe avere dei piccoli eremi, autonomi, e mantenere in comune solo i momenti della preghiera, mattino e sera. Sarebbe una sintesi originale. Come lo è un po’ tutta Romena, che ha una sua personalità, ma con l’eco di altre esperienze: i canti e le antifone hanno il sapore della preghiera di Taizé; la cura del particolare, la ricerca del bello nella sobrietà, l’uso dei materiali naturali, del legno e della pietra sono quelli di Bose; così come la semplicità dell’approccio, la spensieratezza della vita comunitaria è tipica di Spello. Una sinfonia di motivi giocati sui due temi di fondo, l’essenzialità e il cammino, scritti nelle pietre dell’antica pieve.

Incontro Annuale dal 29 agosto al 1 settembre

Quest’anno l’Incontro Annuale sarà sui Monti Lessini la Casa Incontri Diocesana

La Casa è immersa nel verde del colle Recamao ( mq.48.000 di proprietà recintata ) con prati, pinete, boschi.
Parco giochi per bambini e campi da pallavolo. Un piacevole angolo di Lessinia, per incontri, ritiri, momenti di relax, dentro una natura silenziosa e immersa nel verde..

Il contatore delle schede

Hai compilato la scheda questo mese? L’hai spedita in segreteria?

Questo mese sono arrivate:….

Schede Mensili         10
Schede Annuali        0

Fuorirotta

Appuntamento stazione centrale a Milano tra le 14.30 e le14.45 di GIOVEDì 28, mentre il rientro è stato anticipato, dopo un sondaggino tra i ragazzi, a SABATO 30 POMERIGGIO.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre,
                                                                                                    ma nell’avere nuovi occhi.” (Proust)

“Care famiglie di Bilanci,
come Fuorirotta, sotto la spinta di Lorenzo e Federico,  è arrivata finalmente l’occasione di visitare l’AltraMilano! Anche questa volta ci siamo fatti consigliare dalla guida di Altreconomia: “L’Italia eco-solidale” e da chi a Milano ci vive e ci lavora “in direzione ostinata e contraria”. Per venire incontro a tutte le esigenze, il tempo insieme non sarà tanto – da giovedì 28 a sabato 30- ma cercheremo di viverlo appieno andando alla scoperta di una Milano che si ripensa nel modo di vivere la relazione tra le persone e con le cose e che ci stimola a rimettere in continua discussione anche le nostre abitudini.
Dopo essere stati ospitati al condominio solidale di Pioppe di Salvaro (BO) a dicembre, questa volta andiamo a conoscere la prima comunità che, ormai 30 anni fa, ha dato origine alle tante realtà comunitarie di ACF, quella di Villapizzone. Da lì partiremo per percorrere ogni giorno vie diverse con “occhi nuovi”:
–    quelle dell’informazione critica e libera, insieme ad Altreconomia e Terre di Mezzo;
–    quelle dell’incontro con l’altro, con la Cascina Cuccagna, Via Padova e l’iniziativa Migranda, e con Olinda-una realtà che nasce da un ex ospedale psichiatrico;
–    quelle del rapporto con la Terra, con il “Giardino degli Aromi”, gli orti e le serre di quartiere, con cui faremo un laboratorio di compostaggio.
Per chi riuscisse, giovedì sera vorremmo invitare a Villapizzone anche tutte le famiglie che sono in zona per un momento conviviale e di scambio di pratiche.
A presto”
Francesca e Domenico

p.s. a tutti i Fuorirotta: sul gruppo di facebook trovate il programma più dettagliato e nei prossimi giorni ci mettiamo d’accordo anche su chi porta che cosa.
Il costo di partecipazione previsto è di circa 70 euro (viaggio personale escluso da fare “alla romana” quindi portate qualche spicciolo in piu’)
Per comunicare la vostra partecipazione scrivete a: fracoltex@gmail.com oppure su facebook
e, per chi è minorenne, ricordate di fare compilare ai genitori l’autorizzazione che trovate  a pagina 7.

IL PROGRAMMA

28 GIOVEDI pomeriggio:
arrivo a Milano per le 14.30 in stazione centrale e spostamento a VILLA PIZZONE (dove ci aspetta Morena)
15.00 sistemazione a villa pizzone e visita alla cooperativa“di mano in mano”
17.00 tè e incontro con la comunità (dovrebbe raggiungerci anche Elena, direttrice di Terre di Mezzo_ da confermare)
cena con famiglie bilanciste; si aggregano volentieri anche quelli di villapizzone

29 VEN mattina:
OLINDA (ex ospedale psichiatrico)
incontro con Francesco dell’associazione Olinda;
Laboratorio di compostaggio con l’ass. Il Giardino degli Aromi
+ pranzo là
VEN pome:
15.00 ? CASCINA CUCCAGNA (Michele telesio da confermare): incontro con l’associazione
17.30 visita alla sede di ALTRECONOMIA (con Pietro Raitano)
VEN sera:
milano by night
30 SAB mattina:
10.00 giro per VIA PADOVA accompagnati da Emma-guida di “MIGRANDA”
SAB pome:
si riparte

Io sottoscritto genitore di ………………….
iscrivo mio figlio alle giornate Fuorirotta che si terranno da 28 al 31 giugno 2012 a Venezia e sollevo Bilanci di Giustizia e gli accompagnatori da ogni responsabilità assicurativa penale e civile.
Firma
…………………………
Acconsento al trattamento dei dati personali secondo la legge sulla tutela degli stessi (Legge 196/03)

Il laboratorio che vorrei…

Come ogni anno l’Incontro Annuale diventa l’occasione dove poter scambiare “il saper fare”.I laboratori sono da anni uno dei punti forza degli Incontri Annuali.È attraverso la manualità  che ci si racconta e ci si conosce, si instaurano cosi delle nuove relazioni o semplicemente si coltivano quelle già esistenti da anni.

La segreteria vuole raccogliere le vostre proposte su quale laboratorio vi piacerebbe tenere o trovare all’Incontro Annuale di quest’anno.I laboratori oltre ad essere di autoproduzione dovranno collegarsi al Tema o al posto dell’incontro.Saranno due i pomeriggi dedicati ai laboratori per permettere di seguirne più di uno.Inviateci le vostre richieste per dirci quale laboratorio vi piacerebbe tenere o trovare all’incontro annuale a segreteria@bilancidigiustizia.it oppure chiamate al 0415381479.

Venezia 2012

Lunedi 15 Aprile a Cà Fasetti (Ve) dalle 11 alle 13 ci sarà la presentazione del Bilancio di Sostenibilità della Terza Conferenza Internazionale della Decrescita.da Venezia 2012 verso

Per scaricare o leggere il rapporto clicca qui.

Il nuovo sito

Non è stato certo semplice ma alla fine ce l’abbiamo fatta.Il nuovo sito è ormai pronto e ne siamo veramente contenti.È uno strumento più veloce e molto più aggiornato che oltre ad essere visibilmente più bello ci permette di fare molte più cose in tempi molto brevi.Utile, facile ,flessibile e interattivo: tutti possono lasciare commenti!!!!Un grazie di cuore a MARCO LINUX che ci ha supportato e “sopportato” per la realizzazione.Senza di lui non ce l’avremmo mai fatta.

Il bilahotel

La primavera è arrivata e la voglia di spostarsi per qualche giorno inizia a far voglia.E perché non approfittare del Bilahotel per andare a visitare una nuova città o semplicemente andare a trovare qualche nuovo amico Bilancista?Vi ricordiamo che la lista ospitabilità può essere usufruita anche dai bilancisti che non hanno potuto dare disponibilità a ospitare.È più difficile chiedere che offrire ospitalità, ma chi riesce a fare questo passo poi si trova contento!

Stiamo lavorando per/con voi

Questo mese abbiamo:

. Preparato e inviato la lettera mensile..

..Collaborato ad organizzare e partecipato ad una giornata di formazione con il Servizio Civile del Comune di Venezia “è questione di stile”

…Incontrato via Skype il gruppo di lavoro per i nuovi indicatori di Ben- essere

…Risposto a mail e telefonate

….Lavorato sul nuovo sito

….Organizzato l’incontro Referenti del 6 Aprile.