La luce in camera? Lasciatela accesa

ultimo aggiornamento 2009.10.08

Dagli Stati Uniti decalogo che sfata tutti i miti del risparmio che fa bene all'ambiente. E che indica come "priorità" il cambiamento dello stile di vita, in un'ottica di decrescita.

Un elenco di consigli per "aiutare l'ambiente, ridurre il nostro impatto sul cambiamento climatico, tagliare le spese e migliorare la qualità della vita". Consigli semplici alla portata di tutti. Alcuni ci riportano alle abitudini di vita dei nostri nonni. Usare i ventilatori invece dell'aria condizionata. Riscaldarci meno d'inverno, a costo di indossare il maglione in casa. Lavare le finestre con il semplice alcol. Chiudere il rubinetto dopo aver inumidito lo spazzolino o la lametta da barba, anziché lasciar scorrere l'acqua. Altri sono suggerimenti hi-tech: installare i nuovi apparecchi che interrompono la corrente quando non stiamo usando la tv o il computer, o le docce ad alta efficienza che riducono di quattro litri al minuto l'erogazione d'acqua senza che ce ne accorgiamo.

Con un'attenzione rigorosa ai costi, il decalogo del nuovo ambientalismo sottopone a un esame severo tutti i vecchi miti del pensiero "sostenibile". Stabilisce quali regole restano valide e quali vanno abbandonate. Partendo da ciò che ci sembra più ovvio. Dobbiamo spegnere sempre la luce quando usciamo da una stanza? Sbagliato, se abbiamo installato le nuove lampadine compatte fluorescenti: accendendo e spegnendole troppo spesso la loro vita si accorcia. E non è vero che costino più care, sulla bolletta elettrica pesano il 25% delle lampadine tradizionale.

Al supermercato è giusto fare la spesa orientandosi sulle "etichette verdi"? Spesso è sbagliato, per gli scarsi controlli su quei certificati. Installare pannelli solari? Prima fate isolare l'abitazione per evitare le fughe di calore, è molto più efficace. Comprare prodotti biodegradabili per ridurre l'accumulo nelle discariche? Quasi sempre è inutile, i prodotti che si proclamano tali non si decompongono abbastanza rapidamente. Molto meglio ridurre gli sprechi, per dare un contributo immediato all'emergenza rifiuti.
Comprare un'auto ibrida? Mezzi pubblici e bicicletta restano molto più verdi, e ovviamente meno cari. Vale la pena spendere dal 20% al 40% in più comprando dall'agricoltura biologica, perché sono più sani e più nutrienti? Il sovrapprezzo è giustificato in alcuni prodotti come pesche, mele, mandarini, lattuga, uva. Non vale la pena invece per quella frutta e verdura che anche nell'agricoltura tradizionale ha una bassa intensità di sostanze chimiche inquinanti: dal cavolo al pomodoro. Comprare dall'agricoltura locale per ridurre le emissioni di CO2? In realtà il trasporto contribuisce all'11% delle emissioni carboniche dell'agricoltura, il resto è legato ai metodi di produzione. Molto meglio, sia per la salute che per il portafoglio, ridurre il consumo di carne rossa perché l'allevamento di bovini è ad alta intensità di consumo energetico.

I nuovi comandamenti hanno un principio in comune. Ridimensionare anche di poco i nostri consumi, ha un impatto sull'ambiente molto più benefico che la rincorsa alle mode dei prodotti verdi.

Fonte: La Repubblica - 5 ottobre 2009

 


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