Marzo 2008

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 127 – MARZO 2008

BILANCI DI GIUSTIZIA
PREMIO AMICO DELLA FAMIGLIA

Il 27 marzo 2008 la Campagna Bilanci di Giustizia ha ricevuto una menzione speciale per il Premio Amico della Famiglia 2007 istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia.
Facciamo un piccolo passo indietro per capire come ci siamo arrivati.
A fine novembre ci è stato segnalato che era stato istituito questo premio (con assegnazione di risorse economiche), abbiamo cercato il bando e abbiamo visto che i punti di valutazione per l’assegnazione erano:

  • stabilità dell’iniziativa (anche economica)
  • promozione dell’associazionismo familiare
  • coinvolgimento diretto delle famiglie nella ideazione e nella progettazione delle iniziative attuate o in corso di attuazione
  • trasferibilità intesa come possibilità di attuazione del progetto anche in altre realtà locali o imprenditoriali
  • presenza di una strategia di impatto integrata, capace di raccordare diversi soggetti locali e imprenditoriali

Nell’incontro Promotori di Dicembre ne abbiamo discusso assieme e ci è sembrato che la nostra Campagna potesse a buon diritto parteciparvi.
Infatti la Campagna è 14 anni che si autofinanzia e, seppur modestamente, cresce.
Per la promozione dell’associazionismo famigliare e del coinvolgimento diretto, diciamo che è il nostro stesso nucleo. Tutte le nostre iniziative vengono realizzate in prima persona dagli aderenti, sia nei Gruppi Locali sia a livello nazionale. Pensiamo ai vari temi annuali, che sono stati assunti dalla Campagna ma lanciati da Gruppi Locali. Anche la Segreteria fino a pochi anni fa è sempre stata sostenuta da aderenti volontari.
Senza poi farci impantanare, nel bene e male, dalla retorica della famiglia penso che i Bilanci abbiano però una bella peculiarità nella partecipazione di tutta la famiglia. Evidentemente le scelte sulle spese sono scelte che vengono condivise da tutti quelli che abitano in una stessa casa. Nei nostri incontri, di gruppo o annuali, c’è sempre molta attenzione ai bambini e agli adolescenti, i tempi vengono calibrati sulle esigenze di tutti.
L’intuizione più grande forse è proprio quella di vedere la “famiglia” come soggetto attivo e critico sia sul piano economico che sul piano politico.
Anche il coinvolgimento di soggetti altri si verifica a vari livelli, dalle collaborazioni con Università e Istituti di ricerca per realizzare gli strumenti della Campagna, al coinvolgimento dei vari comuni fatto direttamente dai Gruppi Locali.
Abbiamo allora presentato la domanda, appoggiandoci ancora una volta a MagVenezia, e a metà marzo con soddisfazione abbiamo saputo di essere stati scelti tra le menzioni speciali del premio.
Nella presentazione del Progetto abbiamo pensato di guardare al sud, ora però dovrà aprirsi la discussione, con i Promotori, i Referenti e con tutta la Campagna su come utilizzare i fondi.

OSPITALITA’
AGGIORNAMENTI LISTA

L’avventura della Campagna Bilanci di Giustizia è nata partendo essenzialmente dall’analisi delle spese delle persone aderenti. In alcuni anni però ci si è accorti che il solo dato economico non poteva renderci la ricchezza delle esperienze e dei cambiamenti degli aderenti.
Si sono allora cercati altri indicatori empirici ma che potessero cogliere la diversità che si concretizzava nella vita quotidiana. Uno di questi indicatori, elaborato con la collaborazione del prof. Tarozzi, è quello dell’ospitalità, intesa come scambio tra le persone, come arricchimento di relazioni.
Da qui è nato, su impulso di Simone di Firenze, il Progetto Ospitalità, cioè una lista di bilancisti disponibili all’accoglienza a cui i bilancisti (quelli in lista, ma anche altri) possono attingere.
La lista viene aggiornata ogni anno, e poi viene inviata con la Lettera Mensile (cartacea) di maggio per essere pronta a disposizione per le vacanze.
Essere ospitati a casa di altri bilancisti (tempo massimo di permanenza 3 notti) diventa sempre un momento di arricchimento e di confronto.
Chiediamo a quelli che vogliono aggiungersi alla lista di mandarci il loro indirizzo completo e il numero di posti disponibili, assieme ad eventuali avvertenze.
Tutti quelli che vogliono aggiungersi (o togliersi) devono segnalarlo in Segreteria entro il 15 aprile mail: segreteria(at)bilancidigiustizia.it , tel. 041-5381479.

I BILANCISTI A TAVOLA

Riportiamo una vivace discussione raccolta dalla mailing list, a riprova di come i bilancisti, prendendo in esame con che tovaglia mangiare, finiscano col parlare di molto altro….

Ciao,
volevo sapere come vi comportate con tovaglia e tovaglioli.
Ho provato la tovaglia plasticosa ma la odio, però di stoffa o la lavi con la candeggina oppure te la tieni macchiata!
E i tovaglioli idem, a meno di usare quelli di carta che sono super inquinanti. Voi come vi comportate?
Io non sono una maga nel far venire pulite le cose, uso un detersivo in lavatrice che mi faccio io con scaglie di sapone di marsiglia fatte bollire in acqua e poi frullo tutto. Magari è una questione di detersivo ma se neanche quelli tradizionali tolgono macchie di vino, caffè, ecc….
Contate che abbiamo una bimba di due anni e uno in arrivo e io penso che i bimbi vadano lasciati liberi di “imparare” a mangiare da soli! Voi cosa usate?
Barbara

I tovaglioli non li usiamo più, però portiamo a casa quelli puliti o da noi usati che capita di ricevere in bar, mense, ecc. (non sembra, ma sono tanti) tanto vanno buttati.
Così servono per la cassetta del compost (quelli usati) e quelli puliti per gli ospiti (che poi vanno ancora ai lombrichi).
Come tovaglia da 15 anni abbiamo le stesse “tovagliette” di plastica che si puliscono con uno straccio umido, tranne quando Graziella li ripassa a fondo fessura per fessura.
Ne abbiamo anche un set bello del CES, ma mi sa che sono più delicati per i bambini.
Ciao, Guido

Io uso le tovaglie macchiate
Daniela

Da 4 anni cioè da quando è nato il nostro primo figlio usiamo una tovaglia”plasticosa”, non ero entusiasta ma mi ci sono abituata in fretta tanta è la comodità con due bimbi che per mangiare sporcano e si sporcano e ti sporcano alla grande! Anche la sola colazione sarebbe un disastro con la tovaglia di stoffa, yogurth e latte col muesli appiccicoso dappertutto; sarebbe talmente tanto il nervoso che certo non torno indietro, e l’altra cosa secondo me importante per chi ha bimbi è appunto non continuare a dire “stai attento a non sporcare”.
La nostra tovaglia plasticosa è molto spessa con un strato sotto che fa la funzione da “mollettone” per proteggere il ripiano del tavolo in legno, non è la classica cerata, è piuttosto carina come disegno, e quindi è sempre sul tavolo, fa parte dell’arredamento.
I tovaglioli praticamente non li usiamo (a volte rubiamo le bavagline – di stoffa – ai bimbi!), quando ne ho bisogno mi alzo e mi lavo le mani ( e mi sono abituata a sentirmi le mani appiccicose per qualche minuto senza diventare isterica!).
Celine

Cari tutti,
la questione macchie come quella degli odori mi sta facendo molto riflettere. Da tempo ho rinunciato ad una strenua lotta contro le macchie, semplicemente me ne frego ma ultimamente mi sto chiedendo quanto questo possa diventare “scomodo” per mia figlia che sta andando in seconda elementare.
Un giorno mia madre mi ha chiesto se non mi vergognavo a mandare mia figlia a scuola con i vestiti sporchi e alla mia risposta: “non sono sporchi, sono macchiati” si è fatta una sonora risata, ha scosso il capo e ci ha rinunciato. La settimana successiva mi ha portato in regalo una tovaglia chiedendomi di usarla per quando viene a mangiare da me: almeno per qualche tempo avrà l’impressione di mangiare su una tovaglia pulita.
Siamo in pochi ad avere questa filosofia e probabilmente, agli occhi delle maestre, una bambina che arriva a scuola con i vestiti pataccosi non fa bella figura.
I lavaggi con sapone autoprodotto devono essere fatti con attenzione per dare buoni risultati e comunque ci sono forme di candeggio con percarbonato di sodio o con acqua ossigenata con impatti ambientali accettabili. Sto cominciando ad intensificare la frequenza di questi trattamenti, curando in particolare le quantità.
Discorso analogo per l’odore: trovo difficilmente sopportabile l’odore di detersivo che si spande intorno alle amiche di mia figlia e nelle loro case. Ultimamente ho scoperto che il nostro odore naturale che si sente in casa e addosso, non coperto da quello di detersivo, viene considerato sgradevole dalle altre bambine.
Di conseguenza ho ricominciato ad utilizzare olio essenziale nei lavaggi in lavatrice, spero che basterà.<bt> Insomma è una faticaccia…
Annalisa

Mi rendo conto adesso che la mia rapida risposta non dà conto di quanta determinazione, quanta fatica, quanto -lasciatemelo dire- coraggio, ci vuole per dire alla suocera, alla cognata, alla vicina, all’amica di passaggio: “Ho le tovaglie tutte macchiate perchè uso solo detersivo biodegradabile”, mantenendo il tono di una che sta proclamando un proprio innegabile merito e non quello di una schiacciata da decenni di pubblicità di casalinghe perfette e danzanti, con tanto di mocio super brillante.
Se poi, a guardare disgustata la tovaglia è l’amichetta quindicenne di tua figlia, allora la determinazione, la fatica, il coraggio vanno moltiplicati per dieci, perchè già sai che la tua giustificazione suonerà patetica, non tanto agli occhi dell’amichetta (la quale presumibilmente se ne frega altamente) quanto agli occhi di tua figlia, che sempre più spesso ormai ti chiede disperata “Ma perchè devi fare sempre tu queste cose strane?” e comincia ad odiarti per questo tuo essere “diversa” mentre lei -in barba a ogni questione di principio (che magari condivide)- vuole solo essere “uguale”.
Il fatto è che la distanza tra le cose di buon senso (tipo il fatto che è normale che il grembiulino della scuola materna sia macchiato perchè la sua funzione è quella di essere macchiato per proteggere i vestiti che ci stanno sotto) sono molto lontane dal senso comune, che ha poco di “senso” e molto di “comune” e di “si è sempre fatto così”: perciò è un problema vero quello che i nostri figli si sentono “esclusi” (i bambini sanno essere molto cattivi nell’escludere chi è in qualche modo diverso anche se non fa male a nessuno) e non è affatto un falso problema e credo che sia giusto, sia per noi adulti che per loro figli (bambini o ragazzi che siano) affrontarlo senza negare le reciproche esigenze ma cercando un “compromesso onorevole” tra “voglio dodici felpe della Nike, perchè tutte le mie compagne si cambiano ogni giorno” e “ti compro solo maglioni del commercio equo perchè solo quelli sono davvero frutto di giustizia”.
Trovare un “compromesso” richiede flessibilità e tolleranza ma più di tutto abbisogna della capacità di stabilire le giuste priorità, tra le quali non può non figurare anche il ben-essere complessivo dei nostri figli e il loro diritto a scegliersi “priorità” diverse.
Insomma, è una bella fatica: per fortuna ti aiutano le mamme dei compagnetti che con il loro disprezzo ti fanno venire ancora più voglia di essere iper-radicale, giusto così, per fargli un dispetto!!!!
Buon cammino a tutti!
Daniela

Perché i tovaglioli di carta sono super inquinanti?
per le macchie prova a passarle con della cenere prima di metterle in lavatrice.
Carla

anche se non sono ancora bilancista, vi do’ il mio contributo:
io uso tovaglie e tovaglioli di stoffa, che si macchiano anche se non abbiamo ancora bambini.
Per lavarle da qualche mese ho visto che facendo un ammollo prima con percarbonato di sodio (si trova da Officina Naturae) e poi mettendo in lavatrice con un sapone “naturale” (fatto con scaglie di marsiglia e aceto) le macchie se ne vanno abbastanza bene!
Chiara

A noi piace variare…
colazione tovagliette di bambù che si passano con la spugnetta o direttamente piatto e via. Pranzo/cena tovaglia di stoffa MOLTO colorata, tipo fantasia di bosco in autunno (color ragù…), e tovaglioli anch’essi molto colorati e naturalmente scompagnati. Di sporcatori ufficiali ne abbiamo tre più due professionisti che siamo io e mio marito. Dura quel che dura, qualche giorno o anche una settimana a seconda del menù o delle sbadataggini e non ci formalizziamo più di tot. Chiaro, se arriva l’ospite si tira fuori qualche mummia dal sarcofago e velocemente la laviamo nella prima lavatrice in partenza. Dal momento che una lavatrice al giorno non me la leva nessuno, una tovaglia o qualche tovagliolo in più non mi cambiano proprio la vita, abbiamo fatto lo stesso anche con i pannolini di stoffa valutando con consapevolezza quale tipo di impronta preferivamo lasciare. Il minore è quando sai quanti watt consumi, quanta acqua impiega la lavatrice e quale detersivo usi (lisciva, ammollo in soda se serve, qualche goccia di olio essenziale, oppure quelle noci miracolose).
Anche noi abbiamo il confronto con le mamme precisine e stressate a scuola e abbiamo deciso di scegliere noi chi vogliamo convincere e chi lasciamo a starnazzare dietro di noi senza rimpianti ( di qualcosa dovranno pur parlare…). I grembiuli dell’asilo sono una raccolta di graffiti, toppe, soli, fiori, omini che corrono e sono l’invidia proprio dei figli delle precisine, li vorrebbero anche loro perchè sono proprio fighi! (ma guarda tu l’ironia della sorte…). In quanto ai grandi, siccome abbiamo un negozio di abbigliamento usato, vanno a scuola con addosso della roba vintage che di più non si può e insieme a nasi storti ricevono anche richieste di poter ricevere qualcosa di simile al primo compleanno. L’importante è vedere il bicchiere mezzo pieno!
Comunque è vero, il look è un biglietto da visita nella società e la possibilità di interagire in modo costruttivo con gli altri dipende molto da questo. Se sono necessari dei compromessi, soprattutto con i nostri figli che non devono subire , ma capire ed eventualmente in futuro- se lo riterranno – condividere alcuni dei nostri ideali, che siano i benvenuti, all’insegna dell’intelligenza, del rispetto e dell’amore.
Silvana

che bello sentire che la fatica e la difficoltà di spiegare agli altri le proprie scelte sono condivise! mi dà energia e mi fa sentire in compagnia!
Noi, che abbiamo tre figli di tutte le età, abbiamo delle tovaglie che fanno schifo. Io ho tentato di fare ammolli ecc. +, ma diciamolo: il tempo per stare ad analizzare le macchie di tutto prima di infilare in lavatrice non lo abbiamo. Quindi esce quel che esce…
Cerchiamo di usare meno qualche tovaglia per poi tirarla fuori con gli ospiti, ma spesso anche questo non garantisce il pulito…allora imbandiamo la tavola con tanti piatti, candele, piattini ecc. per coprire la tovaglia, che sistematicamente non viene stirata quindi ha dei bordi belli arricciati…
Comunque per ora i figli non si lamentano e gli ospiti non ne hanno il coraggio.
Per i vestiti altro tasto dolente, soprattutto per le camicie bianche di mio marito che diventano grigette e per certe maglie dei bimbi, che sembrano assorbire qualunque macchia che dura più delle stampe della stessa maglietta…o delle cuciture (tutto o quasi è di seconda mano).
Mi è successo tempo fa che per esigenze familiari dovevo accettare che mia suocera mi stirasse le cose…e nonostante io scegliessi le cose dandole le più presentabili, tornavano vestiti scintillanti, profumati e ammorbiditi…
Che affare! io lavavo con detersivo bio e poi…doppio lavaggio e a volte candeggio!
Vabbè, ne abbiamo parlato e ci siamo capiti… o almeno accettati.
Buoni lavaggi a tutti e quando trovate l’idea che risolve…con meno spreco e meno fatica possibile…passatela!
Anna

Beh per il momento non ho a che fare con i grembiuli della scuola materna e tantomeno con amiche quindicenni, chissà magari tra 15 anni il mondo sarà cambiato e tutti laveranno con detersivo bio 🙂 per le macchie anch’io non mi faccio troppi problemi, viviamo in un maneggio e mia figlia rotola nella terra tutto il giorno, mangia le arance da sola sbrodolandosi addosso ma è felice e questo conta no?
Anche noi usiamo le tovagliette di plastica per la colazione e ho una tovaglia apposita per gli ospiti visto che dobbiamo aprire il tavolo.
Quando mangiamo solo noi di solito usiamo due strofinacci noi e una tovaglietta di plastica per la bimba, non è male come soluzione ma a me piace proprio la tovaglia.
Non voglio che venga immacolata e straprofumosa, ma almeno passabile!
Mi interessa questa cosa della cenere, come funziona?
Poi volevo dire che io sono figlia di “genitori strani”, nell’adolescenza a volte odiavo questi loro comportamenti poiché in effetti volevo solo essere “uguale” agli altri. Pensate che a volte avrei voluto anch’io essere limitata nelle uscite perchè tutte le mie amiche dovevano tornare alle 23 mentre io non avevo questi orari.
Ora sono felice del loro essere diversi e capisco che mi hanno insegnato a non dare nulla per scontato e farsi sempre delle domande anziché fare come fanno tutti.
La mia idea con i miei figli è che io passerò loro ciò in cui credo e poi loro faranno le loro scelte. Nella quotidianità, non ho la minima idea di come fare, navigo a vista con lei e già adesso mi pongo i miei quesiti ma me ne sbatto di quello che pensano gli altri. Se dico che la allatto ancora a due anni e dorme con noi nel lettone vengono i capelli dritti a tutti…
Barbara

La nostra esperienza è strana, almeno così penso.
Abbiamo abolito da subito ogni tipo di usa e getta (tranne la carta igienica) e tutte le volte che abbiamo ospiti tiriamo fuori la tovaglia ed i tovaglioli buoni (un po’ come il vestito da cerimonia che si usa nelle grandi occasioni), ma il risultato è sconcertante: nessuno tocca i tovaglioli per paura di sporcarli (nonostante i nostri inviti ad usarli), anzi, una volta un mio amico corse in bagno a prendere la carta igienica in segno di disapprovazione.
Alla fine constatiamo che i tovaglioli sono rimasti “lindi e pinti”. Come si saranno puliti?
Non lo so, forse saranno stati estremamente attenti nel mangiare.
Probabilmente tutto ciò è dovuto a quello che in psicologia viene definito “proiezione”: non sporco i tovaglioli perché a me darebbe enorme peso lavarli, così come tovaglia, piatti, bicchieri ….
Alla fine troveranno pesante anche invitare amici a casa perché poi dovranno pulire casa?
Giovanni e Santina

STIAMO LAVORANDO PER VOI!!!

Nel mese di MARZO abbiamo:

  • aggiornato il sito web
  • risposto alle mail
  • stampato le schede annuali
  • preparato e spedito la Lettera Mensile
  • partecipato alla manifestazione di Locri
  • presentazione dei Bilanci a Chions di Pordenone e Breda di Piave
  • Presentazione dei Bilanci a Padova- Centro Servizi per il Volontariato
  • Presenza a Roma per ritirare il premio “Amico della Famiglia 2007”