Gennaio 2004

BILANCI DI GIUSTIZIA

LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA

N° 85 – GENNAIO 2004

DAGLI SPUNTI DI UN NUOVO REFERENTE…

Ciao, ho letto con interesse la lettera di dicembre con gli interventi sull’ultimo incontro dei Promotori e come Referente del gruppo di Pistoia, ma anche come singola bilancista, mi sono sentita sollecitata a riflettere prima dell’incontro del 24. Credo di essere una delle ultime arrivate, almeno nel ruolo di Referente, anche se “l’anima” bilancista credo di averla acquisita da molti anni. Non conosco quindi ancora bene le dinamiche, il funzionamento della Campagna; è vero, i Bilanci non hanno una organizzazione strutturata in maniera rigida ma di fatto una struttura esiste: la Segreteria, i Referenti i Promotori ed i rispettivi incontri periodici. Forse vanno ripensati i rispettivi ruoli, in particolare quello dei Referenti e dei Promotori. A livello teorico li ho chiari e li condivido, a livello pratico qualcosa non funziona. Questo problema però si lega molto alle singole realtà dei gruppi ed io devo dire che conosco solo la mia!! Il nostro è un gruppo che si sta consolidando adesso e deve, secondo me, crescere ancora molto. A volte gli incontri (Referenti e Promotori) che facciamo io e Luca [Promotore NdR] li trovo molto scollegati con la realtà del nostro gruppo, quasi fosse, anzi lo è, solo un impegno personale in più e non in rappresentanza del gruppo.

Ciò che manca è un po’ il senso di appartenenza ad una….organizzazione? associazione? movimento? Io non voglio sostenere la necessità di una strutturazione formale, ma ritengo importante creare un forte senso di identità, di appartenenza, che ci faccia cioè sentire parte di un qualcosa che mantenga viva la nostra volontà e sia da stimolo continuo. E’ vero che tante persone, come dice Patrizio, sono bilanciste e non lo sanno, perché ciò che proponiamo è il nostro stesso vivere quotidiano. […] E’ il fare quotidiano (critico, etico, eco, bio,…..) che è bilancista (e questa è la passata di pomodoro), ma anche l’impegno politico in una amministrazione pubblica, che è sempre il tuo singolo impegno, in cui non hai, teoricamente, bisogno del gruppo. Tutto questo però rischia di essere molto utile e importante, ma anche molto individuale. Io credo molto anche al “fare insieme”, sia iniziative singole, vedi gna, ma anche condividere il quotidiano e rendersi così più visibile.

Ritengo fondamentale dare molto spazio allo scambio tra i gruppi, alle iniziative fatte, da fare; lo strumento potrebbe e dovrebbe essere il sito mega dei bilanci, ma perché non utilizzare anche la lettera sulla quale ogni referente “deve” scrivere qualcosa del proprio gruppo? In questo modo arriva sicuramente a tutti.

Ciao a tutti

Flora – Quarrata

…AL RESOCONTO DELL’INCONTRO REFERENTI

All’incontro referenti del 24 gennaio erano presenti don Gianni, Anselmo e Sergio di Verona, Francesca e Matteo di Vigevano, Marco e Fernando di Novara, Paolo e Stefano di Rimini, Alberto di Torino, Cristina e Alessandro di Cuneo, Barbara di Legnano, Adriano di Chieti, Carolina di Udine, Claudio e Laura di Mestre, Flora di Quarrata, Giuseppina di Bologna, Antonella e Luigi di Trento, Mariangela e Umberto di Monfalcone, Annalisa da Incisa Valdarno, Simone di Firenze, Graziella e Mario della Val d’Illasi, Rossano e Giovanna di Bergamo, Marco di Pisa, Francesco di Bolzano e Caterina di Padova.

L’incontro è stato incentrato sulla figura del Referente: al mattino abbiamo condiviso le nostre esperienze, desideri, impressioni su cosa fa un Referente, al pomeriggio abbiamo fatto un primissimo bilancio dell’approccio al sito. Come sempre la ricchezza delle esperienze della nostra Campagna è enorme; per cercare di restituirvi la bellezza e la complessità delle testimonianze vi riportiamo le impressioni di qualche referente presente.

 

Barbara dice:

La giornata dell’incontro referenti per me è sempre un po’ convulsa perché allontanarsi un giorno intero dai miei tre figli mi sembra un’impresa titanica, riuscire a raggiungere Bologna con Trenitalia lo è ancora di più ma… ecco che alla fine si comincia e in quelle otto ore che si trascorrono insieme l’energia scorre abbondante. Quando abbiamo iniziato a raccontarci cosa dovrebbe fare un referente in realtà è emerso che in fondo discutere dei referenti è un po’ discutere dei nostri gruppi; perché se è vero che il referente ha un ruolo importante nel favorire la crescita del gruppo è anche vero che ogni referente è un po’ “figlio” della storia del suo gruppo.

Per esempio è fondamentale quanto il gruppo ha scelto di avere un referente, la “forza” del mandato, la condivisione dell’essere a Bologna; anche come il referente è diventato tale, se perché è stato scelto o perché è colui che ha stimolato la nascita stessa del gruppo, se perché non lo voleva fare nessun altro o perché non aveva ben capito cosa comportasse questo ruolo.

E a cosa siamo arrivati?

In primis io sono tornata “carica” di tutte le esperienze degli altri: potrei dire che non ci sono due gruppi uguali e quindi ognuno ha avuto almeno una ventina di stimoli per ripensare al proprio gruppo, e per immaginare delle possibili riflessioni da proporre a livello locale.

Il secondo risultato è stato sicuramente quello di sentirsi “rimotivati” sia perché incontrandosi ci si sente meno soli, sia perché ci siamo sentiti un po’ responsabilizzati ad avere cura delle persone con cui stiamo da tempo facendo un percorso ovvero avere cura di promuovere la crescita del gruppo locale sia sul piano dei contenuti che sul piano delle relazioni e avere cura  dei gruppi “vicini”, sostenendoci reciprocamente nel mantenere rapporti di scambio con “la campagna dei Bilanci” per mettere in rete le esperienze rendendole un patrimonio condiviso e a disposizione di chi, come noi, cerca un modo concreto per fare scelte “secondo giustizia”.

Qualcuno ha sottolineato l’esigenza di trovare un minimo comune denominatore dei gruppi ma in fondo la Campagna è il nostro minimo comune multiplo: lo è il bilancio, il desiderio di “spostare” i nostri consumi. L’arrivarci in modi diversi credo sia una peculiarità da non perdere ma anzi da far fruttare favorendo la partecipazione di tutti ai momenti di scambio come quello di Bologna.

La nota più simpatica? I referenti che hanno resistito per anni senza avere un gruppo (e come Adriano di Chieti se lo sono visti nascere dopo anni all’improvviso)!! Massimo rispetto alla loro tenacia che è un invito per tutti a “esserci”.

Marco racconta:

L’incontro di sabato 24 gennaio è stato molto importante soprattutto per i referenti alle prime armi come me. Avere la possibilità infatti di conoscere le attività e le esperienze portate avanti da tutti i gruppi nazionali è una ricchezza difficilmente valutabile. Mi sono accorto infatti, che il mio modo di intendere il cammino bilancista non era l’unico ma che ogni gruppo aveva colto un aspetto particolare e aveva trovato una sua dimensione per viverlo comunitariamente. A mio avviso, dai contributi che sono stati portati a Bologna, è emerso che il collante di tutte queste esperienze così diverse è la consapevolezza della centralità della persona: diversi referenti  hanno sottolineato come la convivialità sia l’elemento fondamentale, la base su cui costruire il cammino di approfondimento, di denuncia, di cambiamento di vita delle singole persone e del gruppo nel suo insieme.

I cammini che ho intrapreso in passato sono stati sempre strutturati e sinceramente anch’io, a causa della mia formazione di base, contribuivo a far sì che questa struttura fosse sempre più efficiente, solida e facilmente verificabile. Penso di non essere l’unico che , suo malgrado, tenta sempre di codificare le esperienze che vive spinto da un desiderio di fare sintesi, di concretizzare il proprio percorso di vita. Questo procedimento porta talvolta alla creazione di strutture o norme che ingabbiano il cammino senza lasciare il giusto spazio alla creatività e alla fantasia. Le realtà locali sono in continuo mutamento e la contaminazione con altre esperienze diventa di primaria importanza per l’evoluzione futura dei singoli gruppi. In questo contesto il referente, a mio avviso, pur avendo la responsabilità di promuovere, organizzare, stimolare il gruppo deve porre sempre e comunque il proprio cammino personale come priorità su tutto.

Giovanna e Rossano si propongono:

Eccoci a Bologna per la prima volta ad un incontro di Referenti, oseremmo dire per una “CASUALE SCELTA”.

Sembra una contraddizione in realtà CASUALMENTE scopriamo che gli amici del gruppo dei bilanci di Bergamo faticano ad essere presenti e SCEGLIAMO quindi di dare la disponibilità, certi di trovare incoraggiamento in questa nuova esperienza.

Eccoci tra 22 amici di altrettanti gruppi locali accomunati dalla voglia di RIDEFINIRE, SOSTENERE, ARRICCHIRE, il ruolo del referente.

Subito un fluire spontaneo di considerazioni, riflessioni, proposte, modifiche al già sperimentato si intessono in un dialogo proficuo alternandoci nell’ascolto e nel racconto di esperienze personali e di gruppo.

Ci diciamo che per questo ruolo ci vuole innanzitutto PASSIONE in abbondanza da condividere con chi stenta a trovarla: occorre FORMAZIONE per crescere personalmente e nella consapevolezza del ruolo (con i Promotori?) che ci rende capaci di RAPPRESENTARE senza intralciare una LEADERSHIP diffusa molto importante nel gruppo, ORGANIZZARE, DECENTRARE.

Il tutto per creare PASSAGGIO DI IDEE, PUNTI DI RIFERIMENTO, una rete a maglie robuste, vero don Gianni?, indispensabile per la vitalità dei B.d.G.

Ecco, tutto questo abbiamo respirato a pieni polmoni a Bologna e siamo convinti che questo “OSSIGENO NAZIONALE” dia forza per proseguire il cammino, eviti le “CRISI RESPIRATORIE” e la “CASUALE SCELTA”, è stata appieno confermata nella sua utilità per noi e speriamo per il gruppo….

Come ogni dono va infatti condiviso, proponendoci già dal prossimo incontro del 27 marzo p.v. di portare gli amici a turno e in questo periodo di sentire gli amici Referenti di alcuni gruppi lombardi (noi condivideremo l’ossigeno con Brescia-Lecco-Cremona) per costruire insieme una rete regionale di grande supporto per quella nazionale.

 

Alle precedenti riflessioni aggiungiamo alcune considerazioni emerse nel confronto che ci paiono altrettanto importanti.

 

  • Il Referente è espressione del “mandato” che gli viene assegnato dal gruppo locale.
  • E’ importante che il gruppo compartecipi alle spese che il referente deve sostenere.
  • Fare il referente è a volte frustrante perché sembra che il gruppo non segua, ci si sente la delega in bianco ecc…perché non verificare i processi che mettiamo in moto? Magari ci sono cambiamenti personali che ci sfuggono.
  • Quando manca il referente si sente; magari si fanno molte cose ma non c’è collegamento, manca il senso di appartenenza a un ‘gruppo’
  • La convivialità è fondamentale nei nostri gruppi per intrecciare relazioni e può essere coltivata anche con incontri specifici, però c’è la fatica di mantenere vivo il doppio piano, della convivialità e della ricerca di un diverso stile di vita
  • Se gli incontri sono conviviali è difficile che il gruppo sia formato da più di 5, 6 coppie. D’altronde fare questo tipo di incontri consente di partecipare a tutta la coppia, il cammino di revisione si fa assieme.
  • Per conoscersi all’interno del gruppo sono stati creati dei buoni pasto spendibili in un’altra famiglia del gruppo (Rimini-2) entro due mesi, perché non ripetere l’esperienza tra gruppi diversi?
  • La campagna è fatta dai gruppi quindi il problema non è solo riportare ai gruppi quello che si fa all’incontro referenti ma soprattutto portare a Bologna quello che si fa nei gruppi.
  • E’ importante continuare a tessere rete tra gruppi e mantenere vivo lo scambio di esperienze
  • I Bilanci hanno la peculiarità di avere una struttura leggera, che però non impone ai gruppi decisioni dall’alto, le decisioni intraprese dalla campagna vengono condivise perché nascono dalla elaborazione dei singoli gruppi.

Terminiamo lasciandovi le seguenti domande nate dalla discussione…

Il gruppo locale come vede la figura del referente?

Si discute all’interno del gruppo il ruolo del referente?

Quale è la posizione dei gruppi rispetto alla campagna?

 

IL LIBRO DEI BILANCI: CON LA COLLABORAZIONE DI TUTTI…

LA NUOVA EDIZIONE!

 

Il 24 gennaio a Bologna Antonella Valer ha presentato la bozza di lavoro della nuova edizione del suo libro sui Bilanci. Antonella vorrebbe rinnovare e ampliare il numero delle esperienze dei gruppi riportate nel libro, per questo ha bisogno della collaborazione di tutti!! I gruppi devono scegliere la cosa più significativa da raccontare del loro percorso, poi, se possibile, mandare ad Antonella il ‘pezzo’ scritto. In alternativa si manda ad Antonella una lista degli argomenti che si vogliono trattare e lei provvederà a ricontattarvi per intervistarvi.

Come sempre siamo strettissimi sui tempi, Antonella deve raccogliere tutto entro fine febbraio.

 

Buon lavoro!

 ASSOCIAZIONE COMUNITA’ FAMIGLIE

 

La riunione referenti del 27 marzo sarà l’occasione per incontrare i responsabili dei gruppi di famiglie dell’Associazione Comunità e Famiglia. Questo incontro fa parte del nostro percorso di riflessione sul denaro e la finanza etica iniziato l’anno scorso e il contributo di ACF sarà proprio la trasmissione della loro esperienza reale di condivisione di beni e denaro.

ACF nasce a Milano formalmente nel 1988 da una idea concepita dieci anni prima da Bruno ed Enrica Volpi. l’aspetto che maggiormente colpisce di ACF sono le comunità di famiglie, o condomini solidali, ma pur essendone l’aspetto più eclatante ACF non è solo questo. ACF ha scelto di puntare sulla famiglia con tutte le sue difficoltà e le sue ricchezze, non lasciandola sola ma creando un percorso di accompagnamento con altre famiglie che si attua nei gruppi di condivisione. E’ un percorso che crea una rete relazionale che accompagna ognuno con piena fiducia, disponibilità reciproca e sobrietà nella propria ricerca della felicità. L’accoglienza rimane uno dei punti cardine delle comunità.

Grazie alla rete di relazioni significative che si instaurano nei gruppi di condivisione e nelle comunità le famiglie scelgono di far confluire tutti i loro soldi in una cassa comune da cui ogni mese ciascuno riceve un assegno in bianco per i propri bisogni.

Conoscere esattamente il percorso che li ha condotti a questa scelta potrà essere sicuramente per noi uno stimolo per mettere nuovamente in discussione la nostra gestione del denaro.

Per approfondire la conoscenza di ACF si può visitare il sito dell’associazione  www.acieffe.com

 

 

BILANCI DI GIUSTIZIA – mensile.

Proprietario-editore: coop.Soc.GEA v.Trieste 82/c – 30175 Marghera (VE)

Dir.resp.: Andrea Semplici,   Redazione: c/o GEA

Stampato in proprio e pubblicato in Marghera 6 febbraio ’04

Autorizzazione del tribunale di Venezia n°1417 del 5-4-02

Sped. In A.P. art.2 comma 20 lett.c legge 662/96 filiale di Venezia

 

ESPERIENZE

 

 

NON SIAMO “BILANCISTI PERFETTINI”

Quest’anno è stato molto importante per noi, anche in ottica “bilancista”. È stato il primo vissuto per intero insieme sotto lo stesso tetto, quindi le nostre scelte, le impressioni che ne riceviamo di ritorno e i dati che accumuliamo, si fanno sempre più precisi e siginificativi.

Inoltre abbiamo compiuto due grandi passi: ci siamo sposati e abbiamo trasferito tutti i nostri risparmi nel circuito della finanza “etica” (Banca Etica e Mag presso bottega Comes).

Il matrimonio abbiamo cercato di organizzarlo e viverlo secondo il nostro stile. È stato civile, perché al momento non siamo praticanti alcuna fede. Abbiamo scelto di invitare solo le persone che davvero ci erano care e vicine, limitando così gli invitati a meno di 90. Abbiamo autoprodotto testo e forma dell’invito (biglietto di semplice carta di buona qualità, non stampato in tipografia, piegato e decorato in stile origami). Non abbiamo fatto bomboniere e abbiamo chiesto di non comprarci oggetti per regalo visto che la casa era già arredata. Abbiamo usato abiti che già avevamo, “vestiti buoni” sì, ma non per un giorno solo. Abbiamo segnalato progetti di cooperazione come possibili fruitori dei soldi che volevano regalarci parte dei conoscenti meno “stretti”, e impiegheremo parte dei soldi raccolti in un progetto di bottega-caffè equo-solidale di nostri amici a Roma. Dopo la cerimonia nella sala comunale siamo andati per il rinfresco (vegetariano come piace a noi) nella Cooperativa Agricoltura Nuova, cooperativa sociale che coltiva biologicamente terre nel parco regionale di Decima-Malafede, luogo dove facciamo la nostra spesa sfruttando la vicinanza e gustando a buon prezzo prodotti del territorio e importati (ma sempre bio!). La cooperativa gestisce anche un ristorante con i propri prodotti ed è lì che, tra la musica e i canti di Santo, bilancista e fondatore della bottega equa di Rieti, grande suonatore e cantante a tempo perso, ci siamo divertiti ed emozionati circondati dall’affetto anche dei nostri amici storici del gruppo bilancista di Roma presente praticamente al completo! A proposito, Pierstefano, che ha avuto il piacere di dare anche sue foto dell’assemblea nazionale dei Bilanci per la pubblicazione su Altreconomia, ci ha regalato il suo sforzo (e il costo!) per farci da fotografo, con risultati ottimi e senza “pose” preconfezionate.

Il viaggio di nozze, ampiamente pagato con i soldi ricevuti in dono, è stato nella splendida Sicilia occidentale, a cavallo tra settembre e ottobre, nei territori incontaminati (o quasi…) della riserva marina delle isole Egadi e nella Riserva dello Zingaro. Lì però abbiamo dovuto cedere al compromesso e usare abbastanza una macchina noleggiata sul posto, cercando per il resto di privilegiare strutture di accoglienza ben integrate nel territorio e rispettose della tradizione e dell’ambiente. Insomma, siamo contentissimi di essere riusciti a fare tutto a modo nostro, vivendo una emozione più forte di quanto ci aspettassimo (eravamo già conviventi da più di un anno), condividendola con soddisfazione di tutti, anche dei “non bilancisti” fautori dei riti tradizionali.

Altra scelta importante dell’anno è stata quella di chiudere il conto di Cristiana alle Poste e girare tutto sul conto cointestato in Banca Etica: le scomodità della situazione a Roma sono ormai relative (manca solo il libretto degli assegni e c’è da mettere in conto un viaggio abbastanza rapido verso l’unica filiale di Roma, quando serve il contatto diretto allo sportello), mentre i vantaggi in termini di giustizia speriamo e crediamo ci siano davvero! Una piccola parte di risparmio liquido rimane per ora in un libretto Mag aperto nella bottega Comes “Moliendo Cafè”, dove abbiamo anche mantenuto piccole quote di capitale sociale. Siamo tentati anche dai fondi Etica SGR, vedremo…

Ecco, questo volevamo condividere con voi, scrivendolo in una lettera visto che non avevamo avuto modo di registrarlo nei bilanci mensili. E poi, se non avessimo conosciuto i Bilanci, forse non saremmo riusciti a fare scelte così … nostre. Non ci sentiamo “bilancisti perfettini”, per molti motivi eravamo in condizione di fare quello che abbiamo fatto senza sacrifici, contrasti o disagi, ci è piaciuto e tutto sembra più facile e naturale vivendolo piuttosto che scrivendolo. Ora ci stiamo dando da fare per allargare la “famiglia bilancista” romana, sperando poi di allargare la nostra!

Sergio e Cristina – Roma Ci sarà una volta

Cari bambini e cari bilancisti

Per il momento abbiamo ricevuto una risposta su come aiutare Flick.

Se vi vengono ancora delle idee,

Scriveteci,  ma di corsa!!!

I° FINALE

LA CLESSIDRA DI SORCILANDIA

Flick dopo aver molto pensato, decide di tornare dagli amici contadini per dirgli che i topi bianchi non hanno creduto al suo racconto e che anzi lo hanno preso in giro.

Allora decidono di trovare insieme una soluzione; pensa e ripensa,alla fine trovano un’idea: costruiranno un mega topone che superi l’altezza delle mura in modo che essere visibile ai topi che stanno dentro al castello. Inoltre per attirare ancora di più la loro attenzione metteranno dentro al topone un registratore con  alcune canzoni antiche preferite dai topi quando stavano ancora tutti insieme. Queste canzoni erano ricordate solo dai topi anziani che le avevano tramandate di generazione in generazione.

Flick, tornato nel castello riesce a convincere alcuni suoi amici che decidono di aiutarlo. Devono infatti portare fuori dalle mura tutto il legno necessario a costruire il topone. Il legno lo prendono dalle numerose scorte accatastate per accendere il fuoco nelle stanze dei principi.

Flick con i suoi amici vanno spesso fuori dalle mura senza farsi vedere ed insieme ai topi contadini iniziano a costruire il topone. Ne frattempo i topi più anziani cantano le canzoni antiche e le registrano.

Quando tutto è pronto mettono in azione il topone che si affaccia sulle mura del castello ed inizia a cantare; tutti i topi che vivono dentro il castello, impauriti, ma anche attratti dalle vecchie canzoni, escono dalle mura e trovano la clessidra . Si rendono così conto che i granelli stanno per terminare e si ricordano del disastro che sta per accadere.

Il padre di Flick, capo del villaggio, riconosce che quanto gli aveva raccontato il figlio era tutto vero e decide di trovare un accordo con il capo dei topi contadini per costruire l’impalcatura che serve a girare la clessidra. In poco tempo riescono a far girare la clessidra e a scongiurare il pericolo di Messer tempo.

I topi nuovamente tornano a mescolarsi e a diventare amici. Decidono anche di smettere di estrarre il minerale dalle miniere e di mettere sulle loro terre molte mucche in modo da avere tanto latte per fare del buon formaggio da dividersi equamente. Infine le mura del castello vengono distrutte e Sorcilandia torna ad essere una grande città aperta con una bellissima campagna tutta intorno.

 

Leonardo (7 anni) e mamma Flora. – Quarrata

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La Cooperativa Sociale GEA ha accettato di avere la proprietà della testata “Bilanci di Giustizia”, possiamo quindi riprendere a spedire con la tassazione agevolata a tutti coloro che sono interessati.

Attendiamo dai gruppi locali gli indirizzi di tutti i simpatizzanti ai quali farebbe piacere ricevere la lettera mensile.