Piante mangia veleni

Sin dagli anni ’80 gli scienziati della Nasa, impegnati nella ricerca sugli ambienti chiusi delle navicelle spaziali, hanno supposto l’utilità delle piante come “mangiaveleni”. Ora, dopo circa vent’anni di esperimenti, è arrivata la conferma. Riportiamo un elenco di piante mangia-veleni.

Si tratta, più in piccolo, dello stesso processo che avviene nelle foreste tropicali: le foglie assorbono le sostanze inquinanti che vengono convogliate verso le radici attraverso il fusto; i batteri presenti alle radici le metabolizzano, eliminandole.
La rivelazione è maturata dopo l’esame della vegetazione in un’area della Florida centrale: una specie di felce, la “Pteri Vittata”, ha mostrato di prosperare particolarmente in una zona contaminata da sali di arsenico. Gli esemplari di questa felce, infatti, all’osservazione mostravano di contenere un’elevatissima concentrazione di arsenico nelle foglie, e l’assorbimento del potente veleno ne aveva accelerato lo sviluppo del 40%. Parallelamente, risultati simili li hanno ottenuti anche ricercatori europei, con un’aspettativa per l’immediato futuro: individuare esemplari della flora in grado di scomporre chimicamente le sostanze nocive e capaci di notevole velocità di sviluppo, sulle quali intervenire con tecniche di ingegneria genetica per trasformarle in efficienti superaccumulatori di metalli.
L’uso sempre più diffuso di sostanze intossicanti nelle nostre case e nei nostri arredi va di pari passo con la necessità della ripulitura degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. B. C. Wolverton, (ex ricercatore della NASA ed esperto di problemi dell’inquinamento negli ambienti chiusi), considerando il ruolo svolto dalle piante nel modificare l’altosfera terrestre primordiale gravida di sostanze organiche volatili (voc) in un ecosistema capace di ospitare le varie specie di vita attualmente presenti, ha individuato una cinquantina di varietà in grado di svolgere un’azione filtrante particolarmente efficace.

Le piante che sono risultate essere più attive nell’abbattere gli inquinanti ambientali appartengono alla famiglia delle Aracee e delle Liliacee, piante che prediligono l’habitat subtropicale e tropicale, ricche di sostanze solforate ed oli essenziali.
Qui di seguito ne elenchiamo alcune, con le loro caratteristiche filtranti.

Aloe vera
90% formaldeide

Philodendron
86% di formaldeide

Chlorophytum elatum o comosum
86% formaldeide
96% monossido carbonio

Dracaena massangeanna
70% formaldeide
21,4% benzene
12,5 tricloroetilene

Hedera heli
89,8 benzene
10,9 tricloroetilene

Spathiphyllum
50% formaldeide
79,5 benzene
32% tricloroetilene

Ficus benjamina
47,4% formaldeide
30% benzene

Sanseveria trifasciata
53% benzene
13,4% tricloroetilene

Photos aureus
73,2% benzene
75% monossido carbonio
9,2% tricloroetilene