Dicembre 2009

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 145 DICEMBRE 2009

 

in questo numero:

  • Scheda Annuale_fotografa a che punto siamo
  • _BilanGiovani su Facebook _l’ultima novità
  • _C. Molari _ Collegati all’Energia Arcana
  • _Giro d’Italia dei Gruppo Locali __Como – Cantù
  • __Appelli_Diritto all’acqua_No beni alle mafie _Contro il processo breve
  • _Calendario _il mitico regalo di Patrizio
  • _Scheda Annuale _Istruzioni per l’uso
  • __Stiamo lavorando pervoi_ _
  • _Allegato_Scheda Annuale

_Scheda Annuale
_fotografa a che punto siamo

Giorni di pace e di gioia a tutti voi,
sabato 12 ci siamo trovati a Bologna come Promotori della Campagna.
Ci siamo posti di fronte a questo 2009: per i Bilanci di Giustizia è stato un anno eccezionale culminato nell’Incontro Annuale a Oropa che ci ha fatto assaporare il gusto di muoverci assieme.
Con i Promotori abbiamo lavorato su cose concrete che proporremmo al prossimo Incontro Referenti dei Gruppi Locali, ma su tutto è emersa l’importanza di assumerci “la cura della Campagna”.
In questi tempi difficili abbiamo in mano questo tesoro prezioso e fragile.
La Campagna si regge sulle relazioni che manteniamo vive e i dati oggettivi testimoniano il cambiamento nel modo di vivere che stiamo attuando.
Adesso è tempo di SCHEDA ANNUALE.
Ci aiuta a verificare se e come abbiamo modificato i nostri consumi.
Questa lettera giunge a 1500 famiglie. Domandiamo a tutti di farci pervenire questo segno che dà valore e attualità alla Campagna.
Prova anche tu a farla e se hai la fortuna di partecipare a un Gruppo Locale, dedicate una serata a confrontare le vostre schede Annuali: troverete la forza di ripartire per un Buon 2010!!!

_BilanGiovani su Facebook_
l’ultima novità_

Le opportunità per gli adolescenti aumentano, Monica ha creato un gruppo su Facebook , a partire dal profilo dei Bilanci di Giustizia diamo uno spazio di discussione e di incontro ai ragazzi.
Vogliamo fare conoscere questa possibilità agli adolescenti delle famiglie dei Bilanci.
Invitiamo i genitori a fare conoscere la cosa ai figli, oppure se spedite a Monica il nome del profilo su Facebook del vostro ragazzo lei provvederà a invitare direttamente i ragazzi ad unirsi al gruppo.
Su Facebook ci sono anche alcune delle foto fatte dai ragazzi all’Incontro Annuale di Oropa.
Per raggiungere il gruppo andate sulla pagina Facebook dei Bilanci di Giustizia e nello spazio “ricerca” digitare “BilanGiovani”. Lo trovate anche sulla Bacheca del profilo Facebook di Bilanci di Giustizia.

* conttattate il Gruppo BilanGiovani

* Segnalate a Monica su sbilanciaticivili@gmail.com il nome del profilo Facebook del ragazzo da contattare.

__Dopo Oropa: Carlo Molari_
Collegati all’Energia Arcana

Io debbo indicare qualche pista di riflessione su come attraversare la crisi, per vivere in modo positivo, in modo creativo la crisi che stiamo vivendo. Ogni generazione vive una crisi, quindi non pensiamo di essere i più fortunati o i più disgraziati. Ogni generazione vive un passaggio profondo perché nella prospettiva evolutiva la storia non si ferma mai, la vita procede sempre; non sempre per il meglio ma sempre è in cambiamento e ci sono dei processi anche involutivi, delle situazioni negative che impediscono la crescita. Quindi assumere il modello evolutivo non vuol dire che si passi sempre dal bene al meglio. Ma sempre si è in movimento, sempre c’è un processo in corso.
In cosa consiste la crisi? Lo voglio dire con una formula di Gramsci che diceva “la crisi consiste nel fatto che il vecchio sta morendo e il nuovo non può ancora nascere”. Questo vale sia per la crescita personale, perché anche a livello personale noi passiamo continuamente da uno stato all’altro spesso in crisi proprio perché il nuovo non nasce ancora, non lo si vede, ma questo vale anche e forse soprattutto a livello sociale cioè a livello di comunità umana, a livello di specie umana perché il processo è anche un processo che coinvolge le componenti genetiche, biologiche, biopsichiche quindi è un processo in cui tutti siamo coinvolti totalmente come persone e come gruppi sociali. Questo almeno nella prospettiva evolutiva è molto chiaro. Certamente la cultura ha ancora molta nostalgia della prospettiva statica. Nella prospettiva statica la realtà è già costituita fin dall’inizio nella sua perfezione. Nella prospettiva statica eventualmente si pensa che la perfezione stia all’inizio, sia l’umanità perfetta, l’età dell’oro, il mito di Atlantide: tutte culture che hanno questa prospettiva che credono che l’inizio sia stato perfetto. Si pensa che il male sia un’intrusione indebita dovuto a un incidente, a un Dio cattivo, ci sono diverse spiegazioni nella storia proprio per rendere ragione perché se tutto è stato fatto in modo perfetto, se Dio ha fatto tutto in modo perfetto, da dove viene fuori il male?
Questo era il grande problema: e l’obiettivo che il romanticismo si poneva aveva proprio questa forma , da dove viene fuori il male?
Il cambiamento è avvenuto negli ultimi secoli.
Nella prospettiva evolutiva e dinamica, la perfezione, se c’è, è alla fine non all’inizio. Non si parte mai dalla perfezione. Tutta la vita, le strutture sociali la stessa nostra specie comincia sempre in forme ancora molto imperfette, inadeguate e solo attraverso l’assunzione e la congiunzione di diverse componenti, pian piano, si può giungere ad una perfezione, ad un compimento.
Ma attraverso anche a componenti casuali, imperfette, disastri proprio perché se la realtà è imperfetta tutto quello che è coinvolto, tutte le azioni che ne conseguono sono imperfette e inadeguate.
Nella nuova prospettiva il male è una componente essenziale, necessaria del processo. Non posso eliminare il male, dev’essere riconosciuto e dev’essere portato, superato attraverso l’attraversamento. E ci sono dei mali che si presenteranno continuamente. Quindi l’illusione di una perfezione da raggiungere con il tempo è da eliminare. Noi dobbiamo partire dalla consapevolezza che il male ci accompagnerà sempre fino al compimento. Per coloro che credono in Dio, certo credono al compimento è tradotto nella formula di Paolo della prima lettera ai corinzi cap. 15 versetto 28 quando Paolo dice “quando Dio sarà tutto in tutti”. Per chi crede in Dio questa è una prospettiva, ma anche per chi crede in Dio il male non può essere eliminato lungo il cammino. Deve essere riconosciuto, portato ed eventualmente superato, in attesa che ne sorga un altro perché andando avanti, continuamente l’imperfezione si esprime, finché non giungiamo al compimento. E in questo senso, anche il male cresce man mano che cresce il bene.
Per capire le crisi e come affrontare le crisi diciamo che la perfezione noi possiamo coglierla solo a piccolo frammenti, perché noi siamo “tempo”. Per chi ha fede in Dio c’è la certezza che noi possiamo vivere tutte le situazioni in modo positivo e salvifico cioè aprendoci alla sua azione. Non c’è nessuna creatura, come dice Paolo nella lettera ai romani, cap.8 e seguenti, che possa impedirci di accogliere il bene di Dio. Una persona ci odia? Noi possiamo “vivere” in quella situazione di odio crescendo interiormente, perché possiamo accogliere anche lì quella forza di vita a cui diamo fiducia. Non perché l’odio dell’altro sia strumento di Dio (l’odio resta sempre un male), ma perché noi possiamo vivere quella situazione di odio, di disistima, di emarginazione aprendoci alla forza di vita che anche lì ci viene offerta, perché nessuna creatura è tanto potente da annullare la forza della vita. Ecco questo è l’orizzonte cioè il modello evolutivo.
Noi siamo in queste condizioni, non possiamo accogliere il dono della vita completamente in un solo istante ma solo in piccoli frammenti nella lunga successione della nostra esistenza. La crisi sia personale, che sociale, che comunitaria, non possono essere evitate, ma devono essere riconosciute nei loro meccanismi, assunte come componenti del nostro cammino e attraversate mettendo in moto dinamiche spirituali che consentono di crescere, di trasmettere vita, di comunicarci vita in quella situazione, perché le dinamiche spirituali, non dico religiose hanno leggi proprie, diverse dalle dinamiche psichiche, sociali, anche diverse dalle dinamiche fisiche e biologiche perché ci sono 4 livelli della nostra struttura personale: c’è la struttura fisica, la componente biologica, la dimensione psichica-sociale-personale e quella spirituale.
Voglio proporvi alcuni atteggiamenti spirituali che consentono di vivere le crisi in modo positivo, in modo da crescere insieme.
La dimensione spirituale completa tutto il processo della maturazione della persona, esistono diverse spiritualità anche con modalità atee o agnostiche. Perché la dimensione spirituale non esige una particolare fede in Dio ma esige una determinata prospettiva di vita.
La prima condizione dello sviluppo della dimensione spirituale è la consapevolezza acquisita che tutte le realtà che ci attorniano, sono espressione di una forza più grande, sono ambito di un’energia più profonda che non si può esprimere compiutamente nelle singole creature, nelle singole situazioni, nei singoli eventi storici. Quello che il concilio nel documento sulle relazioni con le religioni non cristiane chiama “l’energia arcana” che alimenta la nostra esistenza. Anche le spiritualità laiche o atee giungono a questa consapevolezza: le singole creature, le singole persone, le situazioni non possono esprimere quella potenza che è in gioco nella nostra vita, nella nostra storia; una forza, un ‘energia che contiene ricchezze non ancora espresse, che contiene modalità di vita non ancora fiorite nella storia umana. Noi, la nostra specie, è da poco tempo che è sulla terra. Non c’è stato ancora il tempo sufficiente perché la forza della vita abbia potuto far fiorire tutte le modalità. Questa è una convinzione di fondo che consente lo sviluppo della dimensione spirituale.
Secondo componente della dimensione spirituale, è l’atteggiamento di accoglienza, di ascolto, di silenzio interiore capace di assumere, interiorizzare quella forza di vita che a frammenti ma continuamente ci viene offerta. Se esiste un’energia arcana, una forza di fondo nella vita, la condizione per poterla accogliere è quella di lasciare uno spazio interiore, di creare un ambito di silenzio, per essere in sintonia, nella stessa lunghezza d’onda della forza della vita. Invece spesso noi siamo nella lunghezza d’onda di eventi precari, di creature limitate, imperfette, cose buone ma che non sono sufficienti. Ora l’atteggiamento che consente la vita spirituale è un atteggiamento di sintonia di accoglienza con la forza dell’energia. Tutte le pratiche di silenzio interiore, di consapevolezza dei meccanismi che stiamo vivendo, sono delle componenti che favoriscono la crescita della dimensione spirituale.
Una persona spirituale o una comunità, in cui le dinamiche spirituali prevalgono, hanno dei tratti operativi diversi da quelle persone o comunità, in cui invece prevalgono le dinamiche psichiche. Le dinamiche psichiche non sono cattive di per sé ma non sono sufficienti per lo sviluppo integrale delle persone e dei popoli. Questo è il presupposto della prospettiva spirituale, che non si identifica con la componente religiosa o con la fede in Dio anche se c’è un abbandono fiducioso nella forza della vita, nella totalità, nel tutto.
Le formule sono molto diverse ma non si può ricondurre la dimensione spirituale solo alla fede in Dio e in un Dio personale come noi abbiamo. Certamente nella nostra prospettiva se la forza creatrice, l’energia arcana che alimenta il processo, fa fiorire amore e consapevolezza, vuol dire che ha caratteristiche personali. È possibile pervenire a forme nuove di amore, di gratuità, di dedizione reciproca, di servizio quando ci si abbandona con fiducia all’azione di Dio come fonte di amore quindi con carattere personale. Ma questo è un discorso che ci porterebbe ad approfondire alcuni dettagli che forse per la nostra riflessione non sono necessari. Chiarito questo punto, vorrei mettere in luce quali atteggiamenti spirituali sono urgenti nella fase attuale per emergere dalla crisi, per superare la crisi, attraversare la crisi.
A volte superare la crisi vuol dire aprirne una nuova, più ampia e più profonda perché la vita procede sempre e quando i problemi sorgono la soluzione non c’è ancora. In questo sta la crisi e quindi la necessità di riflettere e di inventare forme nuove di vita partendo dalla propria esperienza. Per chi ha la fede in Dio, la fede in Dio contiene ricchezze, espressioni di vita non ancora fiorite nella nostra storia e c’è la possibilità di una forma nuova di vita, di giustizia, di fraternità, di condivisione che noi non possiamo programmare solo ragionando, ma che possiamo far fiorire accogliendo la forza della vita.
In questo possiamo trovarci a camminare insieme a fratelli che non hanno la stessa prospettiva di fede, hanno un’altra fede di vita, non in un Dio personale ma sono allo stesso modo inseriti nel processo e quindi possiamo aiutarci reciprocamente. Ciascuno può far fiorire delle modalità nuove di fraternità, di condivisione, di servizio secondo la propria prospettiva. In questo modo ci si completa reciprocamente. Occorre però almeno su questo punto fare una distinzione perché sia chiaro quello che sto dicendo. Non vuol dire che nello sviluppo delle dinamiche spirituali sia la stessa cosa avere fede in Dio o non averla. Non è la stessa cosa, ci sono differenze ed è appunto attraverso il confronto delle differenze che sarà possibile, nel cammino, completarsi reciprocamente e testimoniare ciascuno l’efficacia della propria prospettiva.
Le dinamiche spirituali si completano reciprocamente e possono condurre a degli stessi traguardi di vita ciascuno dando il proprio apporto.
Riguardo alla conoscenze delle leggi della vita, il credente può portare il contributo della propria tradizione sapendo però che essa deve essere costantemente verificata proprio per le componenti culturalmente limitate della propria tradizione.
Dal punto di vista delle conoscenze il credente deve continuamente domandarsi come sono sorte le formule tradizionali? Dall’esperienza di fede compiuta in quel determinato ambiente. E quindi sono espresse secondo quel determinato orizzonte culturale. Quindi ciò che è costitutivo dell’elemento di fede non consiste nelle dottrine contenute nelle formule trasmesse.
Noi riusciamo a capire le formule del passato, a cogliere la tradizione solo se anche noi oggi viviamo le esperienze di fede; allora siamo in grado di cogliere qual è la verità che emerge e di formularla secondo i modelli culturali del nostro tempo. Allora capite l’importanza di vivere l’esperienza di fede. A questo livello, quello dell’esperienza di fede, si pone il problema della diversità: perché, nella prospettiva evolutiva noi diventiamo ciò che viviamo. Non è semplicemente acquisire delle conoscenze. È diventare, cioè se uno odia diventa il suo odio, se uno ama diventa il suo amore cioè il suo cervello è modificato fisicamente, si stabiliscono connessioni celebrali, la sua struttura personale subisce modificazioni dal modo come vive, come stabilisce rapporti. Dal modo come ci si mette in relazione con gli eventi della storia, noi diventiamo. Per cui non è indifferente il modo in cui noi ci atteggiamo. A livello operativo è molto importante l’atteggiamento di sintonia con la forza della vita. L’atteggiamento di fede, è molto importante, conduce ad una modificazione interiore. Perché noi sviluppiamo strutture spirituali corrispondenti all’esperienza che viviamo. Questo vedete non vuol dire se uno pratica la religione oppure no: perché uno può andare in Chiesa, a Messa e vivere dinamiche di idolatria, di attaccamento al denaro, di volontà di dominio sugli altri.
Le dinamiche spirituali si mettono in moto vivendo, atteggiamenti di comprensione, di gratuità dei rapporti. In un certo senso noi diventiamo la fede che viviamo. La fede, non la pratica religiosa. Perché la pratica religiosa può essere vissuta anche solo esteriormente. Noi diventiamo la fede che viviamo .
Questo principio è molto impegnativo, porta responsabilità.
Per cui se c’è una vita futura solo colui che vive nella prospettiva che sviluppa le strutture spirituali in ordine con la vita futura troverà nella morte la possibilità di una continuità. Noi diventiamo realmente i pensieri che alimentiamo, i desideri che viviamo, sviluppiamo le dimensioni interiori corrispondenti.
Voglio portarvi un esempio banale, ammettete che il feto nell’utero materno in un certo momento prenda consapevolezza e dica “come sto bene dentro qui, che mi serve sviluppare dei polmoni? l’ossigeno mi arriva con il sangue di mia madre, non sviluppo i polmoni, che mi serve sviluppare il cuore?” e diventasse secondo questo suo desiderio. Capisco sia un’analogia fantastica però capite il senso del rapporto. Cosa succederebbe? Che per 9 mesi è stato bene ma non è in grado di vivere l’evento che sta vivendo perché uscire dall’utero materno per lui rappresenta il morire. Non ha le strutture sufficienti per vivere all’aria aperta. Analogicamente se noi viviamo quest’esperienza nella storia e la viviamo solo nella prospettiva delle cose, nella nostra piccola storia, pensando che tutto si svolge qui, non avremo la capacità di vedere oltre, di vedere il profondo che ci consentirebbe di sviluppare “l’occhio interiore” come lo chiamano alcuni studiosi o il terzo occhio, quell’interiorità che consente di cogliere ora la dimensione profonda della vita. Quindi è molto importante rendersi conto, dal punto di vista operativo, quale fede sto vivendo, quali dinamiche mi produco, perché questo mi consente di vivere il presente secondo le sue reali dimensioni perché se esiste una vita dopo la morte l’esistenza attuale è in funzione del divenire. Capite ora l’importanza di capire quali dinamiche, quali dimensioni interiori sto sviluppando, perché questo mi dà la possibilità poi di vivere anche la crisi in modo da crescere ed essere in grado di attraversarla positivamente. Se da un punto di vista tecnico ed economico posso avere insuccesso ma spiritualmente sono cresciuto, allora è cresciuta attraverso l’esperienza la capacità di distacco, di gratuità, la capacità di servizio, di comunione con gli altri. Per cui la domanda è decisiva: quali dinamiche di fede sto sviluppando in questa situazione così da pervenire a forme nuove di condivisione? Ecco mi sembra che questo sia l’interrogativo fondamentale. Allora tutte quelle dinamiche relative all’interiorità, al raccoglimento, al silenzio, alla preghiera, per mettermi in sintonia con le forze della vita, acquistano un particolare significato. Ma non per uscire dalla storia. Per la tradizione cristiana l’azione di Dio, l’incontro con Dio avviene nella storia, nell’incontro con gli altri, nelle esperienze quotidiane. Questa è la legge dell’incarnazione per cui anche le pratiche di silenzio, meditazione, interiorizzazione non servono per uscire dalla storia e metterci in un ambito etereo dove le cose non incidono, ma per immergersi nella storia e affrontare i problemi della storia e attraversare le situazioni così da essere in grado di viverle positivamente, interiormente.
Prima di tutto, allora, le crisi sono necessarie. Quindi non possiamo viverle dicendo: sono un incidente e oggi sono molto più frequenti perché i processi sono molto più veloci.
L’ultimo elemento che voglio sottolineare è l’importanza del processo di riconciliazione. Nei cammini spirituali i processi di riconciliazione sono essenziali, sono una cosa specifica della spiritualità cristiana e noi abbiamo il compito di diffonderle nel mondo. Dove sono state diffuse hanno prodotto effetti straordinari. Pensate ad esempio all’esperienza del sud africa ma anche altrove. Quindi imparare a diffondere i processi di riconciliazione proprio nei momenti di crisi, diventa sempre più essenziale.

_Giro d’Italia dei Gruppo Locali
_Como – Cantù

Questa è la nostra storia…
Siamo nel 1994; Cesare e Rosaria, reduci dalla fondazione di un negozio del commercio equo e solidale e dalla creazione di un gruppo famigliare dei Bilanci di Giustizia a Pavia, collaborano con Don Gianni posseduto da un’idea (folle…): “risolvere i problemi mondiali a partire da casa propria”.
Gli anni passano, Cesare e Rosaria accompagnati questa volta dai figli Francesco e Davide si trasferiscono in quel di Cantù. Per altre vie altre persone vengono a sapere di questo progetto, circola lo slogan “Quando l’economia uccide bisogna cambiare”, si fa il nome di una grossa “organizzazione”… pare si chiami Bilanci di Giustizia. Alla fine ci si incontra, il gruppo prende forma nel 1997… e con grande nostra meraviglia esistiamo ancora! Del gruppo “storico” alcuni hanno preso altre vie ma il nocciolo è ancora oggi presente. Nel frattempo abbiamo incrociato altre famiglie che hanno seguito per periodi diversi la vita del gruppo; molti poi si sono orientati su altri percorsi sempre all’interno di una costruzione di economia alternativa (nascita dei primi GAS ).
Nei nostri incontri abbiamo sempre privilegiato la cura della relazione e il confronto sui cammini che ogni famiglia percorreva, confrontandoci molto sui capitoli della scheda, magari mettendo un po’ da parte i grandi temi proposti dalla campagna a livello nazionale, temi che però ora stiamo recuperando. Anche gli incontri, quattro all’anno, sono vissuti privilegiando la convivialità.
Negli anni, abbiamo fatto molte esperienze di incontri organizzando al nostro interno diversi laboratori di auto-produzione (cucina vegan, giocattoli…) per grandi e bambini.
Insomma, un cammino tipo tartaruga, che però ci ha visti arrivare fino ad oggi.
Guardandoci indietro possiamo affermare di aver fatto una bella esperienza di cambiamento, con rimarchevole ricaduta positiva sui figli.
Guardandoci oggi verifichiamo una difficoltà. I nuovi che si avvicinano al gruppo, per conoscere le modalità di compilazione della scheda, si ritrovano proiettati in un contesto di persone che hanno già macinato a fondo questi temi; si creano quindi due velocità. E’ da ottobre che abbiamo deciso quindi di formare un sottogruppo (senza per questo dividerci) più incentrato sulla compilazione della scheda mensile e su obiettivi condivisi. Questo sottogruppo (che Matteo ha nominato “spin off”) ha deciso di incontrarsi mensilmente. E’ attualmente formato da cinque nuclei familiari: tre nuovi più due nuclei storici (una new-entry è la giovane coppia di Elisabetta e Luca, in attesa per gennaio di Tomaso Simone …ma già alle prese con la compilazione della scheda).
Il gruppo storico (insieme alle nuove coppie) formato da dodici adulti e tredici bambini …ehm ehm, ormai ragazzi… seguirà meglio le nuove tematiche che la campagna propone. Ciò è reso possibile anche dalla presenza ormai costante di nostri due referenti agli incontri di Bologna (Sergio e Daniel).
È stato anche deciso di accogliere come strumento per non-nuocere a Nostra madre Terra l’impronta ecologica personale.
È importante ricordare che il contesto in cui operiamo si avvale della forte presenza di una associazione con cui collaboriamo da ormai sei anni: “L’isola che c’è” (Presidente Marco Servettini – presente quest’anno ad Oropa).
Tra le varie iniziative che su buona parte del territorio comasco hanno preso vita (vedi Mercato del Corto Circuito a cui fanno capo numerosissimi GAS), “L’Isola” organizza a settembre una fiera (tipo “fa la cosa giusta di Milano”) visitata da più di 15.000 persone.

In questa occasione abbiamo modo di farci conoscere, diffondere materiale, parlare con la gente. Molte sono le richieste di approfondire i temi della campagna. Recentemente abbiamo incontrato il GAS di Cernobbio, il 12 dicembre incontreremo il GAS di Cadorago dove il mitico Marco Roncoroni insieme a un consistente numero di persone ha creato l’Associazione “Scelte Possibili (l’intenzione di Marco è di creare anche lì un nuovo gruppo Bilanci). A gennaio saremo presenti in una parrocchia di Como chiamati a testimoniare da parte del GAS “Famiglie in Cammino” delle ACLI di Como.
Insomma suscitiamo molta curiosità ed interesse!
Quest’anno al convegno di Oropa i como-canturini erano presenti in buon numero e questo ha sicuramente dato slancio e voglia di fare a molti di noi.
Ci piace concludere con questa lunga frase:
“I bilancisti, negli anni, hanno percorso sentieri poco battuti, a volte inesplorati, spesso sentieri ancora da tracciare.
Sul cammino hanno incrociato altre persone ed insieme, con entusiasmo, hanno camminato. I sentieri battuti sono diventate strade.
È bello vedere questo mondo che con dolcezza si dilata: lento, convincente; poiché nel suo nucleo contiene una forte energia.
È matura la stagione per nuove migrazioni, non per lasciare senza cura i campi già seminati, ma per andare alla ricerca di nuove terre da fecondare.”
Eugenio e Teresa del Gruppo Como-Cantù insieme a:
Rosaria e Cesare (con Francesco e Davide) -Paola e Giorgio (con Emanuele, Miriam e Stefano) – Sergio – Matteo e Serena (con Francesco e Luca) – Betty e Sergio Crippa (con Eleonora, Giovanna, Giulia ed Edoardo) – Moira e Daniel (con Mattia e Samuele) – Silvia e Fausto (con Matilde e Daniele) – Annalisa e Peppo (con Sofia e Linda) – e la nuovissima coppia Elisabetta e Luca (in attesa di Tomaso Simone).

__Appelli_

_Diritto all’acqua_
A fine novembre è stato approvato dal Parlamento, con la fiducia, quindi senza una diffusa discussione, il Decreto Ronchi per la riforma dei servizi pubblici locali, che comprende il servizio idrico. A partire dal 31 dicembre 2010 le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano e quindi il servizio dovrà essere messo a gara, favorendo la partecipazione dei privati.
Come Bilanci già nel 2001 abbiamo posto la nostra attenzione al tema dell’Acqua, vogliamo che resti un bene pubblico e non che diventi semplicemente un bene di mercato.
Abbiamo chiesto a Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia che si occupa di questo tema, quali possono essere delle misure per contrastare efficacemente la privatizzazione dell’acqua, ce ne ha suggerite due:

Dobbiamo richiedere che inserisca nel proprio statuto la dichiarazione che

  • Il servizio idrico è “servizio privo di rilevanza economica” per il Comune
  • Gli AATO (Autorità Ambito Territoriale Ottimale, che sovraintendono alla tutela e gestione della risorsa idrica) facciano in modo che le società di servizio(che si occupano della gestione idrica) passino da “s.p.a.” a “consorzio”, perché solo così non cadono sotto la giurisdizione del Decreto Ronchi.

_No beni alle mafie_
L’incontro con il Consorzio GOEL e le altre realtà della Locride che abbiamo iniziato negli anni scorsi ci hanno fatto entrare in contatto con il tema della legalità.
Da 13 anni i beni confiscati alle mafie venivano destinati all’uso sociale, ora un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi.
È facile pensare chi potrebbero essere gli acquirenti, per fare un po’ di cassa per lo Stato rischiamo di lasciare i mafiosi tranquilli nei loro affari.
Don Ciotti e Libera hanno promosso l’ppello Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra.
È possibile firmare e scaricare i moduli per la raccolta firme su:
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780

_Contro il processo breve_
L’appello di Roberto Saviano contro il “processo breve” è stato sospeso, sono state raggiunte 507.502 firme, potete leggere il ringraziamento di Saviano e l’appello con la lettera a Berlusconi per ritirare la legge su:
http://www.repubblica.it/speciale/2009/firma-lappello-di-saviano/index.html

_Calendario_
il mitico regalo di Patrizio

È pronto il mitico Calendario bilancista preparato da Patrizio di Firenze.
È immancabile in ogni casa bilancista o simpatizzante: ci offre lo spazio ogni mese per segnare i consumi, l’ospitalità e gli obiettivi.
Quest’anno Patrizio ha aggiunto anche il Qualitometro Mensile – Misuratore di arricchimento della vita, potremmo così capire sempre meglio cosa ci fa veramente stare bene.
Per cambiare giorno per giorno!

*Scaricate il Calendario dal sito dei Bilanci.

_Scheda Annuale_
Istruzioni per l’uso

Le Schede Annuali che ci pervengono ci permettono di redigere il Rapporto Annuale.

Alcune semplici indicazioni per compilare la Scheda Annuale che trovate allegata a questa Lettera.
Composizione familiare: se lo compilate con precisione da qui capiamo chi sono i bilancisiti. Nel caso di più adulti chiediamo di mettere sempre al primo posto il componente di sesso maschile per agevolare l’analisi statistica. I codici di riferimento per il titolo di studio etc.. sono in fondo alla pagina.

Tipologia familiare e Tipo di abitazione: completano le informazioni generali.
Qualità della vita: ci danno l’autovalutazione su come abbiamo vissuto quest’anno, sono molto importanti, ci dice come i cambiamenti adottati con il consumo critico hanno influito sulla nostra vita.
Indirizzo: è importante per la verifica dei dati della Segreteria.
Dati energia e acqua: chiediamo di segnare il dato sul consumo di acqua, energia elettrica e combustibile per il riscaldamento. Se all’inizio dell’anno vi siete segnati i numeri dei contatori fate la differenza con la lettura al 31 dicembre. Altrimenti cercate nella bolletta di conguaglio del consumo annuale per ottenere i dati.
Investimenti etici finanziari: nella prima casella della sezione si chiede di indicare la percentuale di investimenti etici sul totale dei vostri investimenti complessivi (es. BOT, fondi di investimento, depositi in banca, assicurazione Vita, pensione integrativa etc …) effettuati. Se tutti i vostri investimenti sono spostati otterrete 100%. Questo dato ci dà una indicazione analoga ai quella fornita dalla divisione tra consumi usuali e spostati che si contabilizza sulla scheda mensile.
La seconda casella è per il Reddito complessivo mensile, per cercare di avere una panoramica anche sulle entrate dei bilancisti. Si deve riportare il reddito lordo (familiare, sommate se in famiglia ci sono più redditi) dichiarato sul 730 o sul modello Unico (consegnati nel 2009) diviso per 12. La tabella successiva chiede di indicare nelle diverse voci la cifra (in euro) impiegata in modo usuale o spostato. Vanno poi indicati i criteri usati per definire lo spostamento.
Tabella sui mezzi di trasporto: nelle prime due tabelle segnate il numero di auto e una sul tipo di carburante usato da ogni auto. Per compilare la tabella sui mezzi di trasporto dovete seguire lo stesso ordine di apparizione usato nella tabella sul nucleo familiare. Ogni persona per ogni mezzo di trasporto deve mettere il numero di giorni in cui mediamente utilizza tale mezzo. Per quanto riguarda l’auto lo spostamento viene segnato solo dal guidatore e non dai passeggeri. Sono state previste solo 3 persone perché la maggior parte dei nuclei familiari che partecipano alla campagna è composta al massimo da 3 adulti. In ogni caso compilate solo per i primi 3 componenti del nucleo che si spostano autonomamente.
Sempre i primi 3 componenti segneranno i km fatti al giorno per andare al lavoro (solo andata!).
Per verificare l’uso del tempo dedicato al lavoro si chiedono le ore settimanali di lavoro retribuito, quelle di lavoro domestico o di cura e le ore per attività di volontariato dei primi 3 componenti adulti del nucleo familiare, anche qui conservate l’ordine della tabella iniziale.
Obiettivi: si segna il raggiungimento delle mete perseguite prima o nel corso del 2009. Quando si usa la voce “altro”, presente in ogni capitolo, si deve specificare l’obiettivo perseguito/ipotizzato. Questo potrà aiutarci a individuare dei nuovi obiettivi dei bilancisti.
Nelle pagine sugli obiettivi si devono segnare SOLO gli obiettivi consolidati.
Vanno indicate se ci sono state esperienze significative in un dato capitolo, eventualmente aggiungete più fogli. Le vostre esperienze sono quello che arricchisce il Rapporto, inviateci le vostre esperienze

_Stiamo lavorando per voi_

_ Nel mese di novembre abbiamo:
.Preparata e spedita la Lettera Mensile di novembre
..Risposto alle mail
…Presentati i Bilanci al convegno della Caritas di Milano
…..Presentati i Bilanci a Chioggia
……Visitato il Gruppo Locale di Roma
…….Presentato i bilanci alle Religiose del Patriarcato di Venezia

Allegato: la Scheda Annuale