Febbraio 2003

BILANCI DI GIUSTIZIA

LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA BILANCI DI GIUSTIZIA

N° 75 – FEBBRAIO 2003

 PER LA PACE  / STOPESSOWAR

StopESSOwar

Sempre più prendiamo consapevolezza della responsabilità collegata ad ogni acquisto. Il comperare è la forma di consenso a un prodotto del mercato e l’approvazione e l’incoraggiamento a tutta la filiera di produzione da cui deriva. Ogni acquisto ci fa diventare consenzienti di tutte le vicende che hanno dato origine al prodotto che noi  scegliamo.

In questo momento, in cui la guerra viene proposta come strumento di sicurezza e ordine nel mondo, chi è convinto che invece essa provochi solo sofferenza e distruzione si interroga su quali imprese economiche siano coinvolte nell’affare guerra. Dire no alla guerra non è sufficiente. E’ il momento di affiancare ai gesti simbolici azioni nonviolente dirette a incidere sugli equilibri di mercato. L’azione sarà tanto più efficace se sarà collettiva e orientata verso un prodotto strategicamente importante come il petrolio.

Bush ha deciso di attaccare l’Iraq soprattutto per garantirsi il controllo delle più grandi riserve di petrolio al mondo dopo quelle dell’Arabia Saudita. Ebbene, a fornire il carburante all’esercito americano sarà la Exxon, la più grande multinazionale petrolifera del mondo, che in Europa è proprietaria del marchio Esso.

Secondo quanto riportato alla fine di settembre dall’agenzia di stampa Defense Logistic, la Exxon ha vinto l’appalto di 48 milioni di dollari per la fornitura di benzina, gasolio ed oli lubrificanti per l’esercito, la marina, l’aviazione, la Nato e le altre agenzie afferenti al Dipartimento delle Difesa. La fornitura comprende anche l’approvvigionamento alle basi italiane continentali (Vicenza, Camp Derby, Napoli ecc) ed insulari (Sicilia, La Maddalena ecc). Questa cifra è un’inezia per una compagnia con introiti di decine di miliardi di dollari annui, ma assume un aspetto interessante se si considera che la Exxon, per la sua posizione di maggiore compagnia petrolifera, per di più statunitense e con un grande “ascendente” su Bush, sarà la compagnia che più di altre trarrà profitti dalla conquista dell’Iraq e dei suoi campi di estrazione, il 25% dei quali era già di sua proprietà prima del conflitto del 1991.

La Exxon è già al centro di una campagna di boicottaggio internazionale che coinvolge Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania e Australia. Oggi persino la Deutsche Bank giudica a rischio investire nella multinazionale petrolifera.

Nel 2000 la Exxon, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, ha contribuito alla campagna elettorale del partito repubblicano con oltre un  milione di dollari. Sin dal suo insediamento, è apparso chiaro che il nuovo Governo statunitense era guidato da una potente lobby legata all’industria petrolifera. Infatti tra le prime decisioni di Bush, così come esplicitamente richiesto dalla Exxon, ci sono state il rifiuto di ratificare il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, l’avvio all’estrazione petrolifera anche in aree protette e la rimozione del presidente dell’IPCC (International Panel on Climate Change) che sin dal 1995 aveva indicato nell’uso di combustibili fossili la principale causa dei cambiamenti climatici.

Per tutti questi motivi proponiamo di togliere il nostro consenso a chi fornisce energia alla guerra.

Greenpeace, I Bilanci di Giustizia, Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, La rete di Lilliput e l’Associazione Botteghe del Mondo propongono di non rifornirsi più alla Esso.

Questa azione responsabile e nonviolenta è uno strumento per esprimere efficacemente dal basso la volontà della stragrande maggioranza della popolazione.

FAI UN GESTO CONCRETO CONTRO LA GUERRA.

NON FINANZIARE CHI LE DA ENERGIA:

DIMINUISCI I TUOI CONSUMI DI CARBURANTE

      NON FERMARTI PIU’ ALLE STAZIONI DI SERVIZIO ESSO

 

www.stopessowar.org

per informazioni: 06 5729991

i bilancisti si attivano

per la campagna stopessowar

A settembre con il documento “Per non essere complici – No a questa guerra” avevamo ribadito con forza che i nostri consumi non devono finanziare le aziende che traggono profitto dalla guerra. Con l’azione che proponiamo vogliamo dissociarci dalle aziende che per prime potranno trarre beneficio da una guerra all’Iraq. Abbiamo aperto questa lettera con il documento base che lancia la campagna STOP ESSO WAR.

Come Segreteria ci siamo lanciati in un’avventura che supera sicuramente i nostri compiti e le nostre possibilità. L’abbiamo fatto perché la consapevolezza acquisita insieme a tutti voi ci fa intuire la grande importanza che può avere questa azione nonviolenta. Ma da soli sicuramente non ce la faremo. Chiediamo perciò a tutti i bilancisti di attivarsi nei seguenti modi:

  1.     contattare la bottega del commercio equo e il nodo della Rete Lilliput locale e sondare la loro disponibilità,
  2.       preparare insieme a loro un piano di sensibilizzazione locale,
  3.       produrre il materiale cartaceo utile e necessario, usando il materiale scaricabile dal sito
  4.       contattare radio, tv e giornali locali
  5.       far girare messaggi nelle mailing-list cui si fa parte con il link della campagna
  6.       riferire alla Segreteria sul lavoro svolto.

incontro referenti dell’8 febbraio

seminario sul rapporto con il denaro

A Bologna l’8 febbraio ci siamo ritrovati in tantissimi: Annibale e Daniela da Bergamo, Paolo da Legnano, Giancarlo da Padova, Fausto da Brescia, Tommaso, Eleonora e Licia da Treviso, Paolo da Rimini, Fabio e Alessandra da Verona, Francesca e Patrizia da Ivrea, Mario e Graziella dalla Val d’Illasi, Claudio e Marisa da Mestre, Giorgio, Giuseppina , Luca  e Aldo di Bologna, Angelo di Enna, Emilio di Lecco, Lucina  e Michele di Pordenone, Barbara di Genova, Sergio di Trento, Annalisa di Incisa Valdarno, Giorgio di Trieste, Marco e Sandro di Pisa, Giovanni di Arezzo, Claudia di Monfalcone, Cristinadi Reggio Emilia.

Tutto l’incontro referenti è stato dedicato al primo seminario di approfondimento sul tema annuale tenuto da Luca di Mag 6.

Eccovi le riflessioni sul laboratorio di uno dei partecipanti.

“L’impressione, dall’inizio, è stata quella si trovarmi davanti ad un argomento, delicato senz’altro, ma soprattutto vasto. La prima relazione ha confermato e rafforzato questa impressione, ci sono state proposte delle riflessioni e domande sul denaro che avrei sentito importante approfondire e rispondere, con un lavoro personale prima e con una condivisione nel gruppo poi. Le domande:

  • che cosa chiedo al denaro?
  • è un mezzo che ci serve per vivere o è il fine per cui viviamo?
  • perché mettiamo davanti i nostri bisogni materiali e non la nostra persona?
  • perché produco di più di quello che mi serve, risparmio, accumulo?
  • per un bisogno di sicurezza, garanzia, compensazione, potere?

Quest’ultima la sento una direzione di lavoro personale, interiore, molto importante, una delle domande chiave sull’argomento denaro e da cui, a mio avviso, ne derivano molte altre. Mi è mancato mantenere lo sguardo in questo senso, l’ho sentito subito un interrogativo importante che contiene altri interrogativi:

  • bisogno di sicurezza da chi da che cosa?
  • che cosa ci fa cercare la sicurezza nel denaro?
  • garanzie da quali paure?
  • compensazioni da che vuoti, da che mancanze?
  • chi e che cosa ha prodotto questi vuoti e queste mancanze?

Credo che guardarci dentro, trovare delle delle risposte più con il cuore che con la testa e scambiarle con gli altri, sarebbe un arricchimento prezioso, una crescita nella comprensione dell’argomento e, perché no, anche nella conoscenza di noi stessi.

Nella seconda relazione ci è stata proposta una domanda-provocazione: ma il tempo è denaro? Il resto del mondo ha l’opinione: per l’occidentale il tempo è denaro (con mia somma contentezza, almeno in questo senso, sono con il resto del mondo e non con l’occidente).

La metafora tempo=denaro ha portato poi ad altre domande:

  • il lavoro è denaro?
  • e il valore del lavoro?
  • e il valore della persona?
  • e il valore delle relazioni nel lavoro?
  • e la persona vale per quello che guadagna?

Davanti a queste domande, già sentite, ma poi magari lasciate passare, si può e si deve fermarsi, rispondere e guardarle più con gli occhi dello spirito che quelli della carne. Mi chiedo perché scambiamo il denaro, la ricchezza, i beni materiali come il nostro dio? In realtà sono una componente della creazione che sta in basso, che è destinata a perire. Di tutte le creature visibili la più preziosa e alta è l’uomo, tutte le altre cose e creature sono a servizio dell’uomo.

Forse ce ne dimentichiamo troppo spesso.

Nella terza relazione ci è stata proposta un’altra metafora: denaro=potere. È stato chiesto poi al gruppo perché si produce denaro in più:

  • per essere autonomi
  • per usare diversamente il tempo
  • per investire nel futuro
  • per realizzare progetti, ideali.

Tutto vero, ma per il relatore, la realtà più preoccupante è: denaro per imporre delle regole, il dominio. Davanti a questa pista mi chiedo: che potere cerchiamo con il denaro? Potere su chi, su che cosa? Quali vuoti e mancanze si nascondono dietro il bisogno di dominare e imporsi sugli altri? E senza il potere del denaro quali sono le altre potenzialità che possiamo vivere come esseri umani? Torno da Bologna rivitalizzato e arricchito sull’argomento denaro e con il bisogno di approfondire e rispondere a queste domande, per poi condividerle con il nostro gruppo di Treviso.

Tommaso – Treviso”

Come Tommaso si augura di poter fare nel suo gruppo invitiamo tutti i partecipanti a ripresentare il laboratorio o gli approfondimenti nel proprio gruppo, per allargare questi spunti di riflessione a tutti i bilancisti.

incontro referenti 22 marzo

seminario sul rapporto con il denaro

…l’ avventura continua

Sabato 22 marzo 2003 a Bologna

Dalle ore 10   alle  18   presso le Suore Salesiane- via Jacopo della Quercia 5

(100 metri dopo l’Istituto Salesiano) – tel. 051-356977

L’approfondimento sul nostro tema annuale continua con il laboratorio proposto da Enrico Euli, che sonderà gli aspetti emotivi del nostro rapporto con il denaro.

Vista la delicatezza del tema e della modalità con cui questo verrà trattato chiediamo a chi desidera partecipare di assicurare la propria presenza per tutto il tempo dei lavori in modo continuativo.

“L’incontro si pone in continuità con il percorso già avviato insieme ai formatori di Mag 6, che saranno presenti e collaboreranno con me per la sua organizzazione e gestione. Nei precedenti appuntamenti il gruppo ha iniziato a riflettere collettivamente sui temi scottanti e invischianti del rapporto col denaro e col consumo, all’interno di una società che ci induce, in forme più o meno sottili, ad abbandonarci ad essi senza pensarci troppo sopra. E’ evidente che la scelta, opposta, di volerci pensare su (che è la vostra, per quel che so), implica una serie di dimensioni formative, tipiche di una ‘resistenza’ e ‘disobbedienza’ civile e nonviolenta:

– uno sviluppo della consapevolezza personale rispetto alle motivazioni della scelta ed una loro massima condivisione in rete, al fine di sentirsi meno soli e più saldi nelle proprie convinzioni;

– un lavoro personale e relazionale che rifletta sulle paure, le ansie, i dubbi che ci attanagliano ogni qual volta il nostro comportamento non si attaglia (o addirittura si oppone) a quella della maggioranza;

– una visione ancora più approfondita sul potere di fascinazione del denaro e del consumo, in modo tale da coglierne gli elementi di forza e di debolezza ed elaborare possibili alternative adatte ad un’area sempre più ampia di persone;

– a proposito di alternative: il motto langeriano ‘più lenti, più dolci, più profondi’ potrebbe essere un buon punto di partenza per proseguire a riconnettere questi temi a quelli della sobrietà, del rapporto con il tempo e con il lavoro, della qualità di vita.”

Le iscrizioni al training devono arrivare in Segreteria entro il 15 marzo, la quota di partecipazione è di  12 euro.

NESSUNO si consideri iscritto d’ufficio.

Ricordiamo a tutti, vecchi e nuovi, la consuetudine del pranzo al sacco condiviso.

incontro annuale….Marino!!

Visto lo strepitoso successo ottenuto dai laboratori a Colle don Bosco abbiamo pensato di ripetere questa esperienza nel prossimo incontro annuale. C’è bisogno del contributo di tutti i gruppi. Date sfogo alla vostra fantasia e proponete dei laboratori da fare a Bellaria il 5,6 e 7 settembre per continuare a far circolare saperi e idee tra bilancisti. Aspettiamo le vostre proposte per l’incontro referenti del 22 marzo.

Vi anticipiamo intanto che saremo ospitati dal Centro Vacanze La Perla e che il prezzo per due giorni di pensione completa è di 51 euro per adulti e 36 euro per bambini (fino a 14 anni). Sarà possibile anche solo consumare i pasti a 8 euro (6 per bambini) o la colazione 4 euro (3 bambini).

 Ci sarà una volta

PROSCIUTTOPOLI

C’era una volta, tanto tempo fa, il paese di Prosciuttopoli che aveva una particolare

caratteristica: era fatto tutto di prosciutto. Le strade erano di  prosciutto cotto magro; i fiori erano splendide rose di prosciutto crudo con un’oliva al centro: venivano usati per preparare l’antipasto quando c’erano ospiti importanti a pranzo; c’erano alberi carichi di foglie di prosciutto di tutti i tipi: cotto, crudo, affumicato, stagionato, stufato ecc. ecc.

Dato che i Prosciuttopolesi erano persone molto accorte, pensarono di sfruttare questa loro risorsa nella costruzione delle case. I mattoni erano i grossi frutti squadrati degli alberi, ed una pennellata di salsa serviva da malta; le tende si facevano con il grasso di prosciutto (grazie a tecniche d’innesto particolari, erano riusciti ad avere alberi di solo grasso, con  “foglie” che toccavano terra, come i nostri salici piangenti), mentre per i telai di porte e finestre si usava il prosciutto stagionato; i vetri poi erano fatti di sottilissime fette di un prosciutto particolarmente trasparente che lasciava filtrare la luce.

Nel paese del prosciutto tutti avevano da mangiare ed erano contenti, ma… come in tutte le cose, anche a Prosciuttopoli c’era qualcosa che non andava.

Dovete sapere che, molti anni prima, il Re del Formaggio decise di punire in modo esemplare il mago Gorgonzola, che aveva usato la sua magia per scopi cattivi. Dato che non poteva neppure sopportare l’odore del prosciutto fu mandato in esilio a Prosciuttopoli. Purtroppo, Gorgonzola decise di vendicarsi e lo fece a danno dei Prosciuttopolesi. Un terribile incantesimo piombò su tutti  gli adulti della città: al compimento del venticinquesimo anno di età, si ritrovavano con una fetta di prosciutto davanti agli occhi e questo impediva loro di distinguere le cose giuste da quelle sbagliate.

Cominciarono a pensare che l’unica cosa importante fosse riempire le casseforti di prosciutto, tanto prosciutto; in breve tempo erano diventati tutti terribilmente avari ed egoisti con grande dispiacere dei figli che non erano ancora soggetti all’incantesimo.

Un giorno arrivò da loro in cerca di lavoro, un gruppo di persone provenienti da un paese molto lontano: Verdonia; erano piccoli e di colore verde con enormi orecchie che permettevano loro di volare. I Prosciuttopolesi che, come abbiamo visto pensavano solo ad arricchirsi, li fecero prigionieri: volevano rubare loro il segreto delle orecchie volanti per applicarlo ai loro animali.

Accusarono gli stranieri di furto di piante di prosciutto. Siccome però non fu possibile trasferire il segreto delle orecchie volanti agli animali, si arrabbiarono moltissimo e decisero di fare la guerra ai Verdoniani. Li fecero prigionieri e li condannarono a trasportare i carichi di prosciutto come bestie da soma. Non sapevano che i loro nemici erano in possesso di armi sofisticatissime che li rendevano praticamente invincibili; inoltre i prigionieri avevano già avvisato il loro governo dato che le orecchie erano anche delle potentissime ricetrasmittenti.

In quei giorni fece il suo ingresso in città colui che tutti chiamavano “Il Profeta”: un uomo vecchissimo e saggio che viveva povero, ma felice girando il mondo; nessuno sapeva da dove venisse, ma si diceva che avesse il dono dell’immortalità per permettergli di accumulare saggezza da distribuire poi ovunque ve ne fosse bisogno. I Prosciuttopolesi non lo vedevano di buon occhio a causa delle sue prediche moraleggianti, ma i bambini, che sanno sempre capire le situazioni al volo, gli chiesero un consiglio raccontandogli cos’era successo con gli “Orecchie Volanti”. Dicevano:” I grandi pensano solo ad accumulare prosciutto, vogliono diventare sempre più ricchi non importa come; non si rendono conto che una guerra causerà morte e distruzione. Gli “Orecchie Volanti” sono forti, hanno armi potentissime, distruggeranno i nostri alberi di prosciutto e forse anche noi moriremo. Che ci consigli di fare?

Il Profeta pensò un po’, poi disse:” Bisogna che voi facciate loro capire che sbagliano, che il mondo è bello perché vario e ci si può aiutare senza farsi la guerra. questo è il prezioso seme che dovrete seminare nella vostra città, E’ delicato e richiede la massima cura per crescere; per questo dovrete seguirlo ogni istante confidandogli i vostri desideri di pace e di amore, dovrete innaffiarlo con cura, né troppo, né troppo poco, dovrete difenderlo dai nemici che cercheranno di strapparvelo perché non vogliono la pace. Se ascolterete tutti i miei consigli, fra un mese esatto spunterà un fiore dalla potentissima magia: il più bello che abbiate mai visto. Per quel tempo io tornerò tra voi.

I bambini ascoltarono i consigli del Profeta seguendo una disciplina strettissima, facendo i turni per sorvegliare il seme. Fu un periodo di lavoro molto intenso, al quale parteciparono tutti. Anche i più scalmanati vollero fare la loro parte senza protestare né lamentarsi. Dopo un mese, i bambini invitarono tutti nel campo dove avevano seminato il seme ed attesero.

Era mattina presto, il cielo cominciava a schiarirsi tingendosi di splendidi colori, il sole stava per spuntare ed il fiore era chiuso agli sguardi di tutti.  C’era tutt’intorno un silenzio magico, sembrava che tutto il mondo fosse in attesa,  anche gli animali sentivano che stava per avvenire qualcosa di straordinario e seguivano  dal bosco vicino gli sviluppi della situazione. Il sole iniziò a scaldare la terra con i suoi raggi proprio nel momento in cui arrivò il Profeta e, quasi immediatamente, il fiore sbocciò mostrando a tutti la sua straordinaria bellezza.

Allora il Profeta parlò alla gente:” Il fiore che vedete è il frutto del miracolo d’amore che i vostri figli hanno compiuto. Contiene i semi più rari e preziosi che esistano al mondo: sono i semi della pace e dell’amore che i vostri bambini hanno instillato in questa pianta; essa si è nutrita di questi sentimenti ed ora ne è piena ed è pronta a moltiplicarli per donarne a tutti. Voi dovete attingervi e conservarli gelosamente, permettere che mettano radici e germoglino nei vostri cuori come sono nel cuore dei vostri figli. Avvicinatevi, guardate il fiore e l’incantesimo sparirà”.

Le fette di prosciutto scomparvero dagli occhi degli adulti presenti che capirono quanto fossero stati ciechi fino ad allora. La città organizzò grandi festeggiamenti in onore del Profeta e dei ragazzi, che erano riusciti a vincere l’incantesimo.

Prosciuttopoli cambiò nome e diventò: “la CITTA’ DELL’AMORE”. Da allora, tutti, anche gli “Orecchie Volanti” trovarono di che vivere. Tutte le famiglie avevano i fiori dell’amore sui davanzali delle finestre per ricordare sempre che l’amore vince tutto; anche il perfido Gorgonzola diventò un mago buono e  trovò lavoro: aperse una scuola dove si studiava la storia del formaggio ed in modo particolare quella del formaggio Gorgonzola; lui naturalmente era l’insegnante più esperto di tutti.

Mariuccia