Aprile 2006

BILANCI DI GIUSTIZIA
LETTERA DI INFORMAZIONE TRA GLI ADERENTI ALLA CAMPAGNA
N° 107 – APRILE 2006

INCONTRO REFERENTI e PROMOTORI DELL’8 APRILE 2006

All’incontro Referenti erano presenti: Luigi di Trento, Angelo e Patrizio di Firenze, Flora di Quarrata, Graziella della Val d’Illasi, Lucina di Pordenone, Guido di Cremona, Mirco di Oleggio, Giovanna di Bergamo, Giuseppe di Villasanta, Giuseppina e Luca di Bologna, Laura di Mestre, Maddalena di Udine, Anna Paola di Legnano, Giancarlo e Daniela di Verona(1), Dalma di Torino, d. Gianni e Caterina.

Come apertura dell’Incontro abbiamo ripensato all’ultima occasione in cui “ci siamo sentiti Referenti”. Sono state ricordate molte occasioni in cui i locali Gruppi Bilanci hanno partecipato ad appuntamenti esterni alla Campagna (Convegno sulla povertà, Festa della Sobrietà felice…) o hanno vissuto occasioni di relazione nel gruppo, per mantenerne e vivificarne la vita. A volte il sentirsi Referente è anche il sentire il peso del Gruppo, soprattutto quando viene chiesta la disponibilità perché qualcun altro si assuma l’incarico di Referente e il gruppo latita…
Dopo questo momento abbiamo iniziato la conversazione con don Arrigo Chieregatti. Quello che segue non è la sua trascrizione fedele, sono solo alcuni appunti che ne ripercorrono i passaggi principali.
Stiamo verificando se i potenti mezzi del nostro sito consentono di mettere la registrazione (in mp3) scaricabile dal sito. La Segreteria invierà la registrazione in CD a chi ne farà richiesta.

Il nostro modello di vita ci sembra l’unico possibile; per renderci conto di come ci pensiamo sempre al centro, consideriamo il planisfero. Esso cambia a seconda del paese che lo disegna, quello che si usa in Australia mostra l’Italia in alto, ai margini e quasi “a testa in giù”.
La storia è sempre quella raccontata dai vincitori. Anche per la giustizia, non c’è un’unica giustizia, ci sono tante giustizie secondo quante sono le culture. Ci si deve chiedere con quali occhi vengono viste le cose, capire il punto di vista.
I Bilanci di Giustizia dobbiamo proporli umilmente nella nostra cultura, tenendo presente che per altri ci può essere qualcosa di diverso. Non si può proporre un modello di giustizia uguale per tutti.
Il nostro problema di fondo è la paura, le nostre scelte operative rischiano di essere dominate dalla paura.
La nostra paura è molto centrata sul denaro, di non averne abbastanza. Tutto quello che nella nostra cultura è “messo” sul denaro nelle altre culture è messo nella familiarità. La giustizia è rompere questa catena del denaro.
Saggezza: l’amore per la scienza va coniugato con la scienza dell’amore.
Abbiamo troppo confidato negli specialisti, abbiamo fatto l’errore di lasciare l’economia in mano agli specialisti. Ora anche i politici sono comandati dagli economisti.
Non è neanche tanto il problema di cambiare le leggi, ma come porsi davanti alle leggi esistenti, e aver anche il coraggio di trasgredire.
Dobbiamo tener presenti anche gli altri popoli. Gli altri, quelli che noi definiamo “in via di sviluppo” (il nostro sviluppo?) e che chiamano noi “gli sviluppatori”. Essi sono i popoli impoveriti, da noi.
La saggezza è una dimensione culturale. Se vogliamo porci in una dimensione globale dobbiamo tenere conto delle altre culture. La giustizia è l’armonia, la convivenza di varie giustizie. Non dobbiamo solo pensare agli altri popoli, anche in Italia ci sono culture diverse.
Perché non cercare una alternativa all’economia invece di una economia alternativa?
Bilanci di Giustizia non è un atto di bontà, è un atto di verità.
Cosa significa il dialogo? C’è dialogo se si è alla pari e se (tra due persone o popoli) c’è un minimo di simpatia tra di loro. C’è una cultura da cambiare che ci permetterà un’operatività diversa.
Tutta la nostra cultura si basa sui diritti, ma, per esempio, in India alla base di tutto non ci sono i diritti, c’è il darma, che esige la compassione della comprensione, il darma può solo essere risvegliato, non imposto. Dobbiamo ridimensionare il totalitarismo della globalizzazione.
Dobbiamo riprendere l’esperienza del Cosmo: è qualcosa da sfruttare o un compagno di viaggio? Qual è il concetto che abbiamo dell’acqua? È proprietà dell’umanità o è una cosa sacra? L’acqua deve diventare una cosa sacra.
Ci sarà la pace e l’armonia quando il seme del ciliegio farà nascere i ciliegi: le cose devono rimanere quello che sono!
Dobbiamo recuperare la fiducia cosmica e la gratuità.

Alcuni commenti a caldo: <ul type=”circle”>

  • Bisogna ripartire da qui
  • Mi sono sentito in bisogno di ripensare tutto
  • Latouche dice che quando si ha la testa a martello tutti i problemi sono a forma di chiodi, nella decrescita c’è il liberarsi dal paradigma dello sviluppo
  • Noi facciamo delle azioni, ma che non vanno al cuore, dovremmo fare delle cose più radicali
  • Illich, Latouche non parlano di correttivi all’economia, ma di una visione diversa, uno dice: sì, ho sbagliato tutto… e poi? Da dove ripartire per cambiare? Servono i piccoli passi
  • Fare una riflessione comune su questi temi ci può servire per portare i nostri gruppi allo stesso livello
  • Il denaro non è importante solo per noi, anche nelle altre culture, e lo chiedono, solo che quando ce l’hanno lo spendono per cose diverse, ad esempio per fare festa con più libertà di noi
  • È importante sottolineare la riscoperta della sacralità dell’acqua
  • Lo scienziato è il più grande innamorato, vuole conoscere le cose perché le ama.

Alcune risposte a caldo:

  • La concezione della scienza come saggezza è quella medioevale delle universitas. Il problema è quando la tecnica diventa padrona di me e mi fa fare quello che vuole
  • Noi abbiamo come cultura l’accumulo, altri popoli non hanno questo senso (anche giusto) di tenere lì dei soldi per una eventualità
  • Siamo al mondo per fare festa
  • Non è possibile una visione giusta senza una visione globale. La saggezza è equilibrio
  • Dobbiamo riprendere la sacralità del corpo, della vecchiaia, i bambini senza i vecchi non sanno perché vivono
  • Dobbiamo riprendere il senso della domiciliarità, non rinnegare la nostra cultura, senza radici non possiamo crescere
  • L’incontro tra culture deve essere un approccio di mutua fecondazione

Consigli di lettura che ci ha lasciato don Arrigo Chieregatti:
Eduardo Galeano, “A testa di giù” , Sperling & Kupfer
Raimon Panikkar, “La dimora della saggezza”, Mondadori

BILANCI DI GIUSTIZIA , BILANCI DI SAGGEZZA
Incontro nazionale a Marina di Massa dal 24 al 27 Agosto 2006

Ebbene sì, ci siamo. Siamo pronti, o meglio quasi pronti, per dare il via ai lavori in vista dell’Incontro Annuale.
Il titolo è impegnativo, ma ci è sembrato che potesse riassumere e contenere il lavoro che ci aspetta; il tentativo di ricondurre le nostre buone prassi quotidiane e il nostro agire a una riflessione più ampia e più profonda che ci aiuti a raccontarci e a metterci in relazione anche con mondi lontani che non si muovono secondo i nostri paradigmi.
Attraverso dei video incontreremo la figura di Raimon Panikkar e l’ecosofia , uno stimolo a rileggere il cammino che abbiamo fatto ed esplicitare la ricchezza che sta dentro il mondo dei Bilanci animati da una suggestione che ”ci faccia respirare” .
Ma avremo anche il tempo di riprendere e rivedere il nostro rapporto con la Politica (con la P maiuscola) , di sperimentare nei laboratori, di apprezzare il lavoro del Gruppo Energia, e di riflettere sul Rapporto Annuale.
L’incontro si terrà in Toscana a Marina di Massa con una prima grande novità: durerà un giorno in più; si comincerà dal giovedì pomeriggio e si proseguirà fino alla domenica a pranzo. Questo dovrebbe consentirci di vivere le giornate con meno affanno, senza correre per inseguire gli appuntamenti.Ci riusciremo?…….. Come sempre alla fine il programma è ricco e intenso, ma faremo di tutto per regalarci tempo per la convivialità, la conoscenza reciproca e la FESTA.
Saremo ospiti all’Ostello Turimar che si trova in un bel parco a poche centinaia di metri dal mare. Avremo un paio di strutture a disposizione per le camere, una sala tutta a nostra disposizione per i pasti e spazi adeguati alle attività.
Le camere da 2,4,6 posti avranno tutte letti a castello. La segreteria organizzativa cercherà quindi di sistemare i partecipanti al meglio tenendo conto dei gruppi di provenienza o di eventuali altre indicazioni..

I costi saranno i seguenti:
– Pensione completa in stanza con bagno 38,7 Euro a persona a notte
– Pensione completa in stanza con bagno esterno 31,5 Euro a persona a notte
– I bambini da 0-4 anni compiuti non pagano
– I bambini da 5 a 7 anni compiuti hanno uno sconto del 50%.
Verranno fornite le lenzuola e un asciugamano E’ compreso l’uso delle attrezzature balneari spiaggia e della piscina.

Le iscrizioni
L’iscrizione all’incontro nazionale (solo adulti) sarà di 19 Euro per chi si iscriverà entro il 20 giugno, 22 Euro per chi si iscriverà dopo questa data. Iscrizioni ENTRO il 30 giugno 2006. Attenti: i ritardatari rischieranno di non trovare più posto.
Per l’iscrizione chi è dotato di computer deve compilare il file “tuo nome_per iscrizione.xls” che si può scaricare dal sito o richiedere all’indirizzo &#110;&#97;&#122;&#105;&#111;&#110;&#97;&#108;&#101;&#98;&#100;&#103;&#50;&#48;&#48;&#54;&#64;&#108;&#105;&#118;&#101;&#99;&#111;&#109;&#46;&#105;&#116;&#32; e seguire le istruzioni lì contenute, solo chi non ha la possibilità di raggiungere un computer nel raggio di 10 km può considerarsi esentato dalla compilazione del file
Chi non ha a disposizione un computer deve compilare la scheda allegata a questa lettera, anche scaricabile dal sito e inviarla agli indirizzi indicati.
A questo punto sarete ufficialmente iscritti!!
Nei dintorni dell’ostello dove alloggeremo (a circa 3 km) ci sono dei campeggi; nella lettera di Maggio vi daremo i loro riferimenti.
Sarà possibile scegliere il menù vegetariano che concorderemo con la direzione.
Quindi cari bilancisti cominciate a segnarvi le giornate sul calendario perchè non potete mancare!!
Potete contattare la segreteria organizzativa (che non si trova in Toscana bensì in quel di Legnano -MI) per ogni informazione all’indirizzo email: &#110;&#97;&#122;&#105;&#111;&#110;&#97;&#108;&#101;&#98;&#100;&#103;&#50;&#48;&#48;&#54;&#64;&#108;&#105;&#118;&#101;&#99;&#111;&#109;&#46;&#105;&#116;&#32; , fax 0331/450237

OSPITALITA’

Una delle attitudini fondamentali della nostra Campagna è sempre stata la ricerca e l’attenzione verso i rapporti personali. Nella scheda mensile una parte della rilevazione dei dati è riservata alla ospitalità ricevuta e offerta. Da questa tensione è nata l’idea a Simone di Firenze di creare una Lista Ospitalità in cui raccogliere le disponibilità dei bilancisti a ospitare altri bilancisti.
Questa vuole essere un’opportunità di entrare in rapporto con gli altri, un modo concreto di concretizzare quella rete di famiglie che di fatto la nostra Campagna è.
Ogni anno viene fatta la revisione della Lista, con gli aggiornamenti le modifiche dei posti disponibili le aggiunte e anche le (eventuali) cancellazioni.
Tutti quelli che, già non siano nella lista, e che sono interessati a essere inseriti comunichino entro il 15 maggio i loro riferimenti, i posti letto disponibili, eventuale disponibilità in giardino per tende e ogni altra nota particolare.
La versione aggiornata al 2006 della Lista verrà inviata con la prossima Lettera (cartacea) di Maggio e messa a disposizione dei Referenti sul sito.
Verrà inviata anche a tutti i bilancisti (senza Gruppo Locale) che la richiedano in Segreteria.

BILANCIO 2005

Subito una nota perché un bilancio di quasi 68000 euro sbalordisce!!
Il segreto è che ci è sembrato corretto inserire nel bilancio l’attività dell’Incontro Annuale (48280 euro) mentre nel 2004 si erano inseriti solo gli utili dell’incontro della Mendola.
Tolta quindi questa voce il bilancio è stabile sui 20000 euro. La differenza dei contributi dei bilancisti tra il 2004 (12935) e il 2005 (7540) è dovuta al fatto che nel 2004 abbiamo fatto due raccolte e l’entrata del 2004 ha sostenuto in parte anche i costi del 2005.
La raccolta per il 2006 riuscirà a sostenere le spese personale segreteria? Ad oggi siamo a 7400 a fronte di una necessità di 8500 euro.

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Entrate

Uscite

2005 2004 2005 2004
Residuo attivo 2004 11163.66 2.726,57 Spese viaggi 598.11 808,00
Contributi bilancisti 7539.4 12.935,00 Spese postali 17.4 67,00
Vendita libri e materiale 275.26 667,96 Stampa e spedizione lettere mensili 480 605,00
Ricavi da incontri 100 250,00 Spese sede 1404 1.440,00
Incontro annuale 48280 282,14 Spese per incontri referenti 683 190,00
Bilagiochi 4.242,80 Personale segreteria 8500 4.200,00
Rimborso viaggi 200 300,00 Imposta bollo c/c 32.04 25,56
Interessi c/c postale e Mag 212.74 91,75 Bilagiochi 1.865,00
Spese telefoniche, sito 643 607,00
Cancelleria e abbonamento 355 362,00
Spese c/c postale 193 163,00
Incontro annuale 45725
Spese Tipografia 1330
Totale Entrate 67771.06 21.496,22 Totale Uscite 59960.55 10.332,56
Residuo attivo 7810.51 11.163,66
Totale a Pareggio 67771.06 21.496,22

FACILITATORI PER I LAVORI DI GRUPPO
PER L’INCONTRO ANNUALE

Quest’anno nell’Incontro Annuale i lavori di gruppo saranno dei momenti fondamentali: in essi saremo chiamati a ripensare la nostra esperienza di bilancisti e a formulare indicazioni per il prossimo anno.
Per questo per chi faciliterà i lavori di gruppo all’incontro annuale è previsto un incontro formativo sulle metodologie della gestione dei gruppi, per organizzare il lavoro e cominciare a conoscere l’ecosofia.
Questa sessione formativa sarà condotta dal prof. Fulvio Manara. Essa è una occasione importante che ci permetterà di impostare il lavoro dell’incontro annuale. A Marina di Massa potremmo così lavorare ancora più proficuamente.
L’incontro si terrà sabato 24 giugno a Ca’ Fornelletti (Valeggio sul Mincio, Vr), per chi vuole c’è la possibilità di fermarsi domenica 25 giugno per approfondire i temi dell’ecosofia con il prof. Manara.
La Segreteria raccoglie le iscrizioni entro il 10 giugno.
I costi sono di 3 euro per sabato con il pranzo condiviso. Per chi si ferma alla domenica sono altri 6 euro (portarsi lenzuola e asciugamani).

PATRIZIO RACCONTA
L’INCONTRO REGIONALE TOSCANO

Domenica 23 aprile, alla presenza di S. E. Gran. Cav. Mons. Fazzini e delle maggiori autorità della segreteria nazionale dei Bilanci di Giustizia, il gruppo di Firenze ha inaugurato l’incontro regionale toscano e non, per la gioia dei bilancisti grandi e piccini, non solo toscani.

La preparazione. Come nasce un incontro regionale? e soprattutto: perché nasce? A volte le cose succedono per caso, a volte no. A settembre il gruppo fiorentino si è interrogato sull’incontro nazionale, sulla nostra esperienza a Terrafutura e su cosa fare per il gruppo stesso e la Campagna. Siamo partiti dall’esigenza di approfondire i rapporti tra di noi e sulla necessità di scambiare le nostre esperienze con altre persone. Negli ultimi anni gli incontri nazionali sono stati un’esperienza esaltante e ricchissima, ma la dilatazione del numero dei partecipanti ha anche reso più difficile lo scambio tra noi. Intendiamoci: abbiamo l’occasione di incontrarci e di parlare, ma spesso per i tempi dell’incontro occorre correre di qua e di là. Oppure perché sono i pargoli a farci correre. Questo è stato il motivo principale: diamoci un’occasione in cui possiamo davvero avere il tempo per guardarci in faccia e raccontarci cosa stiamo facendo, successi e insuccessi. La cosa migliore ci è sembrata quella di invitare i bilancisti vicini a noi, lasciando aperto l’incontro anche agli altri bilancisti e, soprattutto, anche ai non bilancisti.

Come fare? Raccontarci, sembra facile. Ma da dove partire? Dalla nostra esperienza, di bilancisti e, comunque, di ricercatori curiosi e fantasiosi. Ma venti o trenta persone come possono raccontare la loro esperienza, o parte di essa? Abbiamo pensato a concretizzare: cosa abbiamo guadagnato con la nostra esperienza, cosa abbiamo lasciato perché non ci serve più e anche un libro che ci ha cambiato la vita. Facile, no?

La macchina si mette in moto. Trovare babysitter, locali, relatore (sì, perché ci è sembrato importante anche sentire qualcuno che avesse da dirci cose importanti) e anche tutte le cose spicciole che, come sappiamo, sono quelle che aiutano a rendere piacevole e accogliente lo stare insieme. Devo dire che ho proprio sentito il gruppo che ha fatto suo l’evento e lo ha fatto crescere.

Gli arrivi. Bilancisti e non bilancisti arrivano alla spicciolata, con un orario molto elastico (e per fortuna gli orari erano sovradimensionati). Saluti, facce nuove e facce riviste dopo un po’ di tempo, i tre tavoli che cominciano a riempirsi ognuno con il proprio oggetto e tutti che girellano guardando gli oggetti e sbirciando i libri del cambiamento. All’iscrizione, ognuno riceve il suo bel cartellino commemorativo dell’incontro (io amo i cartellini con il nome. e questi erano pronti da gennaio.) ed è bello vederci tutti con questa sorta di medaglietta che ci iscrive di diritto ad una razza particolare.

Si parte (o quasi) Sono stato un’oretta a chiacchierare, a seguire le iscrizioni, a salutare. Quando decidiamo che è l’ora di partire, devo cominciare con il laboratorio di panificazione. Mentre Francesco e Antonella fanno vedere l’uso della panificazione automat-meccanizzata (che sarà poi confrontata con quella della macchina di Paolo e Flora), mi rendo conto di aver preso tutto tranne il tassello fondamentale: la pasta acida. come voler leggere al buio, per capirsi. Corro a casa in macchina (è vicina), ritorno indietro con il prezioso vasetto e corro verso la platea bilancista che si godeva lo spettacolo di quello che sembrava un numero di cabaret più che un rivoluzionario laboratorio di autoproduzione. Dopo aver impastato in pubblico poco più di un etto di farina e aver rassicurato tutti che da quel caos sarebbe davvero venuta fuori una pagnotta di pane mangiabilissimo, abbiamo fatto partire l’incontro vero e proprio.

Sì T.A.V. (Teste ad Alta Vivacità). Divisi in gruppi, ognuno ha preso i suoi tre oggetti e li ha mostrati e spiegati agli altri componenti del gruppetto. Ogni gruppo quindi ha avuto una differente storia ed esperienza. Ogni partecipante ha avuto il suo spazio per raccontare una parte della propria storia e mostrare l’oggetto che testimonia la tappa del proprio cammino. Alla fine, ci siamo ritrovati e i “capogruppo” hanno raccontato le impressioni del proprio gruppo. Nel mio gruppo, ad esempio, è venuto fuori che i figli sono una spinta molto forte a cambiare, che le scelte possono anche essere piccole, ma sempre molto concrete. Che il tempo è importante, che è importante quello che risparmiamo e quello che non perdiamo. Che, in generale, siamo “inquieti”, e per inquieti intendo persone che non sono quiete e silenziose, ma sveglie e in discussione, con i propri tempi, spazi e modi per cambiare. Alla fine viene fuori: perché le storie dei nostri tre oggetti non sono mai raccontate? eppure si tratta di storie belle e anche bellissime. E soprattutto di storie vere, di persone in carne ed ossa. Un altro gruppo risponde: perché c’è bisogno di vederci negli occhi, di relazioni, di avere davanti persone e cuori che ci ascoltano. È vero, tutto vero. Parlarci di persona è più bello che farlo al telefono. Raccontare un’esperienza è più facile che scriverla su un’email. Io credo anche che ci sia una sorta di “sottovalutazione” di quello che ciascuno sta facendo e cercando, come se ognuno di noi pensasse che il proprio cammino sia insignificante per gli altri. Manca la coscienza che il cammino lo stiamo facendo tutti insieme e che ognuno ci mette il proprio passo.

L’ora di pranzo Rientrano i pargoli, si butta la pasta, i piatti si riempiono e le forchette iniziano a roteare tra piatto e bocca. Abbiamo voluto scegliere la pasta con un valore aggiunto, la pasta di “Libera”, e anche la passata. Con le consuete modalità bilanciste, le tavole sono riempite di focacce, pizze, sformati. formaggi di tutte le forme, colori e sapori. Si pranza in piedi o seduti, e in piedi c’è il vantaggio di poter girellare e scambiare due parole con tutti, se i pargoli lo permettono. La varietà dei prodotti portati da tutti è incredibile. Finito di mangiare, Mauro ci fa vedere come si prepara il formaggio usando il latte della sua mucca, oltre a fare un interessante racconto sociologico bovino raccontando le vicissitudini quotidiane di un mono-allevatore. Si sparecchia un po’ e si lasciano i tavoli con gli oggetti (quelli di prima) a far bella mostra di sé. Le focacce e i formaggi invece hanno fatto una buona mostra di sé, e adesso sono spariti alla nostra vista.

La relatrice Abbiamo parlato di noi, abbiamo ascoltato gli altri. Volevamo anche qualcuno che ci facesse pensare, riflettere, mettere in discussione. Abbiamo quindi invitato Paola Palagi, docente di Teologia morale all’Angelicum di Roma. Non conosceva i BdG, se non per sentito dire e per qualche indicazione che le avevo dato io invitandola all’incontro. Ci ha parlato del concetto di sobrietà a partire dalla filosofia classica greca fino ai giorni nostri. Il significato parte quindi dal “non ubriacarsi”, poi al “silenzio” per arrivare anche alla “solidarietà” e la “vigilanza”. A me personalmente è piaciuta la riflessione che ha fatto sull’importanza verso il cambiamento che hanno i gruppi piuttosto che i singoli. Per quanto bravi, ha detto, i singoli da soli non ce la possono fare se non creano relazioni tra loro. E l’ho sentito un invito forte al cammino dei gruppi bilancisti. Non possiamo essere bravi da soli: serve a poco.

La fine Alle cinque l’incontro è finito. Ho ringraziato Paola, i bilancisti intervenuti. Ci sono stati alcuni secondi in cui nessuno si muoveva dalla sedia. E lì ho dovuto rimarcare che sì, era stata una gran giornata, che siamo stati bene insieme ma che l’incontro regionale era davvero finito, e che purtroppo potevamo andare via. Siamo stati ancora un po’ a salutarci, a parlare e a ridere, poi, lontani e vicini, tutti si sono incamminati verso casa. Posso dirlo? una gran bella giornata. Una faticaccia, sia chiaro, ma davvero “spesa bene”.

Patrizio