Incontro referenti del 29 Marzo

.Questa osservazione ci ha trovato d’accordo nel pensare che la parola “scuola” non è la più adatta a descrivere quello che vogliamo.

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Sono emerse due visioni di scuola:

una prima visione è stata delineata da don Gianni
–  proporre il metodo che i bilanci di giustizia hanno sperimentato e affinato in questi 20 anni di esperienza, nella ricerca di una giustizia “vissuta” ; un metodo delineato in 5 tappe fondamentali che sono il bagaglio prezioso dell’esperienza bilancista:
1 – passione e ricerca personale di giustizia
2 – condivisione di questa ricerca con le persone con cui si vive (famiglia)
3 – passione per la giustizia vissuta tramite lo spostamento
4 – documentazione del cambiamento
5 – necessità di condivisione in un gruppo, con altre persone e famiglie.
Occorrerebbe quindi offrire ad altri questa profondità di ricerca; i frutti di questa ricerca, cioè i saperi acquisiti, vengono poi di conseguenza.

L’altra visione, suggerita da Enrico, è che forse occorrerebbe andare oltre il passato (“quello che abbiamo sempre fatto”). La Campagna Bdg dopo 20 anni era giunta in una situazione di stallo, capolinea un po’affaticato. Necessario guardare al futuro, entrare nelle reti che esistono per creare relazioni, condividere idee e portare la nostra originalità. Fare lavoro di ricerca e renderlo disponibile a tutti, cercando di non restare élite – nel senso di gruppo chiuso nella propria consapevolezza – ma cercando più canali possibili di incontro.

Vari interventi hanno comunque sottolineato l’esigenza di non chiudersi, di cercare collaborazioni con altre realtà, scambi delle reciproche consapevolezze anche in un’ottica di elaborare proposte comuni.
riflessione Antonia ci ha proposto di partecipare ad un progetto che lei vorrebbe far partire nella propria università con il gruppo di ricerca che si occupa di “economie diverse” e in cui studiare e rileggere l’esperienza di questi 20 anni. A questa ricerca parteciperebbero 4 ricercatori universitari assieme a 3-4 bilancisti che potrebbero accompagnare la ricerca per 2-3 incontri iniziali e per la fase finale di “restituzione”. La ricerca non sarebbe uno studio asettico dell’esperienza , ma un accompagnamento reciproco ad analizzare aspetti che siano util ad entrambi – ricercatori e bilancisti. Gli strumenti sarebbero quelli tipici delle analisi qualitative, domande, interviste ecc.

Al prossimo incontro referenti, fissato per il 24 Maggio, potremmo pensare a cosa ci interesserebbe “ricavare” da questa ricerca, cosa ci piacerebbe fosse approfondito e a quali domande ci piacerebbe rispondesse la ricerca. Al prossimo incontro proveremo a esplicitare queste richieste al gruppo di ricercatori che collabora con Antonia.
Occorrerà, inoltre, continuare a delineare  il concetto di “scuola” o come vogliamo chiamarla [“Laboratorio degli spostati” non sarebbe male ! =) NdR ] e a cercare di passare dalla suggestione a pratiche che possono essere utilizzate anche a livello locale.
L’esperienza dei FuoriRotta è attualmente una vera e propria scuola, scuola in cui sono importanti le relazioni e in cui si impara dall’esperienza e dall’incontro con esperienze forti e significative.