Febbraio 2008

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 126 – FEBBRAIO 2008

IN CAMMINO VERSO SUD

Molte volte ci siamo detti che come Campagna vogliamo rivolgerci al sud, confortati anche dall’entusiasmo delle disperse, ma motivatissime, famiglie bilanciste che abitano al sud. E in questo periodo cominciano a realizzarsi eventi e a collegarsi i fili di una rete rivolta a quelle realtà locali. br> Due occasioni sono la manifestazione che si è svolta il 1 marzo a Locri e il seminario che dovremmo organizzare a luglio in Puglia.
La conoscenza con le cooperative di Locri è iniziata all’Incontro Annuale di quest’anno con l’intervento che ha fatto Vincenzo Linarello, il presidente di GOEL, un intervento forte che ci ha toccato molto.
Per questo quando a dicembre Vincenzo ci ha contattati per parlarci della manifestazione del 1 marzo come Campagna e come Referenti abbiamo aderito.
La manifestazione nasce in un momento di difficoltà che sta attraversando il Consorzio, e chiede proprio una partecipazione della rete di costruita dal consorzio contro il potere della ‘ndrangheta e delle massonerie deviate. Come bilancisti abbiamo voluto portare il nostro segno a Locri, siamo arrivati un po’ da tutta Italia: Giovanna, Gianluca, Salvatore e Carla di Messina, Flora e Chiara di Pistoia, Mauro e Grazia di Aosta, Irene, Daniele e Ivan di Pisa, Stefano e Guido di Rimini2, Luciano e Enrica da Rimini1, Marco e Attilia di Livigno, Mario e Alessandro della Val d’Illasi, Caterina e don Gianni.
Abbiamo potuto così vedere di persona il territorio in cui lavora il Consorzio GOEL, sentire la difficoltà di inserirsi nel tessuto sociale e la freddezza di tanti calabresi. Ma proprio questo ci ha fatto apprezzare il coraggio con cui sono nate queste cooperative e con cui portano avanti il loro messaggio.
Vincenzo, come portavoce del Consorzio ha sottolineato la sfida che si apre per i calabresi, di “proporre metodi e strumenti profondamente coerenti con i valori di cui siamo portatori (perché il fine non esiste, esistono solo i mezzi)” per fare rinascere la Calabria, una fra le regioni più impoverite d’Italia, anche se il volume d’affare della ‘ndrangheta è grandissimo.
Ma una sfida si apre anche per noi che abitiamo in altre regioni: “Siamo ad una svolta: o si costruisce una democrazia vera, riportandola nelle comunità, tra la gente. O la ‘ndrangheta, le mafie, le massonerie deviate, le holding economiche e finanziarie occuperanno gli spazi che noi lasceremo vuoti. E il destino dell’Italia lo si gioca ora, oggi. L’Alleanza con noi dunque non implica solo la mobilitazione quando siamo colpiti. Non si esaurisce nel sostegno solidale alle iniziative cooperativistiche o imprenditoriali. Non si compie solo nel turismo solidale o negli scambi culturali. L’Alleanza con noi implica anche il dovere di riappropriarvi dei vostri territori, non delegarne il presidio. Siamo noi, sono le comunità locali ad esprimere la propria sovranità sullo stato e sulle istituzioni. E non il contrario. Questo ci porterà a migliorare la qualità della vita, ad innescare una democrazia autentica e partecipata, e sarà difficilissimo per la ‘ndrangheta infiltrarsi, reinvestire i propri capitali, sarà difficilissimo per la massoneria deviata assumere decisioni pubbliche in luoghi privati.
Questo messaggio risuona con urgenza mentre ci stiamo avviando alle elezioni politiche. Il segno simbolico scelto dalla manifestazione di Locri è stata la collocazione di due grandi urne al centro della strada dove si svolgeva il corteo e ognuno dei partecipanti ha preso un fac-simile della scheda elettorale che conteneva all’interno il decalogo per concretizzare lo slogan “io voto libero”.
Un grande segno di speranza a Locri l’hanno dato i giovani di “e adesso ammazzateci tutti!” nato a Locri nel 2005 all’indomani dell’omicidio Fortugno.
E anche i giovani di Palermo di “Addio Pizzo” che partono proprio dal consumo critico mettendo in pratica lo slogan “contro il pizzo cambia i consumi” raccolgono e diffondono gli indirizzi degli esercizi commerciali che rifiutano di pagare il pizzo.
Forse il miglior augurio è quello di don Luigi Ciotti, presidente di Libera: Sono con voi! Siete straordinari! Tocca a voi adesso continuare, battendovi per un futuro di libertà e di giustizia. L’augurio che oggi mi rivolgo e vi rivolgo è quello che ci sia sempre meno solidarietà da dimostrare, perché una minore solidarietà significherà avere conquistato più giustizia e più diritti”. E ricordando le parole del giudice Livatino termina dicendo che “alla fine non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili”.

I BILANCISTI A LUGLIO IN PUGLIA

Stiamo costruendo il Seminario di Bilanci in Puglia. I paletti finora posti sono: la data, 11-13 luglio. Il posto: la casa dei Comboniani a Lecce – Cavallino: una struttura da autogestire al costo di euro 7 a persona al giorno. Le persone del luogo coinvolte: padre Gianni Capaccioni, Michele Manosperta di Conversano, Gegè Scardaccione di Bari.
Lo scopo del seminario è: “ cercare come attuare il consumo critico in Puglia”.
La modalità sarà: racconto di esperienze fra famiglie bilanciste e persone/famiglie della Puglia.
Le famiglie bilanciste potranno anche prolungare il soggiorno a Cavallino con giorni di vacanza.
Abbiamo già avuto delle adesioni, raccogliamo altri candidati fino a esaurimento posti.

SONO ARRIVATE 83
SCHEDE ANNUALI
SE
L’AVETE ANCORA A CASA SPEDITECELA!!!!

CI SONO STATI INVIATI 5243 EURO
PER LA RACCOLTA CONTRIBUTI PER LA CAMPAGNA

DA 14 GRUPPI E DA 34 NUCLEI FAMILIARI

UN FUTURO SENZA ATOMICHE.
COMINCIAMO SUBITO

A ottobre è iniziata la campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare che dichiari l’Italia paese libero da armi nucleari. Firmare è un impegno verso il nostro futuro, è dare il nostro contributo per un futuro di pace e senza armi nucleari per tutta l’umanità.
Ecco l’appello della Campagna.
La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.
A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale.
In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure.
I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale.
Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.
Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.

Le informazioni sulla campagna si trovano sul sito http://www.unfuturosenzatomiche.org/ , verificate dove potete firmare e diffondete la notizia di questa campagna.

VOGLIO/POSSO/DEVO CAMBIARE NEL LAVORO
PER LA QUALITA’ DELLA VITA IN SENSO “BILANCISTA”

CONSIDERAZIONI DEL GRUPPO DI ROMA

Il Gruppo locale di Roma racconta la sua ricerca “sul Lavoro”:
In pratica ognuno si è espresso sulla sensazione personale di volere, potere (nel senso economico e contrattuale) o dovere/essere costretto a cambiare qualcosa nel suo rapporto col lavoro. C’è chi ha risposto parlando della sua situazione attuale, chi della situazione appena trascorsa che lo aveva convinto a cambiare, chi del suo prossimo futuro, perciò abbiamo tenuto traccia anche del tempo.
Quello che emerge è che molti (più del 50%) sentono o hanno sentito al momento della scelta di poter cambiare qualcosa (sede o orario o tipo o retribuzione) per venire incontro a esigenze proprie o famigliari secondo criteri di “giustizia”, e che relativamente pochi si sentono o si sono sentiti “costretti” o vincolati (colonna devo) a cambiare, in meglio o in peggio che fosse.
Sicuramente è un dato che fa riflettere in un periodo storico in cui molti invece sentono di non poter davvero scegliere nulla nel lavoro e sentono di essere più che altro costretti al cambiamento da fattori esterni e da rigidità del “mercato”.
Forse i bilancisti si sentono più “liberi”, più autonomi, o dipende dalla nostra estrazione sociale che ahimè non vede presenti operai o altre figure professionali più sottoposte a pressioni e gerarchie e delocalizzazioni?
Quanto al voler cambiare, c’è una parità tra chi ha raggiunto una situazione ottimale che vorrebbe restasse stabile, chi aspirerebbe ad altri cambiamenti e chi li farebbe ma solo a certe condizioni.
Tipicamente sono le situazioni famigliari e la nascita di figli a determinare non solo vincoli e possibilità ma anche volontà di cambiamento.
Di sicuro il cambiamento può realizzarsi solo per chi ha supporti famigliari (compagni e genitori) economici e pratici oltre che psicologici.
E solitamente si fa un cambiamento che si riflette positivamente non solo su chi lo fa ma anche sul nucleo famigliare che lo ha reso possibile.
Sono importanti anche le realtà lavorative; ma, tutto sommato, come scritto sopra, non lavoriamo in realtà totalmente ostili a richieste che vengano incontro alle necessità e volontà dei lavoratori.
La condizione ideale sarebbe quella di NON sentirsi costretti da eventi esterni, di potere e di voler cambiare. Allora si può realizzare un cambiamento consapevole e soddisfacente per chi lo fa.

Sergio

STIAMO LAVORANDO PER VOI!!!

Nel mese di Gennaio abbiamo:

  • aggiornato il sito web
  • risposto alle mail
  • stampato bilanci mensili
  • organizzato e condotto l’Incontro Referenti
  • seguito la pratica per il contributo della Regione Lazio
  • scritta e spedita la Lettera del mese
  • presentato i Bilanci ai formatori dei gruppi familiari di San Martino di Lupari (Pd)