Giugno 2002

BILANCI DI GIUSTIZIA

LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA BILANCI DI GIUSTIZIA

N° 68 – GIUGNO 2002

APPUNTAMENTO PER TUTTI A COLLE DON BOSCO

Questo incontro nazionale sarà molto particolare.

Il cambiamento di questa economia, di questa politica, di questa chiesa, siamo convinti che debba avvenire “dal basso”.

Per questo abbiamo pensato ad un convegno che non avrà relazioni e maestri, ma che sarà un incontro-scambio fra persone che in tutta Italia stanno animando comunità di Resistenza a partire dalla vita quotidiana.

Gli spazi per questi scambi saranno i laboratori dove, su temi molto specifici, ci daremo vicendevolmente “l’arte del vivere” che ognuno di noi possiede.

Questo è il nostro modo per dar forza alla costruzione della Rete di Lilliput.

Ed è il nostro modo per far sì che il passaggio di Alex Zanotelli in questi mesi nelle nostre città, possa dare frutti di realtà nuove che nascono e si irrobustiscono per costruire la vera alternativa all’impero del mercato.

In questo incontro lanceremo l’impegno che i promotori hanno deciso di proporre ai bilancisti per il prossimo anno: il rilancio e il ripensamento di una finanza etica che sia gestita dal basso, che sia radicata e gestita nel territorio, che sia a reale e totale servizio delle realtà economiche nuove, alternative a questo sistema, che stanno nascendo.

Per tutti questi motivi chiedo a tutti di dare priorità a questa occasione preziosa.

Aspettiamo a MagVenezia le vostre iscrizioni entro il 20 Luglio.

Col vivo desiderio di rivedere i vostri volti e di abbracciarvi forte, vi penso uno ad uno con grande affetto.

 Don Gianni Fazzini

 Carovana della pace

Prepariamoci per tempo agli appuntamenti che ci attendono alla fine dell’estate. Nel 2000 i Comboniani avevano organizzato la carovana del “Giubileo degli oppressi”, le proposte finali che aveva rivolto ai partecipanti, “assumere nuovi stili di vita per modificare l’economia che uccide per inaugurare un millennio senza esclusi”, sono proprio le considerazioni da cui si è avviata la nostra operazione. Quest’anno il tema proposto è: ”La pace nelle nostre mani: non solo utopia – Giustizia e riconciliazione: storie senza confini”. Dal 5 al 14 settembre la carovana si snoderà tra Verona, Trento, Mestre, Milano, Genova, Firenze, Terracina (LT), Molfetta (BA) e Pesaro, il 15 settembre si concluderà a Bologna. Nelle varie tappe sarà possibile incontrare i testimoni: p. Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, mons. Gian Carlo Bregantini, Enzo Biagi, Gian Carlo Caselli, Valdênia Aparecida Paulino, mons. Raffaele Nogaro, mons. Luigi Bettazzi. A Bologna ci sarà una tavola rotonda sugli spunti offerti dalla carovana tra Gian Carlo Caselli, Enzo Biagi e mons. Luigi Bettazzi. Nel pomeriggio dibattito “Dove eravamo rimasti?… e l’utopia?” tra p. Alex Zanotelli e Beppe Grillo. Tutte le informazioni (e gli aggiornamenti) si possono trovare sul sito: http://digilander.iol.it/giovaniemissione/pacenellemanihome.htm

 Bilanci in sicilia: finalmente!

Sta nascendo il primo gruppo dei Bilanci in Sicilia,

Esperienze

OSSERVAZIONI 

 In questo mese di aprile si sono aperti due orizzonti molto ampi per quanto riguarda il mio stile e le mie scelte di vita. Dal primo di aprile non ho piú la patente di guida, o meglio, ce l’ho ma non l’ho rinnovata. È stata una scelta che rientra in un percorso, chiaramente. Da quando ho preso la patente, o meglio, partiamo da prima. Io ho preso la patente perché i miei genitori, sopratutto mio padre, mi hanno spinto a imparare a guidare e a fare gli esami di guida. Non mi sono mai sentito motivato nè propenso a gestire mezzi di trasporto con motore, sia perché ho avuto sempre abitudini di movimento, mi è sempre piaciuto camminare, passeggiare, stare all’aria aperta, correre, insomma, liberare l’energia in modo naturale. All’etá di diciotto anni, come per tutti i riti di iniziazione occidentali (prima comunione, cresima, esami di scuola) arrivai di fronte alla possibilitá di dover imparare a guidare l’automobile. Mio padre mi inizió a pressare sull’importanza della patente e della capacitá di guidare l’automobile, si sforzó per “INSEGNARMI” a guidare, fui bocciato due volte ai quiz, mio padre rinnovó la domanda, in un mattino nevoso, col raffreddore addosso e con qualche reminiscenza di due mesi prima, andai a Enna e fui PROMOSSO. .Due mesi dopo presi un aereo da Milano per venire in Sicilia a fare la prova pratica, c’era mia madre accanto a me, il “tecnico” neanche guardó dove andavo e come guidavo, scriveva qualcosa su una cartelletta, fui PROMOSSO. Anzi fui AMMESSO a urilizzare in pieno stile DEMOCRATICO l’arma piú potente e dannosa della storia dell’umanitá: l’automobile! O meglio, “l’invenzione piú disastrosa della storia dell’umanitá”(Dopo l’automobile, Colin Ward, ELEUTHÈRA)

Per farla breve, la mia maturazione e la mia natura mi hanno portato a utilizzare l’automobile come mezzo privato ben poche volte in questi dieci anni. Nell’ultimo anno, da quando potenzialmente la usavo in senso privato, l’ho utilizzata circa 50 volte, due volte delle quali mi sono costate (UN INCIDENTE e una multa) circa 600 €. Queste sono solo punte di un iceberg. Non parlo di altri aspetti che potrebbero essere approfonditi con maggior rigore.

ALTRO INVESTIMENTO IMPORTANTE

Insieme a mia sorella stiamo comprando una casa in campagna, con relativi progetti di abitarci almeno nei periodi da maggio o ottobre, in piú sto imparando a dare l’orto. Nelle spese per “attrezzi di lavoro” del Bilancio di aprile rientrano le arnie, le api e altri accessori per produre miele, totale: 400 € circa.

Angelo –  Enna

 alex ci invita alla riflessione

Vogliamo proporvi l’intervento che p. Alex Zanotelli ha tenuto alla riunione referenti del 18 maggio 2002 sul Cap. 13 dell’Apocalisse. Ci sembrava molto ricca di spunti e per questo volevamo che diventasse patrimonio comune offerto alla riflessione di tutti.

Buongiorno, innanzitutto benvenuti a questo momento di riflessione e grazie per questo invito, per la possibilità di stare con voi. Penso che l’esperienza come quella di Bilanci sia molto importante soprattutto per questo momento difficile che viviamo e un grazie a voi per la resistenza che avete tutti quanti, perché state aprendo strade nuove. Questo è molto bello. Io vi ho sentiti molto vicini da Korogocho e quello che mi è sembrato più importante è spendere un momento con voi, oggi, per condividere un po’ quello che i poveri mi hanno insegnato. E abbiamo pensato di iniziare con una Parola, Apocalisse cap 13 e questo per i credenti è un testo che può essere Parola, per i non credenti è un testo altrettanto importante perché è una maniera per capire come leggere la realtà e poi uno può partire dalla Parola, uno può partire dai Valori ma poi il risultato è lo stesso se si è onesti. Importante è la Realtà. Tenteremo adesso di aiutarci insieme a leggere questo testo, per  poi capire che cosa significa oggi, come leggere la realtà oggi che ci sta attorno. Poi l’idea sarebbe stata quella di tentare alla fine di celebrare, ritengo che spesso quando ci si incontra ci diciamo tante cose ma rimangono, più che altro parole. Rimangono cose che entrano nel cervello ma c’è poco spazio, molto spesso, per celebrare. Penso che sia fondamentale celebrare, che sia la Messa per i credenti,  che può essere una maniera di celebrare (purtroppo spesso anche la Messa è diventata rito, non è celebrazione), o un qualcosa che ci inventiamo noi, in cui esprimere effettivamente che voi state facendo un cammino: è importante il celebrare questo cammino. Se guardate l’Apocalisse è piena di celebrazioni, sono le celebrazioni delle piccole comunità che celebravano la loro resistenza e penso sia importante anche per voi trovare vie per celebrare la vostra resistenza. Vedremo poi che cosa potrà essere questo momento celebrativo finale, col massimo rispetto per tutti, per le fedi o non fedi di ognuno di noi.

Proviamo a leggere il testo del cap 13 dell’Apocalisse, poi incominciamo a guardarci dentro.

(lettura del cap 13 dell’Apocalisse)

Quando voi vi accostate ad un testo del genere chiaramente pensate “Cosa significa questa roba?”. La  letteratura apocalittica è un genere letterario. Per accostarci a questo dobbiamo capire alcune cose: le ricerche di oggi sempre più chiare, ricerche bibliche, storiche stabiliscono che il genere apocalittico, nasce quando finisce la profezia in Israele. Praticamente la profezia in Israele finisce con il crollo di Gerusalemme nel 538 col ritorno dall’esilio, quando Gerusalemme incomincia ormai a vivere sotto l’impero, vari imperi, l’impero persiano, l’impero greco, l’impero romano… nasce l’apocalittica, che è un’altra forma di profezia. Ma se la profezia prima classica era un parlare dritto a un re, un sacerdote, a un popolo, il fatto che tu vivi sotto l’impero non c’è più un riferimento, non puoi parlare direttamente all’imperatore, è diverso. Cambia tutto il contesto, ma cambia il contesto anche dal di dentro dell’esperienza religiosa, in cui per la prima volta, se prima Dio aveva dei sogni per Israele, che fosse come popolo società alternativa all’impero, adesso si sentono sotto l’impero. E quindi l’apocalittica è animazione profetica delle comunità di resistenza, sotto i differenti imperi. È molto importante questo perché molto spesso, anche oggi una delle domande che spesso fate sull’America Latina: che negli anni ‘60 e ‘70 c’era molta profezia, oggi le chiese dell’America Latina sembrano essere molto meno profetiche. Questo può essere vero e può non essere vero, penso che la profezia la puoi avere in certi momenti, in certi altri forse l’apocalittica, cioè profezia che è animazione delle comunità di resistenza da di dentro dell’impero, può essere altrettanto profetica quanto il fare profezia, cioè il dire una Parola, e almeno questo è quello che è avvenuto dentro Israele. L’apocalittica va praticamente dal dopo esilio quindi verso il 500 fino alla fine del primo secolo dopo Cristo, sono 600 anni in cui la letteratura apocalittica si è sviluppata. Israele è sotto i vari imperi e l’apocalittica è profezia per aiutare la comunità, ma soprattutto le comunità di resistenza, a resistere all’impero. Notate una cosa, che se la profezia era diretta ed era chiara, l’apocalittica usa un codice, Daniele è un caso classico, ma anche l’Apocalisse nel Nuovo Testamento. Cosa vuol dire utilizzare il codice? Vuol dire che tu parli come parlano…non so, la polizia o l’esercito, manda codici, se tu non hai il significato delle dichiarazioni non capisci nulla ed è così che parlano quando trasmettono i messaggi; i brigatisti l’hanno usato, mandavano le letterine: “porta questa lettera al leone, il quale ti porterà dalla pantera”, ma se voi non sapevate chi era il leone e che era la pantera, non capite nulla. È chiaro che questa gente che usa l’apocalittica ha dovuto usare questo codice perché se questa letteratura fosse caduta nelle mani della polizia segreta romana non ci avrebbe capito nulla. Se la polizia segreta romana avesse scoperto quello che le prime comunità cristiane pensavano, non tutte, ma sappiamo certamente queste comunità apocalittiche, che erano per certo le comunità giovannee da cui nasce l’apocalittica, queste comunità e tutta l’esperienza cristiana rischiavano di essere totalmente distrutte da Roma. Ecco perché devono usare il codice, ed ecco perché è così difficile capirla. Chiaramente poi l’apocalittica è stato usato dalle Chiese perché pensavano che fosse la predizione del futuro: assolutamente no, è l’analisi dell’impero, quindi ci è mancato per lunghissimo tempo. Già al II secolo c’è gente che non la capisce più, nel II secolo dopo Cristo avevano già perso le chiavi di volta per capire questo testo. Per cui dopo è stato usato in mille maniere, e quello che è il testo forse più rivoluzionario del Nuovo Testamento, ebbene, è venuto a mancare come componente essenziale dell’esperienza cristiana. Quindi è importante capire che è codice, che è letteratura scritta per animare comunità, e le comunità che anima questo profeta sono le 7 comunità a cui scrive questo testo. E il profeta è molto duro con le comunità e la durezza del profeta è perché ha paura che le comunità stiano scendendo a compromessi con l’impero, stiano adottando l’ethos, l’etica imperiale e abbandonando quello che è l’alternatività dell’esperienza cristiana. Il profeta non ha paura della persecuzione, lo vedete anche dal testo adesso, ha paura del tradimento, ha paura che le comunità, invece di essere termostato si trasformino in termometro della società romana. Ritorneremo un attimo dopo su questi discorsi, proviamo a dare uno sguardo al testo, notate che è molto importante per voi questo discorso perché è esattamente per questo che è stata scritta l’Apocalisse. E’ l’esortazione alle comunità cristiane che erano nate come alternativa all’impero, alternativa in campo economico, in campo politico, in campo sociale, in campo culturale. Il monito con l’Apocalisse è: stanno cedendo, si stanno adattando. Ed ecco allora l’animazione della comunità, ed ecco l’importanza anche per voi. Di questo poi ne vedremo alcune conseguenze. Proviamo a dare uno sguardo a questo cap. 13 che è il cuore dell’Apocalisse. Il 12 e 13 sono due capitoli estremamente importanti: l’Apocalisse è un gioiello letterario in cui è tutto incastrato letterariamente. ricordiamoci che il capitolo dopo quelle che sono le piaghe, il cap dopo la sesta tromba, il quinta e sesta tromba è essenzialmente il militarismo dell’impero, non suona la settima tromba. Invece c’è questa visione, questo enorme angelo che ha questo libretto e il profeta gli da’ da mangiare, questo profeta che mangia il libro, che deve far suo il libro, gli ha detto: “Devi profetizzare, profetizzare davanti a popoli, nazioni e re”. È una profezia pubblica, ed è una profezia politica. Da qui si passa ai due testimoni, che è la stessa cosa del profeta, ma raccontata nel contesto e due testimoni perché è comunitaria la profezia, e quello che il profeta ricorda alla Chiesa è che l’unico ruolo che ha e l’unica maniera per convertire l‘impero è la profezia. Ed è così che entra poi nel cap 12, la grande visione della donna che è l’archetipo, in tutti i sensi e il drago, l’altro archetipo, l’archetipo del male come la Donna del bene, della speranza messianica o del demoniaco, dentro la realtà. Ed è in questo contesto che finisce il 12 con il drago che si apposta sulla spiaggia del mare. Il mare è il mar Mediterraneo. Davanti a questo drago che è la personificazione del male esce questa bestia: attenzione, notate che la prima cosa che vi viene detta è:

“Vidi”

mentre nella profezia la parola importante è parola, parla, di’, nell’apocalittica è il vedere, perché è aprire gli occhi, è leggere l’impero per quello che è. Noi ne vediamo il fasto, la bellezza, leggi, guarda dentro, vidi che ritorna in continuità è la parola fondamentale  dell’apocalittica, vidi

“vidi salire dal mare “

veramente è il mare Mediterraneo per il profeta, ma il mare ricordiamoci per la tradizione biblica è la personificazione del male, per gli ebrei, ma qui è ancora di più, certamente per l’apocalittica, il mare del commercio, della prosperità

“vidi salire dal mare una bestia “

vedremo dopo cos’è questa bestia. Una bestia che ha dieci corna. Il corno è il simbolo del potere, dieci è il numero perfetto per l’aspetto biblico, quindi questa bestia ha un potere totale, totalizzante. E ha sette teste, è un mostro, sette è il numero perfetto per il mondo biblico, è, diremo noi, demoniacamente perfetto se volete. Sette teste vi sarà detto nel cap. 17 che sono sette imperatori ma vale anche di più. Dietro chiaramente, per le comunità di ascolto, risuonavano i sette colli di Roma, erano tutte lampadine che si accendevano, veramente. Sulle corna, su questi dieci corna, dieci diademi, il diadema è simbolo di potere imperiale quindi non solo potere, ma potere imperiale totale e su ciascuna testa, delle sette teste, un titolo blasfemo, bestemmia. La bestemmia la vedremo adesso, perché il profeta pensa che questa bestia bestemmi, che cos’è la bestemmia? La bestia, non vi ho ancora detto cos’è la bestia, ci arriviamo adesso.

“La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone.”

Qui ci vuole immaginazione, ma non è questione di immaginazione, è questione che il profeta non inventa nulla di nuovo, non fa altro che riprendere il cap VII di Daniele e tradurlo per l’oggi. In Daniele cos’è che aveva visto? altro libro apocalittico, è scritto non come dice Daniele, Daniele si mette nel tempo di Babilonia, è scritto nel 165 durante la persecuzione fatta da Antioco IV, è un re greco siamo nell’impero greco, dopo Alessandro il Grande, e questo imperatore Antioco IV vuole imporre la cultura greca sul popolo ebraico. Daniele è scritto come libro di resistenza alle comunità di resistenza ebraiche che dicono no ad Antioco IV, ma non accettano la sfida militare dei Maccabei in questo punto c’è la ribellione militare, Daniele dice: “È piccola cosa”. Chiama a un altro tipo di resistenza. Nel cap VII Daniele, a cui questo testo si ispira, anche lui Vidi, che cosa? Il mare, enorme, il mare della storia, in tempesta, e da questo mare escono quattro enormi bestioni, uno simile a un leone, uno simile a un orso, uno simile a una pantera e la quarta è una bestia talmente orribile che di peggio non ce ne può essere. Sono i quattro imperi, per Daniele, l’impero babilonese, l’impero medo, che non è mai esistito se non nella mente di Daniele, l’impero persiano e l’impero greco, sotto cui il profeta sta scrivendo. Notate che usa, ecco perché qui il profeta dell’apocalittica vi usa

La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone

vi ripete i tre imperi di prima, per dirvi che cosa? Che l’impero attuale sotto cui il profeta vive è la bestia delle bestie, e quindi tutto quello che Daniele aveva detto sugli imperi di prima che sono tutti, sono tutte bestie questo diventa ancora più forte sotto Roma, Roma è la bestia delle bestie. È chiaro che la bestia è Roma, il potere politico romano, ma per favore notate una cosa, la bestia non è Roma, è importante questo, mai identificare qualcosa, mai demonizzare una realtà, alla fine questo è il messaggio. Nel cap 17 la prostituta che è Roma, la grande prostituta che si prostituisce con tutti i popoli della terra, Roma, cavalcherà la bestia, la bestia porta la prostituta, ma la bestia poi si alleerà con i re della terra per uccidere la prostituta, e la bestia cavalca nella Storia. È un genio chi ha scritto l’Apocalisse, un genio effettivamente anche nel cogliere le cose, non è molto bello questo il differenziare Roma dalla bestia, ma la bestia adesso, Roma è personificata da questa bestia. Notate una cosa il drago, che prima il cap 12 finiva con questo drago, il drago, da dove viene l’immagine del drago? viene da Isaia ed è espressa per chi? L’immagine è l’immagine del coccodrillo che rappresenta l’impero faraonico, l’Egitto, che poi diventa il Leviatano, il grande mostro marino, che trovate in Giobbe che è trasformato poi in un giocattolo da Dio, il delfino con cui gioca, eccolo il passaggio dal Leviatano al delfino, ma sono i mostri marini, ma parte dal coccodrillo, essenzialmente. Questo essere che è mezzo serpente che per Isaia è il simbolo dell’Egitto, dell’impero faraonico, che poi diventa, assume tutta la, se volete, la immagine dei grandi imperi, è il drago, è chiaro che il drago qui rappresenta la forza demoniaca, ma di nuovo, per favore, state attenti a non demonizzare nulla, non si sa se alla fine, sarebbe una grande domanda da porre: l’impero è convertibile o no? Una domanda è come dire la globalizzazione può essere positiva o negativa? cioè ogni fenomeno umano dipende da come lo usate, se lo usate male, ecco l’aspetto demoniaco, se lo usate bene ecco l’aspetto della trascendenza, l’aspetto angelico se volete. Ma è questione di come usate le cose, quindi quello che al profeta sta a cuore è il condannare una realtà , ma non perché l’economia, o lo stato, o qualcosa siano cattivi in sé, siamo noi che li trasformiamo in. L’impero però non so se è redimibile, perché l’impero in sé vuol dire una economia di opulenza, che vi domanda una politica di oppressione, che vi domanda una religione dove Dio è prigioniero del sistema. Quindi non sto a discriminare, ma il drago rappresenta se volete la potenza demoniaca anche qui per favore bando ad equivoci. Quando parliamo così, io personalmente, ma son tantissimi oggi, io non riesco a credere nel demoniaco personalizzato, nei diavolini, con i quattro corni di cui abbiamo tutti un’idea, il demoniaco esiste però, guardate che se voi pensate di sbarazzarvi del demoniaco fate un male grandissimo all’umanità. E sembra che era Solgenitiz che ha detto che nel XX secolo i demoni pur si sono scatenati, è vero, ma perché proprio abbiamo preso il demoniaco abbastanza, il demoniaco è quando voi trasformate realtà che sono intese per il bene, le trasformate e le utilizzate per il male, e allora diventa struttura, cioè il male personale voi sapete quanto è duro, quando diventa struttura, diventa impero, diventa davvero demoniaco e vedete quello che succede. Quindi è questa l’immagine del drago che sta dietro. Il drago diede alla bestia la sua forza il suo trono e la sua potestà grande. Questo è un giudizio su Roma devastante, è come se voi vi presentaste a Roma e dire che il potere politico di Berlusconi è demoniaco, provate a presentarvi davanti a Roma a dire robe del genere davanti a Cesare, dove Cesare è tutto, è la personificazione, se volete, dell’impero e di dio e capite subito che razza di giudizio è espresso su Roma. Giudizio tranciante. E vedremo dopo il perché di questo giudizio, perché è una delle grandi domande, come ha fatto un profeta a leggere Roma così. Notate che non siamo nell’età della decadenza, l’Apocalisse è scritto verso l’anno 100, è l’anno d’oro dell’impero. Sono gli anni della prosperità romana, ha portato la pace, il commercio, la legge, tutto, mai il mondo aveva visto un impero così vasto, così bello, così splendido, mai. Come fa un profeta […] è una delle grandi domande che si pongono, quarant’anni di distanza da qui, chi è che scriveva le vostre poesie che vi leggete nelle vostre scuole? Virgilio, le sviolinate ad Augusto, all’Impero […] l’Eneide a vedere che roba, è il poema di Roma per eccellenza ma guardate che in campo cristiano non è mica così. Sant’Agostino che muore nel 430, mentre i barbari stanno arrivando, e vede Roma crollare ha un’angoscia tale dentro che deve scrivere il “De civitate Dei” per rendersi conto del perché Roma stia crollando. L’Apocalisse nell’anno 100: “È caduta Babilonia, gioite o cieli!” perché della differenza di lettura? Ma allora vedete quanto è importante da dove leggete la realtà. Se voi leggete Washington da Washington, è chiaro all’ombra della Casa Bianca sui verdi giardini, tappeti è chiaro che leggerete sviolinando a Bush o a Clinton o a chi volete voi. Se leggete l’impero americano dal Guatemala, dal Salvador avrete un’altra lettura dell’impero, ma è la stessa cosa. Per cui vedete che il contesto in cui leggete e da che parte state quando leggete una realtà è altrettanto importante del, non c’è lettura neutrale, non esiste è una balla nostra, anche la storiografia, o l’esegesi biblica neutrale, ma non esiste. Un testo come questo letto, oggi in Italia o letto a Korogocho, voglio dire due cose diverse. Quindi è importante questo ma è un giudizio durissimo che il profeta fa su Roma. Poi dice

Una delle sue teste delle sette teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.

non è ancora chiaro, il codice ci sfugge. Potrebbe essere una delle sette teste che sono i sette imperatori che non sappiamo ancora chi siano poi questi sette imperatori, come dice l’Apocalisse. Può darsi che si riferisca a Nerone che è una delle bestie più dure con cui ce l’ha l’Apocalisse. L’imperatore Nerone aveva tentato il suicidio, con la spada, ma era guarito, l’avevano salvato alla fine. Può darsi che sia un riferimento a questo, non lo sappiamo. Può darsi che sia un riferimento che la bestia sembra sempre morire ma guarisce, è difficile dirlo. Ma sta di fatto che una delle sue teste sembrò colpita a morte ma la sua piaga mortale fu guarita poi guardate la definizione dell’impero, è bellissima,

la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”

Qui capite la bestemmia. Perché Roma bestemmia? Perché Roma bestemmia? Su ogni c’è una bestemmia qui da leggere. Queste sono immagini che sono usate di solito per Dio, chi è simile? Chi può combattere? Dio. Il problema che il profeta vede in Roma è che si fa Dio [Non perché lí sta il potere], a Roma eterna, titolo essenziale di Roma, una bestemmia. Ecco la bestemmia di Roma, [chi ce lo da’ il potere], un potere poi totalizzante come quello romano. Ma notate che tutta la terra gli va dietro, tutta! Piccoli e grandi, ricchi e poveri, dirà l’Apocalisse dopo, schiavi e liberi. L’abbaglio, l’abbaglio dell’impero.

Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio (le avete viste sopra) e bestemmie, […] con il potere di agire per quarantadue mesi.

Che fa quanti anni? Tre e mezzo. E tre e mezzo è metà di sette, sette è numero perfetto tre e mezzo è un numero imperfetto è il tempo della persecuzione. La profezia, il profeta scrive per le comunità perseguitate, la bestia vi sta perseguitando ma è per un periodo limitato, è il momento della imperfezione, non preoccupatevi, siete nelle mani di Dio.

Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano il cielo.

Notate che il cielo non è il cielo, per l’apocalittica è la trascendenza, son coloro che si oppongono alla bestia, son le comunità alternative, che sono celesti, perché non sono dell’impero.

Le fu permesso di far guerra

notate che una delle parole che ritorna in continuità le fu permesso, le fu permesso, le fu permesso, da chi? Certamente da Dio, ma c’è sotto un qualcosa di molto piùgrosso, facilmente. Chi è che permette alla bestia di governare? Siamo noi, le fu permesso, le fu permesso,

Le fu permesso di far guerra contro i santi

i santi non sono i santi quelli canonizzati, i santi sono i cristiani, i membri delle piccole comunità cristiane, a cui l‘Apocalisse è scritta. Quindi la bestia fa guerra contro le piccole comunità e ha il potere di vincerli, molto bello. La fede non ti tira fuori dalla Storia, la bestia stravince. È come l’elefante che fa così col piede, proprio è talmente potente Roma che le comunità si sentono talmente impotenti davanti allo strapotere romano.

le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione

è il potere totale, è Roma. L’adorarono tutti, notate il culto dell’imperatore, oggi sembrava prima davvero, si riconosce dagli storici che era entrato. Roma. Per Roma era fondamentale, permetteva tutte le religioni, però purché Roma fosse Roma, la Roma eterna personificata da Cesare, deus et dominus, titolo di Domiziano che è la stessa professione di fede in Giovanni per Gesù noi l’abbiam trasformato in Domino ma è tutta una scelta di alternatività

L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello

coloro che son scritti in quel libro sono i resistenti. Che non son soltanto per l’apocalittica, e qui è molto bello per un credente e non, la resistenza non è fatta nell’apocalittica solo dalle piccole comunità cristiane, assolutamente. Cap VII avete i 144000 che sono i membri delle piccole comunità cristiane, ma avete la moltitudine immensa che passa attraverso la grande tribolazione, la stessa cosa alla fine dell’Apocalisse quando vidi nuovi cieli e nuova terra, sono i popoli che vengono, i popoli, quali popoli? Coloro che non accettano la via dell’impero, che hanno valori altri da quello che l’impero promuove. Quindi è molto importante nelll’apocalittica questa visione anche molto universalistica delle cose. Poi il profeta parla adesso alle comunità

Chi ha orecchi, ascolti:

la dinamica sapienziale è estremamente importante nell’apocalittica, orecchie e parla alle piccole comunità. Ha due proverbi

colui che deve andare in prigionia,

andrà in prigionia;

colui che deve essere ucciso di spada

di spada sarà ucciso

non sia ucciso, la traduzione non è bella qui, colui che deve essere ucciso di spada, di spada sarà ucciso. È chiaro quello che il profeta dice alle comunità, ragazzi miei dice guardate che se questa è l’analisi che facciamo di Roma, cos’è che ci aspetta? Prigionia o decapitazione, la spada romana. No, non ci si scappa è il martirio, volete fare queste analisi? sappiate quello che vi aspetta. E il monito finale, in questo è la capacità dell’essere mandati in esilio o in prigionia o dell’essere uccisi

sta la costanza e la fede

fides è la parola fondamentale romana, che Paolo usa, molto facilmente anche in Paolo c’è una dimensione politica che ci dimentichiamo. È la fedeltà di Roma ai suoi sudditi, ma che fedeltà di Roma ai suoi sudditi, c’è un qualcosa d’altro dice il profeta è nella resistenza a Roma che voi comunità alternative mostrerete la vostra fede e la vostra costanza. Questa è la prima bestia, è chiaro che sta parlando in chiave politica. È l’impero, è Roma. […] da questa bestia con tutto il suo strapotere. Poi il profeta mette una seconda bestia che a volte chiama bestia, a volte chiama il falso profeta, nessuna differenza. Questo è molto più complicato ma estremamente importante per noi oggi

Vidi

di nuovo, di nuovo cosa? Vedere l’aveva già usato prima due volte, vidi ritorna, è l’invito alla comunità a vedere il profeta è stato invitato: Sali quassù, guarda”  gli è stato detto da Dio è la lettura dal di fuori dell’impero, Vidi ma stavolta

vidi salire dalla terra

la prima bestia saliva dal mare, la terra in chiave biblica è buona, è neutro se volete, quindi è differente dalla prima bestia,

un’altra bestia,

ma anche questa è bestia

che aveva due corna,

la prima ne aveva dieci,

simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.

Ricordate l’immagine di Gesù: “vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”, ma è la stessa cosa, il linguaggio di Gesù era codice, Gesù ha usato moltissimo l’apocalittica perché sapeva molto bene dove viveva e che cosa significava. Quindi notate non ha grandi poteri, solo due corna non è come la prima, però estremamente pericolosa, parla come un drago

Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza

quindi è totalmente funzionale al potere politico romano

e costringe

guardate il costringere

la terra e tutti i suoi abitanti

di solito quando usa abitanti l’apocalittica vuol dire che sono i membri dell’impero ad

adorare la prima bestia,

quindi la funzione della seconda bestia è funzionale alla prima per portare tutti alla dannazione

la cui ferita mortale era guarita

ritorna, ritorna costantemente una delle sette teste che era…

Operava grandi prodigi, (una bestia che fa prodigi, spettacoli), fino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

collega all’esperienza di Elia che ha fatto scendere dal cielo

Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso

le fu permesso, le fu permesso, continua questa roba

che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra

la seduzione, è quello che fa, notate che l’impero vi seduce, vi prende dentro, vi conquista dal di dentro, vi ammalia, la seduzione. Ed è questa seconda bestia che chiama il falso profeta che fa questo, sedusse

dicendo loro di erigere una statua alla bestia

è chiara la differenza dalla statua dell’imperatore davanti a cui si metteva il granellino di incenso, segno di fedeltà a Roma, eterna. Notate la statua è anche la statua di… nella Bibbia? Di…. Nabuccodonosor l’enorme statua eretta

{cfr Danile nel cap.2. Le fu permesso perfino di parlare, avete }

mai sentito parlare, come si chiama, degli oracoli delfici? quando andavano… Cesare che va e che domanda come andrà…[.] tutto questo po’ po’ di roba […] i meccanismi, fuochi di artificio, tutta una messa in scena, dei templi eccetera che era estremamente funzionale all’impero quindi che la statua parlasse e

potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

È chiaro che si riferisce alla resistenza cristiana e ai cristiani aderenti alle comunità che venivano perseguitate. Notate quando l’Apocalisse è scritta c’erano giá dei martiri, Pietro era già stato crocefisso, Paolo decapitato, almeno ne accenna uno ucciso nell’Apocalisse per la Parola, dice Giovanni. Già c’era questo dato di fatto. Il problema è chi è questa seconda bestia?……. Il vostro intuito…?

(risposte:) “la televisione”

no l’oggi lo vediamo dopo, no, no, qui nel contesto romano.

(risposte:) “la religiosità falsa”

non soltanto la religiosità falsa ma la religiosità, cioè l’uso che ha fatto Roma di tutte le religioni dell’impero, le ha accettate tutte, le ha strumentalizzate tutte purché… Roma fosse Roma, i pontifices maximi, i sommi pontefici, tutta questa roba, l’aristocrazia sacerdotale era funzionalissima all’impero. Guardate che questo è chiarissimamente è di una chiarezza sconvolgente qui la, questa seconda bestia, come il potere politico usa la religione e guardate che la religione cristiana è stata usata altrettanto dai differenti imperi per permettere la stessa cosa, guardate che è sconvolgente, ma provate a prendervi tutti i vostri esempi anche recenti, come le chiese sono state usate da destra e a manca sotto il fascismo, i patti lateranensi è servito a qualcosa… è talmente ovvio a cosa è servito, sotto il nazismo, come…come… guardate che è incredibile come ogni potere, perché le chiese sono troppo importanti, ogni uomo è religioso, io non ci credo più alle balle di: “io sono ateo”. L’ateismo in occidente è la via obbligatoria per arrivare al Dio vivo, perché devi sbarazzarti del dio dell’impero, non c’è altra via. Ma ogni uomo è essenzialmente religioso, ogni uomo è alla ricerca di capire “perché sono qui? ma che significa la mia vita?”, è quello che è una dimensione religiosa, ed è chiaro che ogni impero utilizza la religione per i suoi scopi, questo Roma l’ha fatto con una brillantezza. Tra l’altro per favore, notate che gli Stati Uniti stanno studiando Roma con una attenzione, tutti gli studi strategici dei grandi journals, di studi fatti all’università studiano con una accuratezza la Roma imperiale, incredibile e stanno imparando come Roma è arrivata al potere, come si è mantenuta al potere, come ha tenuto i barbari fuori, tutto questo è studiatissimo dagli Stati Uniti in questo momento, per dirvi quanto è importante anche in chiave nostra capire questo. Questo quindi le due bestie, l’impero che avete qui il potere politico romano e come ha utilizzato i templi, l’aristocrazia sacerdotale, la religiosità, in funzione dell’ideologia imperiale, Roma eterna, personificata nell’imperatore, deus et dominus il titolo dato a Domiziano sotto cui l’Apocalisse poi è scritta. Ci siamo fino a qui? La conclusione è forse una delle intuizioni più incredibili, io davvero a volte mi chiedo come il profeta abbia potuto…

Faceva sì che tutti,

tutti, guardatela bene

piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi

TUTTI

ricevessero un marchio

cos’è il marchio?

(risposte:) “Un segno di appartenenza”

A chi è che lo davano i romani?

(risposte:) “Agli schiavi”

ogni schiavo aveva un marchio, notate per favore che gli schiavi, quando parlate di Roma […] Roma imperiale gli studi di oggi andando indietro i calcoli ci danno 1.000.000 di abitanti, sulla Roma imperiale quando l’Apocalisse è  scritta 900.000 erano schiavi, 900.000 questo è l’impero il resto sono belle paroline che ci diciamo su, andate a vedere i grandi monumenti di Roma, ma chi è che li ha fatti? Mica li ha fatti i patrizi romani, quelli…, leggetevi, ed ecco dove il profeta vi legge la realtá, adesso ci arriveremo a quello. Ma qui diceva che ognuno di questi è marchiato, è il marchio come gli schiavi, sono schiavi dell’impero, ricevono il marchio

sulla mano destra

anche qui bisognerebbe, ma ci porta lontano, ogni cosa qui ha un suo significato

e sulla fronte;

e poi guardate quello che dice,

nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio,

ma è chiaro che il commercio, che tutta la prosperità è tale, tu fai i soldi in tanto quanto ti vendi all’impero. Non c’è altra via, non c’è. E guardate un profeta che è capace di vedere lo strettissimo legame fra economia e potere, è uno dei primi che ha…, oggi lo rovesceremo perché oggi è più importante l’economia dello stesso potere politico oggi. Qui vedete un profeta che è capace di intuire quanto è legato l’economia al potere. È un legame strettissimo e qui capite come le comunità di resistenza erano nei pasticci, perché una volta che le comunità cristiane avevano fatto una scelta alternativa tentavano anche una economia alternativa, una, notate bene che noi non ce ne accorgiamo oggi, perché pensiamo, pensiamo alla chiesa, come è questa la chiesa con queste…o Dio mio, è tutta un’altra cosa, le comunità, delle origini, chiamiamole del Nuovo Testamento, da Gesú a Paolo a queste giovannee, erano comunitá alternative, cioè tentavano di riprodurre il sogno di Dio: l’economia di uguaglianza, che vi domanda una politica di giustizia, che vi domanda…. è questo il grande sogno, e chiaramente se voi fate questo vi troverete… Ed ecco il problema del mangiare carni, qui guardate non è un problema morale, perché erano state sacrificate agli dei, era un problema che quello era il circuito commerciale, una volta che tu ci entravi, devi adattarti a tutto. Ecco perché Plinio dice che i cristiani erano odiatori del genere umano, perché chiaramente erano alternativa, perché erano visti come qualche cosa di…E qui la conclusione

Qui sta la sapienza.

notate prima ha detto chi ha orecchie ascolti, di nuovo il profeta si rivolge alla comunità, sapienza la chiama, poi dice

Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa

e la risposta che è data è duplice. Perché il numero della bestia? per capire, cos’è questa bestia, vengono date due, se volete due codici. Uno rappresenta un nome d’uomo secondo è il seiseisei. Sono stati scritti fiumi d’inchiostro per cercare di cogliere il codice di questa roba. A tutt’oggi non è che siamo al 100% sicuri. Ma direi che ormai quasi tutti son d’accordo nel dire che il profeta non dava chissà quale numero, essenzialmente vi dava il cuore di questa bestia. E davanti alla bestia talmente potente, talmente magica, e con le piccole comunità cristiane che vivevano sotto questo piede che le stava per schiacciare e avevano una paura boia, il messaggio del profeta alle comunità è uno: “Non abbiate paura della bestia, non è Dio, è solo un uomo. Non è Dio, ha solo un nome d’uomo” e facilmente il seiseisei è l’opposto del settesettesette il massimo della perfezione, settesettesette, seiseisei è il massimo dell’imperfezione, anche se Roma vi sembra chissà  chi, è solo un uomo. Passa come noi passiamo, è l’immagine dell’imperfezione, è talmente dal di dentro è talmente cosa da poco, è un messaggio di speranza. Può darsi che il seiseisei come la ferita colpita ma la sua piaga fu guarita, può darsi si riferisca a Nerone come il seiseisei. Sapete che gli Ebrei usavano moltissimo la letteratura biblica, il tradurre in codice i nomi utilizzando l’alfabeto ebraico. Siccome il sei è molto complicato per spiegarvi Nero Caesar come avviene, prendetevi il testo di Matteo che diventa molto più facile. Matteo parla di 14 14 14 generazioni, è una finzione letteraria, perché? Perché il cuore della genealogia di Matteo, di Gesù in Matteo è Davide, figlio di Davide, Davide nelle lettere ebraiche Dav w dav, dav nell’alfabeto ebraico ha il posto 4, w è al sesto, dav di nuovo da-ud, non c’è una u, sono tre consonanti solo quindi è la ripetizione di dav quindi 4, 6, 4 vi fa? 14 ed ecco il numero 14, la stessa cosa qui potrebbe valere per Nero Caesar in ebraico, la posizione delle lettere, nell’alfabeto ebraico, moltiplicato mi sembra che mettendoci uno zero dietro vi verrebbe fuori questo numero, è una supposizione ma molto facilmente il profeta dice semplicemente: guardate che questo grande bestione, la bestia delle bestie non è quello che voi pensate, è un uomo, non è Dio, è il massimo dell’imperfezione, non abbiate paura di Roma. E con questo…Ci siamo?

Vedo un po’ di…. non è facile, è chiaro che dovete avere il codice, se non capite il codice non capite nulla, è talmente ovvio. Ma la seconda domanda, grossa è: come ha fatto un profeta a scrivere una roba del genere alla fine del I secolo

(domanda:)“Il profeta è S. Giovanni?”

Altra domanda, lui dice che si chiama Giovanni un altro problema grosso è, nell’apocalittica di solito il profeta si copre di un nome famoso. Daniele era un famosissimo sapiente che era vissuto al tempo di Babilonia, ma il profeta che scrive nel 165 non era certo il Daniele di Babilonia, è molto facile questo profeta che stava lottando contro altri profeti nelle comunitá […] si sia dato il nome di Giovanni per darsi più forza nella tradizione giovannea, quindi è molto difficile anche rispondere a questa domanda. Certamente non è colui che ha scritto il quarto Vangelo, il greco è un altro greco, un’altra impostazione, peró viene da quelle comunitá giovannee, questo sì. La teologia […] tra l’altro è uscito adesso perché ho insistito da matti con la EMI han tradotto un testo, eccolo qui: “L’impero svelato” è uscito l’anno scorso è il meglio che ci sia in questo senso, ed è molto importante perché ci aiuta, adesso vedremo la traduzione adesso in un attimo. Guardate la domanda è ma come ha fatto quel profeta a leggere cosí, vedete, il problema del dove leggi la realtá è estremamente importante. Se tu leggi oggi l’impero da Arcore, da Arcore lo leggerai [dando aria] a Berlusconi, ma meglio di cosí che cosa vi aspettate, se lo leggi da Washington, se lo leggete invece leggete gli Stati Uniti dal Guatemala, dal Salvador, dal Nicaragua, son milioni di morti che hanno pagato per questo impero, è chiaro, sará un’altra lettura, leggetivi i testi di Cardenal sull’impero degli Stati Uniti. Ma è chiaro. Da dove legge questo profeta? Ma è chiaro che legge da Gesú la visione iniziale di Gesú risorto ma crocefisso, qui usa l’Agnello immolato, e sbaglia, guardate che le traduzioni son terribili a volte, non è immolato noi crediamo tutti all’immolazione di Gesú che si da’, ma che immolato Gesú ha cercato di non farsi immolare, fra l’altro, ha fatto di tutto fuggiva di notte, usciva da Gerusalemme, si nascondeva fuori, sapeva che lo stavano cercando. Qui la parola in greco è sgozzato, dovrebbe essere tradotto, sgozzato da chi? Da Roma, è trafitto dai chiodi dell’imperialismo romano e in questo si accomuna al popolo ebraico, mica è solo Gesú che fu crocefisso. Son migliaia e migliaia e migliaia gli ebrei, non romani sobillatori contro l’impero, Tito ne crocefiggeva 500 ebrei al giorno durante l’assedio di Gerusalemme che è durato un anno e mezzo. Proprio supremo…, proprio è il terrorismo miltare che Roma usava, lo stesso che gli americani usano in Afghanistan con le bombe, ma è la stessa cosa con l’Iraq, è terrorismo e la croce rappresenta questo. Quindi quando parlate di agnello sgozzato, il profeta legge dal crocefisso ma dai crocefissi di Roma, non è solo Gesú che è crocefisso, e lo dirá alla fine, dirá che Roma cade per tutto il sangue versato su questa terra e di sangue Roma ne ha versato a non finire. Ecco il cuore, ecco perché puó leggere cosí, ma lo legge dalla tradizione biblica che ha letto tutti gli imperi cosí, cioé se il sogno di Dio, quando Dio libera il suo popolo dall’impero faraonico, lo libera per che cosa? Perché sia una societá alternativa all’impero, che traduce il sogno di Dio che tradotto da [Brugal] in tre parole: un’economia di eguaglianza, dove i beni sono a disposizione di tutti, per portare a questo bisogna avere una politica che persegue la giustizia per tutti, ed è questo che puó permettere un’economia di uguaglianza, questo vi domanda una religione dove percepite che Dio è libero. Perché libero è il Dio totalmente altro, perché libero è il Dio che ascolta le vittime, e a nome delle vittime rimette in discussione il sistema, perché non puó accettare un sistema che schiaccia gente. Non è quello che Dio sogna per noi, ed è da questa tradizione che il profeta parla, e parla partendo dal crocefisso, Gesú di Nazareth, dai crocefissi di Roma, parla stando da quella parte. E allora voi capite che quando voi leggete un testo del genere è logico, è chiaro che se voi leggete l’impero del denaro oggi da Washington a  […] se voi lo leggete da Korogocho è chiaro […] il profeta avrebbe detto altro che questo sull’impero di oggi, se Roma rappresentava la bestia delle bestie non so che immagine avrebbe usato oggi per questa realtá sotto cui viviamo, viviamo, che schiaccia, che ammazza, che uccide, che… davvero guardate che è una roba incredibile quando voi vedete un impero che vi ammazza ogni anno 40 milioni per fame, che vi ammazza con guerre spaventose e adesso poi c’è la militarizzazione dell’economia che è capace di spendervi 500 miliardi quest’anno gli Stati Uniti, da soli, in armi, l’Europa 250 miliardi, stiamo arrivando alle stesse cifre della guerra fredda. Dove basterebbero 13 miliardi per risanare il problema della fame e della sanitá per un anno, dati della Banca Mondiale, allora capite l’assurditá del sistema, è chiaro che dobbiamo dire che anche il nostro sistema è la bestia delle bestie, è molto peggiore di questo impero. Ed ecco allora l’analisi che dovete fare con chiarezza sull’oggi, e la seconda domanda che dovreste farvi è: il profeta aveva intuito che Roma utilizzava le religioni, utilizzava i sommi sacerdoti, utilizzava l’aristocrazia sacerdotale per sedurre la gente e convincerla che non c’era mai stato un impero piú bello di Roma, che nessun impero ha mai dato tanto a tutti e la vede questa seconda bestia nella religione, nelle strumentalizzazioni che la religione ha, funzionale all’impero. Oggi in caso sarebbe da domandarsi: se noi dovessimo dire chi è questa seconda bestia, chi è che diremmo? questa piuttosto è una domanda da farsi, chi è che metteremmo qui?

(risposte:) “Il denaro”

Certamente, su questo non c’è dubbio, ma il denaro forse andrebbe in quella prima bestia che oggi piú che impero politico, è impero economico, è l’impero del denaro, è la finanza. Su questo non c’è dubbio e soprattutto l’impero finanziario. Perché è lí il cuore di tutto, mi dicono che si spostano ogni giorno adesso 1800 miliardi di dollari, al giorno, spostati a tempo reale che dice […] quindi davvero piú che la politica, perché qui lo vede come potere romano politico, oggi dovremmo tradurerre questo in […] come si chiama la bestia sarebbe proprio l’impero finanziario, economico, è il cuore. Ma cos’è che fa sí che questo impero ci seduca tutti? È chiaro che il denaro ci seduce, ma cos’è che ci porta a sentirci cosí bene dentro questo impero?

(risposte:) “la religione”

certamente la religione è usata, certamente questo è un fatto, ecco perché ho usato l’immagine di chiesa italiana berlusconizzata, perché ci siamo dentro, siam veramente funzionali. E certamente guardate che oggi ogni potere tede a raccordarsi con il potere religioso per ricevere il segno di croce, la benedizione. Certamente la religione oggi, direi che in generale le religioni sono usate per questo. È qualcosa di duro da dire eh ma, io mi ricordo che son passato un giorno, io non potevo piú passare per il Sudafrica. Il Sudafrica io ero sulla lista nera in Sudafrica e sono riuscito, quando Mandela è arrivato al potere sono riuscito a passare quando sono andato in Brasile invitato dai comboniani per un mese, e passando per Johannesburg ho detto devo vedere il teologo, per me il piú grande teologo d’Africa, Albert [Noone] dominicano, quello che ha scritto.., non è stato tradotto, di lui c’è in italiano “Gesú prima del cristianesimo”, è bellissimo stanno per tradurre adesso “La Chiesa prima del cristianesimo”, bellissimo, che non è suo ma si ispira molto a quel primo libro. Sembra che glielo han dato alla Meridiana da tradurlo. Ma ho chiesto e mi son seduto con loro, abbiamo fatto un’ora di chiacchierata bellissima, e gli ho detto, dico, ma come è possibile, dico, che la chiesa non riesca a vedere che questo sistema economico, l’impero del denaro è peccato?  E [Noone] mi fa: ma anzi, ma guarda il Sudafrica ma quanti secoli ci son voluti per le Chiese ad arrivare a dire che l’apartheid è peccato? Tre secoli e solo nel 1991 dopo che l’apartheid è caduta che le Chiese del Sudafrica si ritroveranno insieme e diranno che l’apartheid è peccato. Tre secoli. E [Noone] mi fa: di quanti secoli pensi avranno bisogno adesso le chiese per dire che questo sistema economico è peccato? Eccolo qua, è tutto qui. E allora vedete quanto è importante quel vidi, vidi, siamo ciechi, tutti. Ci adattiamo, giá li psicologi ci dicono che al 90-95% siamo giá fregati lá dove nasciamo, le decisioni son giá fatte lí, dalla tua cultura, la tua ideologia, la tua famiglia, la tua classe. Quello che riuscirai a smantellare è tutta grazia, diventerai uomo man mano che riesci a…, ma hai il 10% di libertá in fondo il resto è già…. per dire la cecitá. Guardate che nella tradizione teologica giovannea l’eroe non è Pietro, non è il discepolo prediletto, l’eroe del Vangelo di Giovanni è il cieco nato. È il vedere, ed è cosí difficile. Ecco perché l’ho sottolineato. Alle chiese, guardate che siamo noi, ci integriamo e i sistemi han bisogno della benedizione. E la cosa peró qui cos’è che secondo voi potrebbe essere, si le chiese sono usate ma penso che è qualcosa di ben piú importante che il sistema usa

(risposta che non si sente)

se non è l’informatica è soprattutto la televisione, è facilmente il falso profeta che oggi il sistema possiede. Guardate che è devastante. Il problema televisivo è anche piú grosso non solo per la menzogna che ci dá, ma è anche perché è talmente subdolo, ti penetra e non riesci a controllarlo, ricordo che in questo senso me l’ha raccontata e non è scritta da nessuna parte, me l’ha raccontata Balducci. Balducci un giorno eravamo insieme mi ha detto: “Sai Alex, – parlavamo della televisione – son stato un giorno da Milani era incazzato nero, -lui usava tutte le parolacce, sia Balducci che Milani, toscanacci tutti e due, – insomma ho sentito che Milani non voleva usare per la scuola di Barbiana la televisione per aiutare i suoi ragazzi a leggere criticamente”. Va su gliene dice di tutti i colori, Milani buon toscanaccio, l’ha buttato fuori “Perché se tu pensi di poter leggere criticamente la televisione – ha detto Milani – è come fare la guerra contro la prostituzione e mettere una prostituta a letto con un uomo” è duro, peró forse c’è qualcosa di vero. È un metodo che …. la televisione è talmente subdola, è il subcosciente soprattutto che vi entra, e vi entra. Lí hanno studiato queste cose, guardate in maniera, quelle lí sono gente, studiano tutto, non solo Berlusconi, guardate che Berlusconi  tutto ha studiato. E mi ricordo che, cos’è stato? nel ’94 quando han fatto il primo governo Berlusconi, mi han chiesto cosa pensavo di Berlusconi il TG3 e ho dato, ho detto i miei commenti, tra l’altro ho citato Dossetti che aveva definito il movimento berlusconiano come il baccanale dell’esterioritá e ho citato queste parole. Appena fatta l’intervista appare sul Tg3 squilla il telefono, una signora mi dice “Cerco padre Zanotelli” “Sono io” dice:  “Ma chi è lei?” “Io sono un missionario, vengo adesso…” “Ho sentito la sua intervista, ma cosa conosce lei di Berlusconi? Ma voglio parlare con lei” Mezz’ora dopo è in casa dei missionari vestita con un look berlusconiano

…. doppiopetto…..

entra, si siede e mi fa un po’ di interrogatorio per capire che cosa io sapevo di Berlusconi

mi ha chiesto un po’ le cose che sapevo, non sapevo chi era, ero un po’ imbarazzato, la va a finir male… poi mi fa, insomma ha capito quello che io sapevo, le ho detto un po’ le cose … dice: “Padre Zanotelli, guardi che quello che lei ha detto è troppo poco, il pericolo è molto piú grosso, io sono una delle segretarie di Berlusconi. È tutto un rituale – ecco la liturgia – preparatissimo, quando Berlusconi entra tutti devono alzarsi, sorridere” È tutto un meccanismo che ti entra, le televisioni son studiate apposta per crearti e ti entra, volenti o nolenti ce lo abbiamo, ecco il problema è che non abbiamo i meccanismi neanche psicologici per bloccare certe cose, le prendi, le assumi. Ed ecco allora vedete che la roba piú grossa qua dentro è la menzogna, perché ogni impero è costruito sulla menzogna e la roba grossa è il togliere la menzogna, questa facciata di virtú, e far vedere l’impero per quello che è, ma questo è difficilissimo. Ecco perché il vedere è cosí fondamentale, ed ecco l’invito mentre voi state facendo, guardate io volevo leggervi un sacco di roba che c’ho qui, non ve la leggo, forse potrei citare, questa mattina venendo giú in macchina, uno dei testi che a Koroghocho mi avevano cosí impressionato, perché avete visto come vi han fatto leggere la guerra dell’Afghanistan, la guerra contro il terrorismo, ma… io mi son letto a Koroghocho questi interventi della Arundhati Roy questa famosa autrice del “Dio delle piccole cose” e qui ero rimasto, che bello, ma è possibile che un vescovo, un cardinale non possa dire una roba del genere, ma è possibile che dobbiamo aspettarcele da chissá chi, e ha avuto un sacco di pasticci per scrivere quello che ha scritto. Ma vedete, noi siamo talmente parte che ormai non c’è nulla. Per cui l’importante, ecco l’importanza della parola, e qui ritorno a voi, per credenti e non, secondo me gli Sati Uniti ci stanno insegnando qualcosa di grosso, tutte le comunitá, prima di tutto chi fa resistenza lo fa in piccole comunitá, non che vivono insieme per favore ma che si ritrovano insieme di tanto in tanto. Spesso usano anche la Parola, ma ci son dentro credenti e non, ci son dentro ebrei, ci son dentro mussulmani, c’è di tutto, perché è una ricchezza anche religiosa. È gente peró con dei valori, l’importante è trovarsi potete usare anche un testo come biblico, peró dovete capircelo dentro, ma poi diventa il ritradurvelo e l’incoraggiarsi insieme a che queste comunitá diventino alternativa all’impero. E qui per favore guardate che ci stiamo, io ho insistito ieri parlando a Piove di Sacco, lo faró nel dibattito, adesso il 24 mi lapideranno, adesso il Commercio Equo e Solidale ma guardate è pericolosissimo quello che sta avvenendo, praticamente è l’impero. Il potere economico sta giá mettendo le mani su tutta questa alternatività, è difficilissimo, se non stiamo attenti, se non leggiamo la realtá , se non… guardate che ci fregano come… Latouche che io ho visto solo una volta a Milano ci siamo salutati, lui cercava anche il sottoscritto, ha detto che la prima volta che ha visto un’analisi della GOA, del trattato tra gli Stati Uniti e l’Africa, di cui nessuno aveva mai parlato, voleva proprio parlarmi, io lo cercavo perché avevo letto parecchi dei suoi libri, Latouche dice che l’alternativitá dovrebbe provvedere qualcosa, lui parla della niche che noi traduciamo in italiano come nicchia, ma non è giusto, a me viene un po’ da pensare alla Madonna che appare nella nicchia… ma anche il concetto nostro, lui quando parla di niche, Latouche parla niche sottomarina, son quegli angoli nascosti in fondo al mare, dove c’è un attimo di roccia, o qualcosa che protegge, quei, quei microorganismi, piccolissimi, che si riproducono l’un con l’altro, protetti da questo e costituiscono l’alternativitá. Son queste le comunitá alternative, guardate che non c’è altra strada e per fare questo dobbiamo avere gli occhi aperti, abbiam bisogno per i credenti di una Parola, che sia Parola. La Parola è quel qualcosa che vi permette di leggere la realtá da fuori, il profeta ha detto “Sali quassù guarda l’impero dall’altra parte – gli dice Dio” e subito il profeta incomincia a vedere che quello che luccicava a non finire forse è….. è cominciare a vedere le cose, ecco l’importanza, al di lá di credere, di non credere penso che tanti atei lo sono, è sbarazzarsi del dio che qui in Europa è diventato il dio del sistema, che dirige questo sistema, non è Dio. Il problema nostro è l’idolatria, non l’ateismo, siamo materialisti, abbiam bisogno di spiritualitá, di dimensione altra. Ecco perché penso che è importante leggere questo testo e condividerlo con voi per dirvi per esempio come una persona, guardate che razza di roba, una… questa indiana… è una raccolta… li ha buttati in internet inizialmente, vedete quello che… come Dio vi legge la realtá, è roba da rimanerne lí attoniti. Qui parte, è la guerra sull’Afghanistan:

All’ONU, ridotta ormai a una sigla vuota, non è stato neppure chiesto di autorizzare gli attacchi aerei. (Come ha detto una volta Madeleine Albrigth:

la grande immagine della politica estera americana

“Gli Stati Uniti agiscono multilateralmente quando possono, e unilateralmente, quando devono”.) Le “prove” contro i terroristi sono state visionate fra amici all’interno della “Coalizione”. Dopo essersi consultati, hanno annunciato che non aveva nessuna importanza se le “prove” avrebbero retto o meno in un tribunale. E così, in un attimo, secoli di giurisprudenza sono stati gettati con noncuranza nella spazzatura.

Niente può scusare o giustificare un atto di terrorismo, che sia commesso da fondamentalisti religiosi, milizie private e movimenti di resistenza popolare o spacciato per una guerra di punizione da un governo riconosciuto. Il bombardamento dell’Afghanistan non è una vendetta per New York e Washington. È l’ennesimo atto di terrorismo contro il popolo del mondo. Ogni persona innocente che viene uccisa deve essere aggiunta, e non sottratta, all’orrendo bilancio dei civili morti a New York e a Washington.

La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. La gente viene uccisa. I governi si trasformano e si ricompongono come teste di idra.

Ecco l’Apocalisse, il drago, le teste

Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e soffocare il pensiero, e poi come sudario cerimoniale per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morti volenterosi.

È quello che ci dovrebbe dire la chiesa, ma mica l’Arundhati Roy, cavoli, quando mi son letto,

Quando ha annunciato gli attacchi aerei, il presidente George Bush ha detto: “Noi siamo un paese pacifico”. L’ambasciatore preferito di Washington, Tony Blair (che riveste anche la carica di primo ministro del Regno Unito) gli ha fatto eco: “Noi siamo un popolo pacifico”.

E così ora lo sappiamo. I maiali sono cavalli. Le bambine sono maschietti. La guerra è pace.

Prendendo la parola nella sede dell’FBI, qualche giorno dopo, il presidente Bush ha detto: “Questa è la vocazione degli Stati Uniti d’America. Il paese piú libero del mondo. Un paese costruito su valori fondamentali che rifiutano l’odio e rifiutano la violenza, rifiutano gli assassinii e rifiutano il male. Noi non ci stancheremo”.

Ecco un elenco dei paesi con i quali l’America è stata in guerra – e che ha bombardato – dopo la seconda guerra mondiale.Cina (1945-46;1950-53), Corea (1950-53), Guatemala (1954; 1967–69), Indonesia (1958), Cuba (1959–60), Congo belga (1964), Perú (1965), Laos (1964–73), Vietnam (1961–73), Cambogia (1969–70), Grenada (1983), Libia (1986), El Salvador (anni Ottanta), Nicaragua (anni Ottanta), Panamá (1989), Iraq (1991-99), Bosnia (1995), Sudan (1998), Jugoslavia (1999). Ed ora l’Afghanistan.

Questo è l’impero,ma non ci vien detto, ma perché non ci vien detto da chi dovrebbero dircelo. Non c’è nulla

[…] La Coalizione internazionale contro il terrore è sostanzialmente una cabala dei paesi più ricchi del pianeta. Insieme, fabbricano e vendono quasi tutte le armi del mondo, possiedono le piú grandi scorte di armi di distruzione di massa – chimiche, biologiche e nucleari. Hanno combattuto il maggior numero di guerre, sono responsabili del maggior numero di genocidi, agressioni, pulizie etniche e violazioni dei diritti umani della storia moderna, e hanno sostenuto, armato e finanziato un numero incalcolabile di despoti e dittatori. Insieme, hanno adorato, quasi divinizzato, il culto della violenza e della guerra.

Questa è la veritá dell’impero, non… guardate come conclude, anche per dirvi, sono queste le cose che ci dovrebbe dire qualcun altro non l’Arundhati. Dai quando finisce qui è di una… qui c’è tutta l’analisi del perché, cosa ci sta dietro.

In America, l’industria delle armi, l’industria del petrolio, le grandi catene mediatiche e,

guardate che tutti i media degli Stati Uniti appartengono a cinque grandi complessi, potentati economici e

di fatto, la politica estera statunitense sono tutte controllate degli stessi colossi economici. Sarebbe sciocco, quindi, aspettarsi che questo discorso di armi, petrolio e affari legati alla difesa abbia una vera risonanza sui media. In ogni caso, per un popolo sconvolto, confuso e ferito nel suo orgoglio, i cui cari sono stati tragicamente assassinati e la cui rabbia è ancora viva e cocente, le assurdità sullo “Scontro tra civiltá” e sulla lotta tra “Bene e Male” sono infallibili. I portavoce del governo le somministrano cinicamente come una dose quotidiana di vitamine o antidepressivi. Le medicazioni regolari servono a garantire che l’America continentale rimanga l’enigma che è sempre stata: un popolo curiosamente insulare, amministrato da un governo patologicamente invadente e promiscuo.

E che cosa dire del resto di noi, tramortiti destinatari dell’assalto di quella che sappiamo essere una ridicola propaganda, consumatori quotidiani della brutalità e delle menzogne spalmate con burro di arachidi e marmellata di fragole che vengono sganciate sulla nostra mente proprio come quei pacchetti gialli di cibo?

erano quelli che gli americani buttavano su Kabul, no?

Dobbiamo guardare da un’altra parte e mangiare perché abbiamo fame, o dobbiamo assistere impassibili al cupo spettacolo che si dispiega in Afghanistan fino a quando non avremo conati di vomito collettivi e non dichiareremo, a una voce, di averne avuto abbastanza?

E conclude

Mentre il primo anno del nuovo millennio si avvia alla conclusione, viene spontaneo chiedersi: abbiamo rinunciato al nostro diritto di sognare? Saremo mai capaci di ri-immaginare la bellezza? Sarà mai possibile tornare a guardare il lento, stupito battito di palpebre di un geco appena nato che si crogiola al sole, o di rispondere con un sussurro alla marmotta che ha appena bisbigliato al nostro orecchio, senza pensare al World Trade Center e all’Afghansitan?

Ecco perché traducete come questo profeta ha fatto ritraducete questa roba nell’oggi. Ecco perché penso che è importante questa dimensione, altrimenti davvero si rischia di perdere delle cose molto, molto importanti. E di diventare, rimanere, funzionali al sistema.