COMO – Verbale Dell’incontro BdG Spin-Off Di Venerd’ 26 Marzo 2010

COMO – Verbale Dell’incontro BdG Spin-Off Di Venerd’ 26 Marzo 2010

Verbale dell’incontro BdG Spin-off di venerd’ 26 Marzo 2010 in casa Cavalleri
Redatto da Serena

Considerata la presenza esigua di partecipanti, il nostro incontro, che avrebbe dovuto vedere anche la presenza di Agata, esperta di abbigliamento equo/solidal, si è limitato ad uno scambio di opinioni sull’abbigliamento in generale. Ma non è stato poco proficuo, anzi! Vi offriamo le notre riflessioni come spunto per poi dedicarci a discutere di economia e abbigliamento: come “consumare” vestendoci? Sarà questo l’argomento del prossimo incontro, che speriamo più frequentato. Nel frattempo, ci saimo interrogati su questioni preliminari, ovvero sui bisogni che ci sono dietro il vestire, e su come ciascuno di noi si rapporta all”immagine”. Posta la necessità primaria di vestirsi per coprirsi e riscaldarsi, ci siamo detti che…
-“L’abito fa il monaco”. Ma è vero per tutti? Qualcuno di noi invece (Fausto) non si è mai soffermato sdull’argomento, che non lo tocca affatto (insomma, si veste come capita, senza dare nessuna importanza alla cosa)
-Vestirsi bene dà sicurezza interiore.
-Oltre all’aspetto economico, ce n’è certamente uno antropologico, psicologico, sociologico.
-Teresa e il raccontino della borsa… quanto abbiamo “bisogno” degli accessori?
-Se siamo vestiti bene gli altri ci considerano sotto una nuova luce (Fausto e i suoi jeans nuovi!)
-Ci si può “affezionare” ai vestiti? perché Perché li abbiamo indossati durante esperienze particoalr; perché ci ricordano quqlcuno; perché con la loro foggia/colore esprimono la nostra personalità, l’immagine di noi che vogliamo comunicare agli altri; perché ci conferiscono una bella linea corporea.
-Viene prima il benessere personale (“quel vestito mi sta bene, mi piace, mi appaga, etc. e quinid me lo compro) oppure l’essenzialità, la sobrietà, il rispetto verso chi ha prodotto quel capo, insomma, le riflessioni etiche? Qual è al soglia, il discrimine, l’equilibrio, tra benessere personale e rispetto dell’etica, ambiente, lavoratori, etc.?
-Se si è stressati si tende a spendere di più in abbigliamento e accessori? Benessere è non sentire il bisogno di molti oggetti.
-Il mercato induce un senso di inadeguatezza per costringerti a comprare di più. L’abbigliamento come compensazione di altro?
-Come compriamo? Solo se c’è bisogno o anche se c’è un’ “offerta”, anche se quel capo non ci serve?
-Valenza ffettiva, di coppia, nella scelta dell’abbigliamento; ed anche nel rapporto coi figli.
-Cliché delle donne bilanciste un po’ “sciatte”…? Sarà vero?!

Ecco quanto è emerso…
Che ne pensate?

Ci vediamo il 20 0 il 27 maggio (appena Daniel sa i suoi turni!)