Bilanci in prima pagina

Sul Corriere della Sera del 18 agosto 2004 un approfondimento su Bilanci  e  affini. Anche se il sottotitolo è “Si moltipl

Quelle 800 famiglie unite per consumare meno

Dalla Sicilia al Trentino: «Ci confrontiamo su tutto e risparmiamo il 25% al mese»

È uno dei tanti salvagenti in tempi di cinghie sempre più strette. Funziona così. Mara sostituisce la macchina con la bicicletta per andare al lavoro. Se piove, prende il tram. Paolo e Barbara usano l’acqua del rubinetto. Hanno fatto i controlli e si sono resi conto che le proprietà oligominerali sono buone, inutile pagare di più per il confezionamento o un microfiltro domestico. Licia fa la spesa in bici e coltiva la verdura nell’orto, prepara da sé il sapone e le creme per il corpo con gli oli essenziali e la cera d’api. Sabrina si cuce gli abiti da sola, ha in casa lampadine a basso consumo e utilizza il metano anziché la benzina. Risultato: i consumi mensili sono ridotti del 25 per cento rispetto a quelli di una famiglia italiana media calcolati dall’Istat. Con un traguardo in più. Il primo tipo di consumatore riesce ad aumentare le spese per svago e tempo libero: 52,72 euro contro 38,30. Il calcolo lo hanno fatto «Beati i costruttori di pace». La loro campagna «Bilanci di Giustizia» è nata dieci anni fa. Ma mai come oggi vale la pena pensarci su. Prendere cioè in considerazione modalità di acquisto diverse. Più consapevoli, certo. Ma soprattutto più economiche. Lo fanno i Gas, gruppi di acquisto solidale, lo fanno i Cocorico, consumatori coscienti riciclanti compatibili, lo fanno quelli che sfogliano ogni mese Altreconomia per studiare strategie su come stare a galla con il caro prezzi.

LA CAMPAGNA – Ai «Bilanci di giustizia» hanno aderito finora circa 800 famiglie, non necessariamente di area cattolica. Quaranta per cento nel Nord Italia, 30 nel Centro, 15-20 al Sud. L’obiettivo è risparmiare. Ma anche guadagnarci in qualità della vita. Stare di più con gli altri. Creare convivialità. «Una volta all’anno compariamo i bilanci con quelli dell’Istat e troviamo conferme al nostro progetto», spiega don Gianni Fazzini, anima dell’iniziativa, che ha scoperto la sua vocazione ai consumi confrontandosi giorno dopo giorno con i problemi delle famiglie venete. «Noi offriamo gli strumenti per calcolare ogni mese le uscite e decidere in quale area risparmiare. Si può puntare sui tagli tout court , sul risparmio energetico, sugli acquisti collettivi, sul consumo di frutta e verdura di stagione, sul riciclo degli abiti, sui rifiuti. La lista è lunga. Alla fine ogni nucleo familiare ottiene un risparmio netto e la possibilità di reinvestire in altre voci».

PIU’ AUTOPRODUZIONE – La campagna punta molto sull’autoproduzione. «Io non so dire di preciso quanto risparmio – spiega Licia De Pieri, mamma trevigiana di due bambini di 9 e 7 anni -. In casa scaldiamo l’acqua con i pannelli solari, gli elettrodomestici sono a basso consumo, coltivo nell’orto frutta e verdura. Ma non è questo che mi fa continuare, ormai da quattro anni, a essere una “bilancista”. Mi piace piuttosto l’aver riscoperto la mia creatività, il fatto che molte delle cose che autoproduciamo le faccio insieme con altre persone: dalle torte alla marmellata alla crema per il viso al sapone. Si sono create relazioni sociali più forti e più umane. Passiamo i vestiti da una famiglia all’altra. La mia spinta? Non è religiosa, non sono cattolica. Sentivo più un bisogno di giustizia economica e ambientale». Sabrina Cecconi, di Calenzano, nel Fiorentino, ha cominciato a spendere in modo diverso nel ’96. Adesso compra soltanto prodotti locali, ripara le cose che si rompono, va molto di più al cinema e a teatro. E aggiunge: «Ho tre figli di 15, 13 e 3 anni. Non posso costringerli a seguire le scelte mie e di mio marito. Per esempio non abbiamo la tivù e Marta, quella di mezzo, ogni tanto scappa dai nonni o dagli zii per guardarla».

RISPARMIARE – Francesco Gesualdi è un esperto in materia. Per Feltrinelli ha scritto il «Manuale per un consumo responsabile». Insegna come fare acquisti critici. Risparmiare? Dice che «i margini ci sono. Se la scuola cominciasse a fare qualcosa in questa direzione sarebbe tutto più semplice. Basterebbe parlarne durante l’ora di educazione civica». Con quali proposte pratiche per i consumatori? «Incrementare l’usato. Sostituire le proteine nobili della carne con quelle dei legumi. Eliminare le merendine del supermercato a vantaggio di pane e marmellata, magari fatta in casa. Prendere i mezzi pubblici o le auto collettive al posto della propria utilitaria, non solo per gli spostamenti in città, ma anche per le gite fuori porta». Non sono storie dell’altro mondo. Sono cronache di una giornata qualsiasi di una famiglia qualsiasi a Palermo, a Roma, a Torino. «Forse alla fine non risparmiamo nemmeno tanto – concludono Paolo e Barbara Rusconi di Legnano, animatore sociale lui ed educatrice lei, tre bambini piccoli -, nel senso che le uscite non sono diminuite. Sono qualitativamente cambiate. E noi stiamo meglio».

icano le iniziative contro il caro prezzi: il caso dell’associazione cattolica «Bilanci di Giustizia»”…