Luglio – Agosto 2009

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 141 LUGLIO – AGOSTO 2009

 

in questo numero:

  • _ Le voci dell’Incontro Annuale _Francesco Gesualdi, Come progettare un nuovo modello sociale?
  • _la vetrina dei Laboratori _
    _le Esperienze Positive di Economia
    _i Laboratori Bilancisti
  • _Animazione Bambini e l’Oropa’09 dei ragazzi _
  • _note organizzative _
  • __errata corrige__scheda di iscrizione nella lettera maggio
  • _Stiamo lavorando per voi _
  • _Rubriche _focus&link, novità, agenda

_Le voci dell’Incontro Annuale_
Francesco Gesualdi
Come progettare un nuovo modello sociale?
da Carta n. 24 [3 luglio 2009], p. 64

C’è un passaggio nell’articolo di Paola Baiocchi e Andrea di Stefano, pubblicato sul numero 23 di Carta [26 giugno 2009], che mi pare di fondamentale importanza. Volendo parafrasare «Lettera a una professoressa», andrebbe scolpito sulla porta di ogni gruppo d’acquisto e di ogni gruppo che aderisce a Bilanci di Giustizia. La frase è: «Per modifi care a fondo l’economia in senso egualitario, non basta parlare di stili di vita, bisogna parlare di modelli di società».
Può sembrare strana questa mia posizione, ma dopo avere insistito per anni sul consumo critico e sugli stili di vita come nuovi spazi di impegno, sento che questa proposta può trasformarsi in un’involuzione se viene vissuta come il nostro unico spazio di impegno. Ho sempre concepito le azioni attraverso il consumo come un’ulteriore leva di impegno politico in aggiunta alle altre che tradizionalmente abbiamo sempre vissuto (voto, sindacato, protesta, rivendicazione,partecipazione locale, progettazione dell’alternativa), perché solo utilizzando tutti gli spazi di potere che abbiamo a nostra disposizione possiamo sperare di promuovere il cambiamento.
Invece ho l’amara sensazione che molti stiano vivendo le iniziative attraverso il consumo come una sostituzione degli altri livelli di impegno, una sorta di rifl usso nel privato politico: avendo capito che il sistema è duro a cambiare, ci rifugiamo nelle piccole iniziative individuali e di gruppo, che almeno ci danno la sensazione di avere raggiunto qualcosa di concreto. Aspirazione legittima, ma che va vista per quello che è: una tentazione per trovare l’illusione della pace interiore.
Coerenza personale, esperienze alternative, partecipazione istituzionale in ambito locale, rivendicazione e opposizione in ambito nazionale e internazionale, ma anche pensiero in grande: questi sono, a mio avviso, gli spazi che dobbiamo occupare contemporaneamente se vogliamo giocare un ruolo di cambiamento reale. Fra tutti, quello che sento abbandonato di più è l’ultimo, il pensiero in grande, la capacità di delineare un orizzonte alternativo, una nuova terra promessa verso la quale incamminarci. Navighiamo a vista, come tutti gli altri protagonisti della scena politica, senza un progetto se non parole; decrescita, sostenibilità, «buen vivir». Parole belle, che esprimono valori importanti, ma che non si trasformano in azione politica perché non delineano un quadro alternativo di riferimento, non esprimono il famoso modello sociale di cui parlano Paola e Andrea.
Prendiamo atto della realtà: siamo pochi, sempre gli stessi, se andiamo avanti di questo passo ci spegneremo per consunzione. Mi chiedo perché, e una parte della risposta sta nella violenza del sistema, che ci impone una precarietà crescente, forme di assunzione che dividono, invasione televisiva, concentrazione mediatica, impoverimento scolastico. Tutto questo sta modificando il nostro essere, sta scalzando il senso dei diritti, della solidarietà collettiva, dell’equità, del rispetto, per fare posto ai concetti mercantili di tipo individualista: arrivismo, successo, ricchezza.
Ma mi dico che parte della responsabilità è anche nostra: di fronte ai gravi problemi sociali e ambientali che stiamo vivendo, partoriamo solo piccole iniziative individuali e di gruppo, non siamo assolutamente capaci di indicare una strada di trasformazione di massa. Questo è il terreno che dobbiamo recuperare. Mentre continuiamo a fare tutto il resto che già facciamo, dobbiamo trovare il tempo e le energie per occuparci anche della progettazione dell’alternativa, altrimenti non diventeremo mai credibili. La gente vuole sapere come potrà vivere pur smantellando l’industria dell’automobile, come potrà avere una buona sanità, una buona istruzione, in una parola una buona economia pubblica, pur raffreddando l’economia, come si coniuga una buona vita con risorse limitate. Dobbiamo tornare a riflettere, a progettare l’alternativa, e dobbiamo farlo in una maniera partecipata, guai alle soluzioni di vertice.
Sogno la nascita di cento, mille, un milione di piccoli gruppi diffusi in ogni dove, che si confrontano su questi interrogativi e al tempo stesso prospettano degli scenari di lungo respiro e delle strategie di intervento immediato. Un lavoro di pensiero e di progettazione diffuso ma non svincolato, effettuato in un rapporto di rete che nel tempo possa sfociare in un qualcosa di più organizzato: un movimento dalle mille specificità che però è unito da un pensiero comune sulla forma sociale ed economica che può assumere la nostra società industriale, un movimento che, pur proponendo e vivendo strategie politiche e partecipative le più varie, forma massa critica nella medesima direzione e sa coagulare attorno a sé nuove forze.
Ci vuole una regia per tutto questo. Vedrei bene che fosse assunta in maniera congiunta dalle riviste dei nostri movimenti, perché hanno il vantaggio di arrivare a molti. Chiedo formalmente ai direttori di Carta, Altreconomia, Valori, di rispondere a questo appello e di dichiararsi disponibili a un incontro di approfondimento. Attendo fiducioso una risposta.

_La vetrina dei laboratori_
Le Esperienze Positive di Economia –
venerdì 28 agosto, h 15-18

| L’isola che c’è | www.lisolachece.org
Sul territorio comasco si è formata alla fi ne del 2003 un’ampia rete locale di economia solidale, che coinvolge realtà di vari ambiti: commercio equo e solidale, finanza etica, consumo critico e consapevole, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili, agricoltura biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, tutela dell’ambiente, pace, cultura, arte, formazione e informazione.
Questa rete nel 2004 ha dato vita alla prima fiera comasca dell’economia solidale e del consumo consapevole, ed ha prodotto la prima edizione delle pagine arcobaleno.
Da questo percorso è nata l’associazione L’isola che c’è, quale strumento per la promozione e lo sviluppo dell’economia solidale e del consumo responsabile sul territorio comasco.

| Associazione Ecomuseo Valle Elvo e Serra | www.ecomuseo.it
Il progetto Ecomuseo Valle Elvo e Serra propone un percorso di sviluppo locale basato sulla partecipazione diretta della popolazione alla tutela attiva del proprio patrimonio materiale e immateriale.
Alternando ricerca e azione, i protagonisti dell’Ecomuseo recuperano il senso della ri-conoscenza, una competenza nel leggere il paesaggio dove si trovano a vivere e un esercizio attraverso il quale riacquistano la facoltà di continuarlo con coerenza nel proprio tempo.
Generando nuovi rapporti di fiducia tra le persone, nuove relazioni funzionali tra le loro attività e le risorse reali del territorio, nuove forme responsabili di produzione e consumo, l’esperienza dell’abitare è al centro delle diverse iniziative di conservazione, interpretazione e gestione del patrimonio, nel quale la comunità individua le tracce del suo passato e le linee del suo futuro.

| Voglio andare a vivere in campagna |
con Paolo Dall’Olio e Paola Fiocchi
Due bilancisti di Milano hanno iniziato un percorso per andare a vivere in campagna…
“E’ una cosa che quasi tutti quelli che vivono in città, soprattutto nelle metropoli, hanno pensato almeno una volta.
Noi ci stiamo provando, in compagnia (anzi, in cooperativa) di altre famiglie: agricoltura, apicoltura, trasformazione prodotti, accoglienza/turismo, integrazione nell’attività di ragazzi disabili residenti presso il centro agricolo, produzione di energia “alternativa”…
Vi vorremmo raccontare il progetto, ma soprattutto le motivazioni, le ambizioni, le diffi coltà, i dubbi di questo nostro percorso.”

| Proviamo a immaginare una banca diversa ovvero la Finanza Etica trova posto in una banca? |
con Fabio Pisoni – Banchiere Ambulante di Banca Etica
Cerchiamo insieme di scoprire i limiti e le contraddizioni etiche che tutto il sistema bancario porta in sé, e pensiamo quali dovrebbero essere le modalità di un sistema bancario diverso.

_I Laboratori Bilancisti –
sabato 29 agosto, h 15-18 _

–‘Pasta, stai fresca!’, Gruppo di Mestre
–‘La Post-economy’, Luca Gaggioli
–Presentazione del metodo sviluppato da Lennart Parknas-Attivi per la Pace, Antonella Valer
–‘Processi per attivare il Cambiamento’, Mario Torneri
–‘La bellezza non ha bisogno di consumo’, Gianni Fazzini
–‘Il risparmio energetico nella nostra alimentazione quotidiana’, Sergio Introini
–‘Auto-costruzione di prototipo di carrellino per la spesa da attaccare alla bici’ , Lorenzo e Chiara di Oleggio
–‘Come si può avviare e mantenere un pollaio: galline ovaiole per i vegetariani, e altre razze per chi poi se le magna’, Agostino di Oleggio
–‘La mitica ranza!’, Mirco di Oleggio
— ‘Autoproduzione di meringhe con e senza cioccolato’, Lucina di Pordenone

| Auto-costruzione di prototipo di carrellino per la spesa da attaccare alla bici | con Lorenzo e Chiara di Oleggio
Un carrello per la spesa è un’idea geniale che ci aiuta a lasciare a casa nell’incombenza settimanale di fare la spesa. Il laboratorio nasce dall’esperienza di Lorenzo e Chiara nella costruzione di vari prototipi e vuole:
+ Far conoscere che è possibile -e comodo- far la spesa in bici, anche con “test-drive” in loco.
++ Presentare i diversi prototipi fi n qui realizzati.
+++ Far vedere come ognuno possa realizzarli in proprio smontando e rimontando con mano i diversi pezzi.
++++ Stimolare la condivisione e la nascita di nuove idee per raggiungere un eventuale “Carrello perfetto” da proporre alle prossime edizioni.

| La mitica ranza!| con Mirco di Oleggio
Chi non la conosce l’associa immediatamente a funerei simboli. L’ allegoria della morte viene spesso rappresentata come una vecchia signora accompagnata dalla lunga falce.
L’interpretazione più comune è suggestiva : La ranza come la morte, non risparmia nessuno.
Tutti i fili d’erba cadono al suo passaggio!
Ma la ranza ha anche la sua storia: umile attrezzo di lavoro contadino, in verità è stata artefice di una vera rivoluzione alimentare. Ha permesso secoli fa di aumentare considerevolmente il foraggio a disposizione per i capi di bestiame e di poterne quindi aumentare il numero.
Lasciamo comunque le suggestioni. Perché una persona sana di mente nel 2009 dovrebbe riscoprire l’antica arte di tagliare il prato a mano anziché con un comodo rasaerba?
A me vengono in mente decine di motivi, ma partirei dal principale. Il silenzio e il profumo d’erba.
Il suono della cud che affila la lama è poesia.
Non voglio arrivare a imitare Mauro Corona che a fine giornata si beve il rimanente nel portacud, affermando che rimangono tutte le essenze delle erbe e quindi del lavoro della giornata.
Ma comunque è una bella soddisfazione, quando vedi tutte le andane in fila in forma geometrica, che disegnano il tuo prato e ti ricordi la seconda facile col trifoglio e invece la terza con la gramigna ti ha fatto sudare.
Certo non potrete avere un giardino all’inglese con monocultura, sarà un prato garante di biodiversità, che conoscerete passo a passo.
Le prime volte vi farà male la schiena e tutte le prime primavere, ma risparmierete di pagare la palestra.
In ultimo l’erba la do ad Agostino che ci alimenta i conigli, non devo neppure preoccuparmi di portarla all’isola ……ecologica!

_Animazione bambini e L’Oropa’09 dei ragazzi_

Bambini 0-3 anni
Ricordiamo ai genitori dei più piccoli di portare alcuni materiali e giochi utili per organizzare l’angolo dei più piccoli.

Bambini
La cooperativa “Ideando – cooperativa di animazione socio – educatuiva” di Novara si occuperà dell’animazione dei bambini da 4 a 12 anni. I momenti di animazione saranno alternati a momenti laboratoriali, anche con la partecipazione alla piccola falegnameria di Gino Chabod.
Ideando ci ha inviato questi appunti sulle attività previste: I bambini/ragazzi, divisi in tre gruppi per fasce d’età, saranno coinvolti dagli animatori in momenti laboratoriali (con la storia di Mago Linguaggio) e in momenti di gioco.
L’idea è che in ogni giornata si sviluppi il senso di una parola significativa.
Il giovedì sarà dedicato maggiormente all’accoglienza e alla conoscenza.
Venerdì: la parola è RETE, Sabato: la parola è CAMBIAMENTO, Domenica: la parola è SPERANZA
Si ragionerà con i bambini su queste parole, attraverso il racconto di una storia, laboratori manuali e giochi.
Per le attività invitiamo ogni bambino/ragazzo a portare una fotografia.

L’Oropa ’09 dei ragazzi_avete più di 13 anni?
Inviatiamo tutti i ragazzi a inviarci i loro suggerimenti e commenti sulle proposte del programma anticipate nella scorsa Lettera Mensile.

_Note organizzative_

_ Interessante per gli amici del Centro e Sud Italia | Ricordiamo che quest’anno abbiamo attivato la possibilità di accedere alla cassa compensazione viaggi per chi deve affrontare un lungo spstamento per arrivare all’Incontro Nazionale.

_ Per chi volesse integrare il periodo di permanenza, anticipandolo o prolungandolo, viene garantito lo stesso trattamento – scrivete a bdg.incontroannuale(AT)gmail.come sarà verificata la disponibilità della vostra stanza.

_ Speciale Giovani 18-30 anni, per agevolare la presenza dei giovani abbiamo pensato di ridurre le spese: la quota d’iscrizione sarà di 10 euro contro i 30 per gli adulti delle famiglie. Ci sarà anche la possibilità di alloggiare in tenda, condividendo con tutti i momenti dei pranzi.

_Errata corrige_
della scheda di iscrizione allegata alla lettera di maggio _

Nella lettera di iscrizione all’IA’09 presente nella lettera di maggio,alla voce ‘partecipiamo a tutti i quattro giorni con pensione completa’ Sostituire con ‘partecipiamo a tutti i tre giorni effettivi con spesa giornaliera per il vitto di 21 euro/cad adulti e 18 euro/cad bambini dai 2 anni’

_Stiamo lavorando per voi_

Nel mese di giugno abbiamo:
.Preparata e spedita la Lettera Mensile di giugno
..Risposto alle mail
…Seguita la preparazione dell’Incontro Annuale
….Seguito il rapporto con gli Sbilanciati civili di Venezia
…..Presentazione al Marghera Village dell’AltraCard
……Presentazione dell’AltraCard a Reggio Emilia

Rubriche

focus&link

Alcuni indirizzi per conoscere meglio il territorio biellese

* www.atapspa.it _ trasporto pubblico del biellese
* trekking.biella outdoor.it/gtb/itinerario _ trekking la grande traversata del biellese
* www.daymonsnaturalerbe.it _ la cosmesi eco-compatibile, da trent’anni a Torino, si apre ora al commercio equo
* www.gboropa.it _ Giardino Botanico Centro Studi WWF-Oropa
* www.osservatoriodioropa.it _ Osservatorio meteorologico di Oropa
* www.funivieoropa.it _ funivie Oropa
*www.santuariodioropa.it_ santuario di Oropa

La natura non è solo da capire e rispettare,
ma è una madre da amare.
una madre che ne sa più di noi,
una vecchia ragazza emancipata,
una madre che ci sorride, ci coccola, ci vizia,
ma ci rimprovera anche.
La natura è una sorella, come l’acqua,
è un fratello indispensabile come l’ossigeno
e l’aria e il vento che spazza via lo sporco
e ci porta antichi odori e nuove brezze mattutine.
La natura è una madre che nel suo grande utero buono
conserva tutti i suoi figli,
quelli nati e pure quelli morti,
per regalarceli quando noi glieli chiediamo.
E’ la donna più bella che ci sia,
la più affascinante e più ammaliante.
E’ bella se è acqua e sapone, se è pura semplicità,
solo se ci stupiremo ogni momento
per la sua magnitudine
e per tutto il suo splendore,
solo allora la sua bellezza ci salverà.

Giuliana Martirani
da La Cività della Tenerezza